festa della donna 8 marzoMa che bugiarda! Indossava i jeans non è possibile che la abbiano stuprata; quella donna non ha urlato a voce alta magari era consenziente; vuole incastrare il marito, hanno avuto un  rapporto ‘completo’ e ora lo denuncia per maltrattamenti; aveva  bevuto e ora li accusa di abuso, ma i ragazzi che colpa hanno! Vengono provocati! Se va in giro truccata così se la cerca! Ma resta a casa a badare ai figli. È uscita con il capo e ora si lamenta perché l’hanno licenziata, lui le ha fatto delle avances e lei non c’è stata cosa voleva, pure la promozione! TUTTE AL ROGO!

Cari lettori e care lettrici, oggi 8 marzo Festa della Donna, è un giorno di memoria ma anche di riflessioni e domande che da sempre sedimentano nella nostra mente senza risposte.

La donna oggi secondo voi può affermare di sentirsi al sicuro? Può contare sull’appoggio della società? È tutelata adeguatamente dalla legge? Cosa è cambiato nel corso della storia? Siamo rassicurati da false certezze o le cose si sono trasformate davvero? Siamo libere di rapportarci al mondo del lavoro serenamente?

Sono definiti molesti comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse anche al sesso, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità umana e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo, ma nella vita quotidiana il confine non è così netto, soprattutto sul posto di lavoro. Quando c’è uno squilibrio di potere evidente,  molti comportamenti che per legge sono considerati “molestie” vengono liquidati in Italia come semplici “battute” o come “rapporto consensuale” o addirittura giustificati per il solo fatto che è esistita in precedenza una relazione tra le parti.

A questo proposito ho intervistato per voi il Professore Markus Krienke, docente di filosofia moderna ed etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano. I suoi studi lo hanno portato dalla città natia Grünstadt in Germania, fino a New York, Roma ed infine a Monaco per un Dottorato di ricerca, per poi approdare a Milano, città in cui vive.

Al Professor Krienke ho chiesto di introdurci storicamente il ruolo della donna nella società medioevale per poi ragionare insieme su cosa accade paradossalmente ancora oggi e perché.

Buona visione.

Quindi cosa è cambiato per la donna rispetto al Medioevo? Come allora, ancora oggi manca purtroppo la convinzione da parte delle donne stesse di essere credute e tutelate adeguatamente. Manca una cultura che smetta di additarle come colpevoli indiscusse mettendole al centro della piazza pubblica. L’argomento come abbiamo potuto comprendere dall’intervento del Professor Krienke, è più complesso e stratificato di quello che riguarda lo sbilanciamento di potere all’interno del rapporto uomo/donna perché le parti in gioco sono molteplici. Politiche in primo luogo, culturali, religiose e anche economiche.

È giusto identificare la società in cui viviamo come Patriarcale? Secondo voi il nostro sistema è fondato sul potere maschile o sulla tacita complicità estorta o introiettata delle donne?

La caccia alle streghe e cioè a donne non conformi o sottomesse allo Stato, fu una vera e propria persecuzione sessista (probabilmente l’unica del genere nella storia) chiamata da molti studiosi, il primo Olocausto. Come all’epoca , anche durante il periodo Fascista infatti, quelle donne che non seppero esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri di madre e moglie devota imposti dalla “Rivoluzione Fascista”, venivano additate come frivole, liberali e irrispettose e per le più irrecuperabili c’era il manicomio.

Una donna che trovava la forza di contrastare il proprio uomo, combattiva, andava contro il classico stereotipo paternalistico secondo cui la femmina è sensibile, fragile ed incapace di difendersi e per domare una massa è necessario un potere che con il terrore e la forza ottenga obbedienza, quale capo espiatorio migliore se non donne che scalpitano per ottenere ciò che di diritto le spetterebbe?

Tutto questo oggi a mio parere, può essere semplicemente chiamato il grande bluff, c’è una splendida facciata a sostegno delle donne, contro abusi, violenze, ingiustizie, vi sono tutele e supporti di ogni sorta, legali, psicologici, di indottrinamento alla prevenzione e un risonante appoggio mediatico, eppure, ogni nostro sforzo in ambito lavorativo, sociale, privato, di fatto non produce i risultati attesi.

I nostri figli continuano a studiare libri in cui l’uomo è al centro dell’universo e mai leggeremo favole in cui il principe azzurro non è conteso da almeno dieci donne che per conquistarlo si accapigliano l’una con l’altra per avere in premio, un castello da pulire. Questo è secondo me il vero grande ostacolo. Un indottrinamento deviato e pilotato, tramandato da una società “fallocratica” e vestito di cultura e tradizioni, che in realtà ha generato soltanto timori, ignoranza e insane competizioni.

Sono stati furbi gli uomini, care lettrici! Ma lo scettro del potere alla fine glielo abbiamo messo noi tra le mani… Per domare e smembrare un esercito di donne potenzialmente temibile, mettile l’una contro l’altra e avrai vinto metà della guerra. Noi donne sopravviviamo in una realtà difficile senza servirci di un’arma molto potente che gli uomini conoscono benissimo: LA COALIZIONE. Questa è l’unica nostra vera ed indiscutibile colpa.