Trama, trailer e recensione in anteprima di Escape Room, il thriller psicologico diretto da Adam Robitel, in arrivo il 14 marzo al cinema distribuito da Sony Pictures/Warner Bros Italia

escape room recensioneOggi vi parlo di un film, cercando di essere il più obiettivo possibile e non farmi influenzare da pregiudizi dovuti all’essere figlio degli anni in cui sono usciti cult come Saw-l’enigmista e Final Destination. Il film in questione è Escape Room, pellicola che a parer mio vuole cercare di avvicinare i più giovani al mondo del thriller.

Il film è ambientato nelle Escape Room, appunto, ovvero reali stanze con allestimenti a tema, all’interno delle quali 4 o 6 giocatori devono risolvere enigmi e indovinelli per riuscire ad uscire. E protagonisti della pellicola sono proprio 6 perfetti sconosciuti, che si ritrovano in questa Escape Room in balia di eventi che non dipendono dalla loro volontà, chiamati ad utilizzare le loro capacità deduttive, ma soprattutto a collaborare, per trovare indizi che li aiutino a risolvere enigmi per poter trovare una via d’uscita in un tempo prestabilito. Ovviamente con un tocco di brivido in più: ogni stanza li potrebbe condurre alla morte. Chi sarà così attento da uscirne? E una volta usciti “l’incubo” sarà veramente finito?

Come dicevo prima, accomunando Escape Room a film come Saw e Final Destination, il suo fil rouge è: avete rischiato di morire una volta, siete meritevoli di vivere una seconda? Se la risposta è si, dovete superare delle prove così tecnologicamente avanzate che l’Enigmista in confronto era un pivello! Di sicuro è ben girato, al punto da far crescere la tensione e la sensazione di essere in trappola, fotogramma dopo fotogramma tanto che dopo averlo visto, credo che se vi capiterà di andare in un’Escape Room, vi chiederete se è finta o realmente pericolosa. E comunque è il film giusto, se avete tra i 15 e i 21 anni, da vedere con la fidanzata nel buio del cinema così che lei si stringa a voi per la paura.

By Mauro Caputi