Cilento meta ideale per le tue vacanze low cost

Cilento (Foto credit Irene Grassi)

L’Italia è un paese meraviglioso, costellato di bellezze naturali e paesaggi mozzafiato che spaziano dalle alture alle coste. Una varietà di luoghi che offre flora, fauna ed architettura oltre che arte e sapori assolutamente unici. Mete turistiche che attirano ogni anno persone da ogni parte del mondo, e tra le quali occupa una posizione di rilievo il Cilento, in cui è possibile trascorrere un week end all’insegna della tranquillità e della fuga dallo stress. Una destinazione ideale per le vacanze sia sul piano balneare, e dunque sostanziale, sia sul piano economico, trattandosi di una località low cost. Vediamo nel dettaglio origine del nome di questo luogo, i borghi più belli, e quanti giorni occorrono per vedere il Cilento.

Qual è il posto più bello del Cilento?

Rispondere ad una domanda del genere non è affatto semplice, specie poi se si parla del Cilento, dove c’è l’imbarazzo della scelta in fatto di angoli stupendi da vedere. Sul podio dei posti più belli vi sono senza dubbio Paestum, con le sue rovine, Castellabate, ricca di fascino del passato, e Marina di Camerota quale località balneare per eccellenza della costa cilentana. Ma ve ne sarebbero molti altri di punti geografici della suddetta specifica zona campana, quali Palinuro, borgo Pozzillo e cosi via. Insomma la gamma è ampia e ci si può sbizzarrire davvero tanto, immergendosi nella tradizione, la storia, il mare e il paesaggio a perdita d’occhio offerto dal Cilento.

Quali sono le località da visitare?

Oltre a quelle sopra menzionate, vi sono altre località nel Cilento, partendo ad esempio da Agropoli, città suddivisa praticamente in due tra zona vecchia e nuova. Un posto che mischia passato e presente permeandolo attraverso il proprio aspetto equamente diviso tra storia e modernità. Poi vi sono ancora Acciaroli, Sapri, Santa Maria di Castellabate e l’area del Parco Nazionale cilentana (comprendente Vallo di Diano e Alburni) di cui fiore all’occhiello è la prima citata Castellabate, cuore di questa frazione campana, riconosciuta anche come patrimonio UNESCO.

Quali sono i borghi più belli del Cilento?

Inutile ribadire, per ciò che concerne i borghi più belli del Cilento, quanto sia uno dei più apprezzati ed amati quello di Castellabate. Per cui spostiamo l’attenzione su altri lidi, come Pollica, per citarne uno, la cui origine risale a moltissimi anni fa (VIII secolo la datazione). Qui si può trovare uno stupendo palazzo storico anticamente residenza principesca, stiamo parlando del palazzo Capano. Per non parlare delle strutture di stampo religioso, quali le chiese e cattedrali di Santa Maria delle Grazie e San Nicola. Si potrebbe menzionare il borgo di San Mauro Cilento, diviso tra Casal Sottano e Casal Soprano e il suo centro storico affascinante. O ancora San Severino di Centola. Letteralmente nato e sviluppatosi su una collina rocciosa. Di caratterizzazione medievale, questo borgo è per fattezze abitative e struttura un’immagine vivida del passato e del Medioevo che ritorna nel presente. Serramezzana, invece, è località appartenente a questa categoria ma di tutt’altro aspetto: essa si dipana lungo la dorsale collinare di “mezzo” ed è uno dei borghi posti più in alto e proprio per questo motivo maggiormente tranquilli da vivere. Sempre restando nel contesto antico, per conformazione territoriale, troviamo Roscigno Vecchia, che si sostanzia intorno alla sua piazza Nicotera. Caratteristiche di questo luogo la chiesa di San Nicola e le strutture limitrofe, dove campeggia anche una fontana storica.

Perché viene chiamato Cilento?

Prendiamo ora in esame l’origine del nome Cilento e quindi la sua etimologia fortemente collegata alla sua posizione geografica. Infatti questa denominazione ha matrice latina, anticamente conosciuta col nome di cis-Alentum: che significa “al di qua del fiume Alento”. Anche se bisogna aggiungere a tale spiegazione un piccolo particolare, ossia che prima della nascita del Parco Nazionale cilentano con Cilento si indicava la zona posta alle pendici del Monte Stella.

Cosa vedere in 5 giorni?

Cinque giorni possono essere davvero pochi per girare il Cilento nella sua interezza o quanto meno per vedere da vicino i suoi lughi più belli e caratteristici. Tuttavia si può stilare un itinerario basato sulla tempistica citata, per tracciare le tappe imperdibili. Tra queste vi sono Paestum e le sue antiche rovine e templi, Castellabate perché borgo per eccellenza, Marina di Camerota quale meta balneare, il Parco Nazionale cilentano e Pioppi e Pollica per completare un mini giro breve di tale area campana. In cinque giorni è fattibile un itinerario simile, anche se bisogna muoversi con una certa celerità. Chiaramente non potrà mai essere un viaggio tra le meraviglie del posto al massimo del relax, ma vale decisamente la pena.

Anche perché, comunque, il Cilento è una terra che è rimasta ancorata alle sue tradizioni. Qui, infatti, è possibile ancora trovare, come un tempo, i classici punti di riferimento di ogni paesino. Soprattutto la domenica, si può notare come le persone di uno specifico luogo si incontrino al bar del paese per scambiare due chiacchiere e giocare a carte o sono ancora presente i centri fisici per scommettere sulle partite di calcio.

Se, come in tutto il Meridione, non è presente il casino di eurobet o di Snai, le due compagnie hanno dei centri fisici aperti, a differenza di altre località d’Italia dove stanno chiudendo a favore del web. Anche perché qui la connessione internet spesso non c’è. Ma, questa, è un’altra storia.

Quanti giorni ci vogliono per visitare il Cilento?

Dopo aver visto i luoghi principali del Cilento da attenzionare in cinque giorni, vediamo in ultimo quanti ne occorrono per ammirarlo in tutta la sua interezza. Per adempiere a tale scopo soli cinque giorni non bastano, ne servono almeno il doppio, dunque dieci. Per alcuni possono sembrare troppi, ma in realtà non è cosi se si vuole ammirare con calma e serenità ciascun borgo, paesaggio e bellezza naturale situata in questa parte specifica dello stivale. La Campania mette a disposizione attraverso il Cilento un patrimonio unico per storia, vista paesaggistica e contenuto territoriale. Ed è proprio tutto ciò che comporta poi un periodo di tempo un tantino più esteso per goderne al meglio. Non è pensabile un itinerario cilentano da realizzare in una settimana sola, ad esempio. Sarebbe una corsa inutile nello spostarsi da un punto all’altro senza coglierne così in maniera adeguata il vero valore. Dieci giorni, invece, consentono una più che sufficiente visione ed esperienza del Cilento approfondendo ogni minimo dettaglio. Dalla visita alle chiese e cattedrali, alle rocche medievali, passando per il relax balneare e l’immersione nella storia presente in templi e antiche rovine. Non manca poi la modernità con i centri e le piazze ricche di negozi e attività di grande attrattiva. Insomma non resta far altro che mettersi uno zaino in spalla e dirigersi verso questo patrimonio naturale italico imperdibile per fascino e caratteristiche.