Trama, trailer e recensione in anteprima di Quando un padre il nuovo film con Gerard Butler, prodotto da Zero Gravity Management e distribuito da Eagle Pictures nei cinema dall’8 giugno

Smessi i panni dell’agente dell’FBI di “Attacco al potere 1 e 2” e quelli dell’inguaribile conquistatore di diverse commedie brillanti che l’hanno fatto apprezzare ad un nutrito pubblico femminile, in Quando un padre, troviamo il bel Gerard Butler alle prese con un ruolo intenso e drammatico, che in qualche modo segna la sua maturazione di attore. Infatti nell’opera prima di Mark Williams, il noto Mr Weasley della saga di Harry Potter, Butler interpreta Dane Jensen, un un cacciatore di teste (una sorta di broker che invece di cercare di piazzare azioni, piazza persone all’interno delle aziende) di una società di ricerca del personale, completamente assorbito dal lavoro dove, senza esclusione di colpi, cerca di vincere la corsa al posto del suo capo che sta per andare in pensione.

A contendergli la posizione che sembra spettargli di diritto, per la quale ha da sempre tolto spazio e tempo alla sua famiglia, Lynn Vogel, collega altrettanto brava ma con una visione e un approccio al lavoro completamente diverso.

Ma proprio nel momento in cui a Dane viene chiesto il massimo dell’impegno, a suo figlio Ryan, di dieci anni, viene diagnosticata la leucemia.

Da questo momento la sua famiglia ha bisogno della sua presenza e, così, l’uomo tutto d’un pezzo e senza scrupoli, che sa sempre cosa fare, si ritrova diviso tra il lavoro che ha sempre sognato e la sua famiglia. Inizia allora una lotta interiore che dilania scena dopo scena il cacciatore di teste senza scrupoli, pronto a sacrificare ogni cosa per la carriera e mette a nudo l’uomo che deve imparare a fare il padre. Un padre che dovrà cercare di recuperare il tempo perso, ma che soprattutto dovrà imparare a sostenere la sua famiglia non solo economicamente ma nel senso più profondo del termine.

Sicuramente lo script non è dei più originali, ma è originale, secondo me, il modo in cui Williams ha scelto di raccontarlo, ovvero mettendo a confronto due uomini con diverse scale di priorità. A contrapporsi sono il freddo e calcolatore uomo d’affari, Dane Jensen, convinto che l’unico modo di rendere felici i suoi cari sia attraverso il denaro e il “maturo” ingegnere da ricollocare, magistralmente interpretato da Alfred Molina, che invece mette sempre davanti a tutto gli interessi dei suoi familiari.

Ed è proprio nel confronto tra i due che, alla fine, emerge un buon padre di famiglia e un coscienzioso recruiter che non si ferma alle apparenze o all’età, ma va a fondo cercando di dare il giusto valore alle cose e alle persone.

Un cambiamento graduale che da ancora più forza e credibilità alla storia, anche grazie all’interpretazione intensa e trascinante di Gerard Butler, indiscusso fulcro della vicenda la cui evoluzione si riflette nella costruzione di un rapporto padre-figlio da rimettere in ordine. Come l’ordine architettonico alla base degli splendidi palazzi di Chicago che Ryan, il figlio di Dane, sognava di disegnare da grande: opere in grado di scaldare il cuore degli uomini.

Nel cast di Quando un padre, oltre a Gerard Butler e a Alfred Molina, meritano una menzione d’onore anche l’ottima apparizione di Willem Dafoe, nel ruolo del cinico capo di Dane Jensen e Gretchen Mol, estremamente naturale e credibile nel ruolo della moglie del protagonista.

Possiamo definire buono questo primo lavoro alla regia di Mark Williams, che è stato in grado di realizzare un film capace di emozionare profondamente lo spettatore e di farlo identificare con il protagonista, soprattutto se ha famiglia ed un lavoro che lo tiene per gran parte della giornata lontano da casa. Unica avvertenza, se siete tra quelli ultra sensibili o amanti di film strappalacrime, portate con voi al cinema una super scorta di fazzoletti, perché Quando un padre colpisce dritto al cuore e… al condotto lacrimale.