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Il nostro caffè di oggi ha tutto l’aroma del vero espresso napoletano, perché abbiamo avuto il piacere di berlo con il cantautore Nelson, parlando di passione per la musica, ispirazione creativa, musica italiana e dei nuovi strumenti mediatici per chi vuole emergere in questo mondo, dai YouTube ai Talent Show.

Come nasce Nelson e la sua passione per la musica?

“La mia inclinazione per la musica è stata fortemente stimolata da mia madre, quando ero bambino mi regalò un mangiadischi e mi fece ascoltare molta musica, probabilmente senza il suo aiuto non avrei mai scoperto questa mia passione. Se non stimolata la creatività rischia di rimanere chiusa in un cassetto e questo dipende molto dal contesto ambientale, sociale ed economico in cui si vive.

Spesso mi capita di pensare a quei bambini che vivono una situazione di enorme disagio come può essere la povertà o la guerra, sicuramente tra di loro chissà quanti Mozart o Beethoven si nascondono e che purtroppo non scopriranno mai di esserlo. In questo senso sono stato fortunato, grazie a mia madre e all’ambiente in cui ho vissuto, ho scoperto la passione per la musica.”

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Da dove prendi ispirazione per le tue canzoni e i loro video?

“Nel caso di questo disco l’ispirazione nasce sempre dalla verità. Cose che succedono nella mia vita. Discorso differente e’ quando scrivo per altri o canzoni che si inseriscono in una narrazione cinematografica. In quel caso cerco di provare le stesse emozioni di chi interpreterà la canzone, di utilizzare lo stesso linguaggio che è abituato a parlare lui e di parlare di cose che conosce bene, sempre per non allontanarmi troppo dalla verità. Per quanto riguarda i video le idee nascono dal confronto costante e imprescindibile con il regista Claudio D’Avascio, che è un visionario come me.”

Da cantautore italiano, che quindi comprende le difficoltà di chi magari è agli inizi, cosa consigli a chi vuole percorrere la strada della musica nel nostro Paese?

“Non mi ritengo così importante ed autorevole per poter insegnare qualcosa agli altri. L’unico consiglio che mi sento di dare e di essere sempre autentici, fedeli a se stessi, di difendere la qualità del proprio lavoro anche contro il parere di chi non la recepisce e di ricordare sempre che l’obbiettivo è quello di comunicare, non di rincorrere la notorietà. Quella è un’effimera arma a doppio taglio che imprigiona la creatività e rende alla lunga rende infelici.”

Stanno spopolando i Talent Show che cercano di scoprire talenti, credi anche tu come molti, che in questo momento siano l’unica possibilità per emergere?

“Non lo so, io non li guardo ma non per snobismo, semplicemente mi dispiace troppo per chi viene eliminato. Un giorno ricevetti una telefonata da un autore di un Talent di cui non faccio il nome per discrezione che mi chiese di partecipare al programma. Risposi così: “rispetto il vostro lavoro ma ho visto il programma e mi sembrano le olimpiadi del canto. Non mi sento tagliato per questo sport, ma grazie dell’invito”. Non è l’unica strada per emergere, e’ una scorciatoia un po’ artificiale e pericolosa che confonde la musica con la televisione: un errore madornale.”

Parlando dei tuoi ultimi successi, come ti è venuto in mente di trasformare l’Estate sta finendo in una ballata con richiami quasi western e di inserire frasi da Rimmel di De Gregori in Outside mentre la musica elettronica scorre?

“L’idea dell’Estste sta finendo e’ venuta a D-Ross, il produttore del disco. Mentre scrivevamo un’altra canzone ci rendemmo conto che le parole e la melodia dell’Estate sta finendo appoggiate su quella successione armonica in minore restituivano alla canzone un significato nuovo che ci è piaciuto subito e l’abbiamo incisa così. Rimmel e’ la canzone d’amore che da adolescente mi ha aperto la porta del cantautorato. Per la prima volta con lei ho capito che la poesia e la musica potevano convivere in una stessa opera. Le dovevo qualcosa.”

E cosa ne pensi di Youtube? è la strada giusta per chi vuole fare musica adesso?

“Non so se è l’unica ma è una strada. Non dobbiamo credere però solo a quel che succede su Internet. I numeri potrebbero essere fuorvianti. C’è tanta gente in giro, per strada, sui treni, dietro ai banconi, alle casse dei supermercati, a pescare pesci in una rete, che tempo e forza per andare a cliccare su YouTube o Facebook non ce l’ha proprio.”

Come prendi il caffè?

Come prendo il caffè? Sempre con un amico. Ricordo un giorno con Mario Merola, per cui scrissi una canzone ormai più di dieci anni fa. Prendevamo un caffè insieme. Io gli chiesi con riverenza: “Don Mario, come lo prendete il caffè, con lo zucchero?” E Lui: “E certo giuvino'(ragazzo), o’ diabete nun o’tengo ancora”. (Traduzione: lo prendo con lo zucchero, ci mancherebbe, non ho mica il diabete!)”