The Teacher, è il film, del cecoslovacco Jan Hřebejk, distribuito da Satine Film, che uscirà nelle sale il 7 settembre. Tratto da una storia vera, pone dilemmi morali e urgenza di scendere nelle profondità dell’animo umano

the teacherIspirato a una storia vera, il film The Teacher, “sfortunatamente” senza tempo, racconta qualcosa che è accaduto, accade e accadrà sempre: inchinarsi a un superiore per ottenere in cambio qualche piccolo favore. Eppure, dalle primissime scene del film, la protagonista, Zuzana Maurély (Premio miglior attrice al Festival di Karlovy Vary), appare allo spettatore sotto una veste del tutto diversa da quella che poi si rivelerà essere nel prosieguo della storia: una donna dai modi affabili, sorridente e piena di vita. Maria Drazděchová, il suo personaggio, è la vedova di un alto ufficiale comunista che, a sua volta, rappresenta il Partito nella scuola in cui insegna dove nutre un certo riguardo e rispetto da parte del comitato direttivo.

Anche ai suoi alunni potrebbe apparire, a prima vista, come l’insegnante perfetta per il suo atteggiamento dolce e rassicurante, ma subito un indizio la pone su un piano di possibile sospetto. Perché al momento dell’appello l’insegnante chiede ai propri alunni oltre al proprio nome di raccontare che mestiere fanno i loro genitori? Presto Maria svelerà che per lei è più importante approfittare di quanto genitori e alunni possano offrirle piuttosto che avere a cuore il rendimento dei suoi allievi.

Il suo essere suadente e, contemporaneamente, ricoprire una posizione autorevole, consente alla Drazděchová di ottenere sin da subito ciò che vuole. In un primo momento sia ai genitori sia agli alunni pare quasi del tutto normale e naturale aiutare una donna rimasta vedova e in difficoltà. «Che male c’è ad aiutare una donna sola che svolge con dedizione il proprio lavoro?». E così inizia il carosello: da un semplice taglio di capelli all’assistenza per la spesa sono moltissimi i genitori che si mostrano disposti ad aiutarla. Ecco che le richieste della professoressa diventano sempre maggiori, originali e pressanti tanto che talvolta è impossibile soddisfarle. Per esempio quella fatta al padre di Danka, impiegato all’aeroporto e costretto a cercare d’inviare illecitamente una torta a Mosca per la sorella della Drazděchová. Non riuscendo nella sua impresa, e non mostrando alcun interesse nel cercar di trovare una soluzione, sarà la figlia Danka a subire pesanti conseguenze a partire dai brutti voti che iniziano a fioccare. Saranno guai anche per tutti gli altri ragazzini che si mostreranno solidali con lei. Comincia così una drammatica escalation tanto che le continue tensioni con i malcapitati alunni giungono a conoscenza della Preside dell’Istituto che si vede costretta a indire un’assemblea assieme ai genitori per capire che cosa stia davvero accadendo.

È da questo confronto che emergono le contraddizioni morali ed etiche di una società cresciuta tra giochi di potere e corruzioni quotidiane. Si svilupperà un dibattito che andrà ben al di là del comportamento e delle sorti dell’insegnante: ci sarà chi cercherà di far sentire la propria voce contro lo status quo, chi invece farà fatica a dissentire… E, come contrappunto agli adulti che discutono, ci sono i figli vittime di subdoli ricatti mascherati da “buone azioni”.

The Teacher va visto, indubbiamente, se non altro per dire no, per ribellarsi a una condizione sociale dove la sudditanza psicologica pare scorrere liscia come l’acqua perché il servilismo al potere è considerato la norma. Per quanto mi riguarda ho fatto un po’ fatica a mantenere la calma. È certo che il film del regista Jan Hřebejk non può lasciare indifferenti: prevede, necessariamente, una presa di posizione forte, impone una riflessione sui sottili meandri dell’animo umano e sulle contraddizioni insite in esso.