Da un vecchio copione dei fratelli Coen arriva il 6 dicembre nelle sale italiane Suburbicon, il nuovo film diretto da George Clooney, con Oscar Isaac, Matt Damon, Julianne Moore. Recensione in anteprima

SUBURBICONSono convinto che già solo nominarvi cast, regista e chi ha scritto il copione originale basterebbe a farvi correre al cinema a vedere questo film. A questo punto vi starete chiedendo di chi si tratta e allora vi dirò: Oscar Isaac, Matt Damon, Julianne Moore, George Cloney, fratelli Coen. Ok magari aggiungerò il titolo: Suburbicon e il fatto che sarà nei cinema dal 6 dicembre distribuito da 01 Distribution.

Scommetto che a questo punto siete curiosi di conoscere la trama e magari vedere il trailer. Ok allora iniziate ad immaginare una comunità di bianchi, in un sobborgo residenziale di una qualunque tranquilla cittadina della tranquilla California degli anni ’50. I nuovi vicini accolti con una crostata, il postino che conosce tutti, i giardini perfettamente tenuti, insomma il sogno americano realizzato. Cosa potrebbe mai sconvolgere un luogo di pace e armonia come questo? Un omicidio direte voi, ma a quel punto sarebbe un film giallo come tanti altri, allora cosa? L’arrivo, ad esempio, di una famiglia di colore, i Meyers, che farà cadere ai perfetti cittadini bianchi di Suburbicon le loro maschere da perbenisti. Ecco allora iniziare verso i nuovi venuti tutta una serie di azioni di rigetto razziale più o meno velate.

Gli unici a non essere ostili verso i nuovi arrivati sono i Lodge: una famiglia di bianchi composta da padre, madre disabile, figlio coetaneo di quello dei Meyers e zia single, sorella della mamma (personaggi entrambi interpretati da una strepitosa Julianne Moore). Zia che oltretutto spingerà il nipotino a superare l’odio razziale che stanno dimostrando i suoi concittadini, facendogli fare amicizia con il bambino di colore.

A turbare la tranquillità dei Lodge, arrivano una notte due orrendi ceffi che si introducono in casa loro per una rapina, che finisce male, segnando profondamente il piccolo Nicky Lodge. Da questo punto in poi le tinte pastello stile spot americano anni ’50, lasciano il posto a quelle più noir da classica black comedy, tipiche della regia di George Clooney e delle sceneggiature dei Coen, qui rimaneggiata da Grant Heslov.

Una black comedy dissacrante e divertente tutta da scoprire, fotogramma dopo fotogramma, cercando di sciogliere i nodi che portano ai colpevoli dell’omicidio, passando per un messaggio di integrazione sociale attraverso l’amicizia tra il piccolo Meyers e Nicky Lodge, che da tutto l’odio che ha intorno imparerà la tolleranza e l’accoglienza, arrivando ad una critica non proprio nascosta verso l’attuale situazione americana.

Nei 145 minuti del film Clooney da dietro la camera non ci lascia un attimo per annoiarci, facendoci dimenticare per un po’ “pene e affanni” personali, anche grazie ad un sagace humor e ad una superlativa interpretazione del cast in cui è impossibile non evidenziare la fantastica prestazione di Julianne Moore che si conferma una delle più grandi e camaleontiche attrici del momento.

A questo punto non mi resta che darvi appuntamento al cinema da Mercoledi 6 dicembre, augurandovi una buona visione.

Niccolò Cometto