Consigli di lettura: recensione de Il Francese di Massimo CarlottoÈ uscito qualche mese fa per Mondadori il nuovo romanzo di Massimo Carlotto, “Il Francese”. Indiscusso maestro del noir contemporaneo, Carlotto è conosciuto dal grande pubblico per il libro “Il fuggiasco”, dove racconta le proprie rocambolesche vicende di latitante a causa di un’ingiusta accusa di omicidio.

Dalla sua penna è poi scaturito il magistrale personaggio dell’Alligatore, un detective anticonvenzionale dal piglio deciso e disincantato, che è in grado di muoversi nel sottobosco di una Padova molto vicina alle atmosfere care a Philip Marlowe e Sam Spade.

TRAMA DE “IL FRANCESE”

Padova fa da sfondo anche a questo suo nuovo libro.

Il protagonista è Antonio “Toni” Zanchetta, detto il Francese, un uomo dal passato losco e torbido, che si è macchiato anche di violenze e che ora gestisce un giro di prostituzione d’alto bordo, in cui le ragazze vengono concesse a ricchi professionisti e imprenditori del Nordest per cifre altissime.

Zanchetta si prende cura delle proprie ragazze, imponendo loro regole ferree, niente droga e nessun traffico sporco, riuscendo in tal modo a mantenere una sorta di equilibrio.

Un giorno, però, qualcosa sconvolge questa quiete apparente. Una delle ragazze scompare e il “Francese” risulta essere l’ultimo ad averla vista.

Mentre Zanchetta, consapevole della propria innocenza, indaga per cercare di scoprire cosa sia realmente accaduto alla ragazza, il commissario Ardizzone che lo ritiene l’indagato principale e ha più di un motivo per ritenerlo colpevole, si avvale di ogni mezzo per trovare il modo di arrestarlo.

Utilizzare l’alibi che lo scagionerebbe vorrebbe dire coinvolgere una persona che sarebbe messa al pubblico ludibrio e in pasto alla società benpensante.

È a questo punto che in soccorso del “Francese” giunge inaspettatamente l’aiuto di una sua concorrente in affari.

Ma sarà davvero così? Possiamo davvero essere certi che si tratti della via per esser scagionato e non un mezzo per incastrarlo?

RECENSIONE

Anche in questo suo ultimo lavoro, Carlotto, regala al lettore un altro spaccato ruvido e caustico della società del Nordest, descrivendo in maniera minuziosa il degrado delle relazioni sociali che si intessono in un territorio fragile e non coeso, dove ogni azione è volta al crimine, dove sia dal punto di vista morale che finanziario tutto si connota di un sommerso caliginoso.

In questo contesto, i ceti popolari si impoveriscono e il ricorso alla delinquenza non è più una scelta consapevole ma una necessità che porta a essere inglobati negli ingranaggi della malavita, la quale ha perduto essa stessa quella sorta di “codice morale” che faceva sì che venisse tollerata dalla società padovana.

La costruzione psicologica dei personaggi prevede che ognuno di essi mostri sempre il proprio lato oscuro e celato.

Solamente i personaggi femminili rifuggono questo schema, e vengono denotati con caratteristiche positive. Le donne descritte da Carlotto in questo romanzo, infatti, hanno esclusivamente un carattere determinato e sprezzante della paura, che le pone in grado di affrontare i problemi e di risolverli in prima persona, soffrendo se necessario, ma non arrendendosi mai.

Ne “Il Francese”, insomma, ritroviamo tutti gli elementi caratteristici del mondo di Carlotto: le classiche atmosfere pulp, che ricordano i poliziotteschi e gli horror italiani anni ’70, e i film di Quentin Tarantino, che da essi traggono ispirazione, fusi in modo originale e con la maestria e il genio che lo contraddistinguono.

TITOLO: “Il Francese”
AUTORE: Massimo Carlotto
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 216
PREZZO DI COPERTINA: 17 € (16,15 € su Amazon)