cosa vedere a PadovaPadova è città commerciale ed universitaria, di fede e di scienza, di arte e di cultura a tutto tondo. Se siete di passaggio e decidete di fermarvi una giornata o se state programmando un week-end nella città del Santo la visita vi regalerà belle sorprese.

Padova si raggiunge in treno o in macchina e in questo caso si può parcheggiare nei pressi della stazione e raggiungere il centro a piedi o con il tram che si ferma nel piazzale antistante.

Proseguendo lungo Corso del Popolo, attraversato il ponte, si incontrano i giardini dell’Arena, al cui interno si trova la Cappella degli Scrovegni che custodisce gli spettacolari affreschi di Giotto.

La visita al ciclo pittorico realizzato nei primi anni del XIV secolo, considerato uno dei capolavori mondiali dell’arte occidentale, è imperdibile.

L’ingresso è consentito solo in piccoli gruppi e pertanto è consigliabile prenotare (www.cappelladegliscrovegni.it) o scrivere per ulteriori informazioni al seguente indirizzo info@cappelladegliscrovegni.it )

Adiacente alla Cappella degli Scrovegni si trova il complesso dei Musei Civici che ricomprende il Museo Archeologico, il Museo di Arte Medioevale e Moderna e il Palazzo Zuckermann (per ogni informazione sulle collezioni e visite si può consultare il sito www.turismopadova.it o scrivere all’indirizzo musei@comunepadova.it ).

Terminata la visita al Museo, sulla piazza omonima, si trova la chiesa degli Eremitani di origine medioevale, costruita come Chiesa dell’ordine degli eremitani di sant’Agostino che conserva affreschi di Andrea Mantegna, nato in provincia di Padova e formatosi presso la bottega di Francesco Squarcione e opere del Guariento, il primo pittore di Corte dei Carraresi.

Dopo questa immersione nell’ arte e nella bellezza si può proseguire verso il centro e raggiungere piazza Garibaldi dove spicca la colonna sormontata dalla Madonna dei Noli.

A questo punto avete raggiunto il cuore della città dove si trovano il caffè Pedrocchi, il Palazzo del Bo – sede dell’Università, piazza delle Erbe, piazza della Frutta, il meraviglioso Palazzo della Ragione, la piazza dell’Orologio con la Torre …!

Qui, ad ogni angolo e in ogni punto sarete circondati da bellezza, storia, arte.

Nel centro storico tra piazze, mercati e i principali luoghi di interesse storico-artistico si può cogliere l’anima, lo spirito, il carattere più autentico e respirare l’atmosfera e la vivacità cittadina legata anche alla tradizione universitaria che da secoli porta in città studenti provenienti da ogni parte.

Quando i padovani parlano di “piazze” si riferiscono a piazza delle Erbe e piazza della Frutta, separate dal maestoso palazzo duecentesco della Ragione, che rappresentano il centro commerciale di Padova da 800 anni grazie ai mercati della frutta e della verdura e alle storiche botteghe di prodotti enogastronomici che si trovano “sotto il Salone”, il posto perfetto per uno spuntino, un break a base di prodotti tipici.

La zona delle piazze e tutta l’area che si sviluppa nelle vie laterali e adiacenti è molto frequentata per la presenza di numerosi bar, locali, pasticcerie, è luogo di incontro dei padovani di ogni età e degli studenti soprattutto all’ora dello spritz.

Altra piazza, a pochi passi da qui, è la Piazza dei Signori con il palazzo del Capitanio e la Torre dell’Orologio, a fare quasi da quinta teatrale, definita il “salotto cittadino”.

Il Palazzo della Ragione, chiamato popolarmente il “Salone” è uno dei più grandi ambienti coperti d’Italia e sorge al centro del sistema delle due piazze.

L’antico edificio che assomiglia ad un’enorme nave capovolta è attualmente utilizzato per grandi esposizioni artistiche e manifestazioni culturali, mentre il piano terra è ancora oggi destinato al mercato dei generi alimentari ed è uno degli angoli più suggestivi e caratteristici della città.

Il grande Salone interno è coperto da una struttura lignea di forma ogivale ed è decorato da circa cinquecento affreschi con motivi e simbologie astrologiche, religiose e figure allegoriche con numerosi richiami alla Serenissima e rappresenta uno dei maggiori e complessi cicli pittorici che si conoscano.

Da qui, imboccando una delle tante viuzze che si affacciano sulla piazza delle Erbe ci si ritrova nell’“antico ghetto ebraico”, caratteristico borgo della Padova medioevale, dove si trova il museo della Padova ebraica. Passeggiando tra le strette vie si è circondati da palazzi dalle suggestive facciate, da caratteristiche case sviluppate in altezza, poiché il ghetto era zona chiusa, botteghe di antica tradizione e locali ed enoteche che richiamano tanti giovani.

Dal ghetto si raggiunge la piazza del Duomo e del Battistero. Il Duomo che si affaccia sulla omonima piazza, con interni completamente bianchi, sorge sul luogo di precedenti edifici sacri, il cui più antico era una cattedrale paleocristiana. L’interno, armonioso e luminoso, ricorda un’altra chiesa padovana, di Santa Giustina, in Prato della Valle.

Il sottosuolo della Cattedrale conserva mosaici, resti di colonne, urne di terracotta, pietre lavorate e molto altro. Collegato al Duomo è il Battistero in stile romanico e intitolato a San Giovanni Battista dove è conservato un ciclo di affreschi di straordinaria bellezza, commissionati da Francesco da Carrara il Vecchio e da sua moglie Fina Buzzacarini a Giusto de’ Menabuoi, ancora oggi uno dei cicli pittorici del trecento meglio conservati, raffiguranti le storie della Genesi, dell’Apocalisse e di San Giovanni Battista.

Terminata la visita del Duomo e del Battistero, ci si può incamminare verso via VIII Febbraio, la principale via pedonale cittadina, dove si trova il palazzo del Bo, antica sede dell’Università che ha visto in cattedra il grande Galileo Galilei. L’ antico cortile interno, il teatro anatomico, l’aula Magna di Galileo Galilei, la sala dei Quaranta, con le immagini dei quaranta più bravi studenti stranieri e l’aula di Medicina sono luoghi ricchi di storia dove si respira cultura. Si possono visitare previa prenotazione all’indirizzo: prenotazioni.bo@unipd.it – tel. 049 / 8273939.

Uscendo dalla sede dell’Università proprio di fronte si innalza il cinquecentesco Palazzo Moroni, sede del Comune, che si affaccia su piazza delle Erbe e si ricongiunge al Palazzo della Ragione.

A questo punto, la tappa è lo storico caffè Pedrocchi (www.caffepedrocchi.it), uno tra i più importanti caffè storici italiani, testimone del Risorgimento e da sempre frequentato da artisti, letterati, politici e dalla borghesia cittadina, professori universitari e studenti.

Ambiente di grande fascino, luogo dove incontrarsi per degustare un caffè, parlare di politica, attualità, vita cittadina, è sempre stato aperto a tutti, anche a chi non consumava ed entrava solo per sedersi, sfogliare il giornale e bere un bicchiere d’acqua, cui era riservata la sala Verde (da cui ha origine il detto “essere al verde”) dove ancora oggi ci si può accomodare per rilassarsi e leggere, senza necessariamente consumare.

Non si può andare al caffè Pedrocchi senza assaggiare il famoso “caffè alla menta” con crema di menta e scaglie di cacao e lo zabaione “Stendhal”, coppa di zabaione servita con biscottini, particolarmente amata dallo scrittore francese.

All’interno dell’edificio dello storico caffè in stile neoclassico realizzato dall’architetto veneziano Giuseppe Jappelli, che ospita il Museo del Risorgimento, si possono ammirare saloni decorati in stili diversi e il piano superiore, “il piano nobile”, dove si ritrovano elementi e decorazioni che rimandano ad una simbologia massonica, destinato a feste, incontri, spettacoli di cultura, musica, conserva il fascino della storia.

Mentre passeggiate, tra una visita al museo ed una sosta in piazza, noterete molti locali e bar dove bere il famoso “spritz”, l’aperitivo per antonomasia, da accompagnare con gustosi stuzzichini.”

Si può proseguire la visita della città, dirigendosi verso la Basilica di Sant’Antonio, una delle icone fondamentali e più rappresentative di Padova, che porta in città ogni anno migliaia di fedeli, simbolo della Padova religiosa, ricca di storia per i numerosi affreschi conservati al suo interno e per lo scrigno di arte sacra.

In città oltre alla Basilica c’è anche un dolce che porta il nome del Santo, la cui ricetta ricorda la tradizione dei frati della basilica che donavano pane, ai poveri e ai viandanti, fuori dal sagrato.

I pasticceri della zona rifacendosi alla tradizione, con il tempo hanno elaborato una ricetta creando un  dolce con marmellata di albicocche, buccia d’ arancia candita, pan di spagna, marzapane di mandorle o granelle di amaretto il tutto avvolto da pasta-sfoglia, che ancora oggi si può assaggiare in uno dei tanti bar e pasticcerie che si trovano in piazza del Santo.

Usciti dalla Basilica percorrendo via Belludi si arriva in Prato della Valle o più comunemente in prato come viene chiamato dai padovani.

Meravigliosa piazza tra le più grandi d’Europa, seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca, dalla forma ellittica dove si affacciano numerosi palazzi storici decorati, abbellita da statue, corsi d’acqua ove si può passeggiare. La piazza è un grande spazio monumentale, caratterizzato da un’isola verde centrale, chiamata Isola Memmia, in onore del podestà che ne ha commissionato i lavori, circondata da un canale e da statue di celebri personaggi del passato. Quattro viali attraversano il Prato su piccoli ponti per incontrarsi al centro dell’isolotto.

Nelle vicinanze del Santo si trova l’Orto Botanico al quale nel 2014 è stata affiancata la serra del giardino della biodiversità. La visita permette un viaggio negli eco-sistemi del pianeta, attraverso il mondo vegetale. L’orto botanico patavino, il più antico tra quelli   universitari, risale al 1545 e al suo interno custodisce la famosa palma di san Pietro, la più antica tra le piante conservate, conosciuta anche come la pianta di Goethe, così ribattezzata da quando nel 1786 il poeta tedesco ne rimase ammirato durante la visita al giardino nel periodo del suo soggiorno in Italia. E’ possibile prenotare al seguente indirizzo prenotazioni@ortobotanicopd.it e il personale incaricato vi accompagnerà alla scoperta dei tanti e rari esemplari di differenti specie botaniche, custodite all’interno del giardino (www.ortobotanicopd.it).

Se siete ancora curiosi di scoprire cosa c’è di cultura a Padova, proprio in angolo con Prato della Valle, alle spalle del chioschetto dei gelati, c’è Palazzo Angeli, costruzione del quattrocentesco, che ospita una piccola meraviglia, una perla di museo: il “Museo del Precinema” conosciuto anche come “Museo della Lanterna Magica”. Un luogo magico dove ammirare strumenti, anche musicali, oggetti del 700-800, giochi ottici, che testimoniano e ripercorrano la forma di spettacolo per immagini sino alla nascita del cinema. Fiore all’ occhiello sono le “lanterne magiche” che documentano l’affascinante viaggio dell’immagine dipinta e proiettata su schermo, dal 700 alla nascita del cinema. L’apertura del museo risale al 1998 e si deve a Laura Minici Zotti. Vi è anche una sezione interamente dedicata alla fotografia (www.minicizotti.it).

Alla fine dopo aver passeggiato tra le vie cittadine, tra i giardini, aver visitato musei e chiese, dopo aver scoperto i diversi “volti” della città, siamo giunti al termine, pronti a rientrare a casa, in attesa di ripartire alla scoperta di altre meraviglie del nostro paese.

Dove Mangiare:

Se durante la passeggiata alla scoperta della città vi viene fame un po’ di fame, vi potete fermare per il pranzo alla “Vecchia Padova”, in via Cesare Battisti, 37 (www.ristorantevecchiapadova.it). Il ristorante il cui nome deriva dalla sua posizione nel cuore del centro storico della città, è un locale arredato in stile rustico, adatto a tutti i gusti grazie alla cucina che spazia tra portate di pesce, carne e non manca la pizza. Il menù propone le tipiche ricette della cucina veneta dai “bigoli” ad altri primi piatti di pasta fresca, dal “baccalà” alle grigliate e tante altre prelibatezze della tradizione locale

Per la cena:

*Osteria L’Anfora, in Via Soncin n. 13, in pieno centro. In un locale informale e dagli arredi vintage si possono degustare i piatti tipici della cucina veneta (https://www.facebook.com/pages/Osteria-lAnfora/161292750563482).

*Osteria Dal Capo, locale storico in zona Duomo (via degli Obizzi n. 2) dove assaporare piatti e sapori della tradizione culinaria locale (http://www.osteriadalcapo.it/).

*Isola di Caprera, in via Marsilio da Padova n.11. Elegante e curato il locale propone un menu di piatti della tradizione patavina da degustare in un ambiente accogliente (www.isoladicaprera.com).

Se dopo la cena e una passeggiata, decidete di fermarvi e pernottare in città, potete scegliere uno degli hotel cittadini, tra cui:

*Hotel Donatello, in via Del Santo n. 102, proprio di fronte alla basilica di Sant’Antonio (https://www.hotel-donatello.net).

*Hotel Majestic Toscanelli in zona Ghetto, in via dell’Arco n. 2 (https://www.toscanelli.com).

*Hotel Maritan” in via Gattamelata n. 34, nelle vicinanze del Prato della Valle e della Basilica di Sant’Antonio ( https://www.hotelmaritan.it).