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L‘Italia che amo è quella dell’artigianato e dell’arte, del bere e del mangiare bene in quelle taverne dai soffitti bassi con appesi fiori secchi a testa in giù. L’Italia che amo è quella dei centri storici con vecchi palazzi che ti fanno ombra e vie strette che ti fanno scoprire osterie, laboratori dove mani esperte realizzano cornici di legno su misura o piastrelle in gres dipinte a mano.

Bassano del Grappa è così, è l’Italia che amo. Bella nel suo susseguirsi di piazze che la Grande Guerra ha lasciate intatte. Rilassata ed eclettica. Ricca di tradizioni antiche, come le stamperie che attraggono ancora i migliori artisti, i suoi laboratori di ceramica dal grande passato e dal lucente presente, la grappa e la gastronomia. Con quel suo spettacolare ponte degli Alpini che collega le due sponde del Brenta affondando le larghe travi di legno nel fiume.

 

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Bassano profuma di gelsomino, quello che cade lungo i muri dei palazzi.

 

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A Bassano ci sono stata domenica per la prima edizione di Buongiorno Ceramica  con l’intenzione di acquistare ceramiche per la mia piccola casa. E’ andata diversamente perché la città mi ha letteralmente catturata: mi sono persa in botteghe, piazze , taverne e a Palazzo Sturm che ospita il Museo della ceramica G. Roi e il Museo della Stamperia Remondini.

La mia City Guide di Bassano è un mix di suggestioni di luoghi e tradizioni per assaporare in maniera serena questa antica città……

Museum
Palazzo Sturm, un tempo residenza di famiglia nobile, si affaccia direttamente sul Brenta. I piani bassi ospitavano botteghe e laboratori per produzione serica, mentre quelli superiori che ho visto erano destinati alla residenza padronale. E’ stato entusiasmante visitare i due Musei dentro il Palazzo perché l’allestimento museale è ospitato dalle sue meravigliose stanze e anche perché è curato e di facile comprensione, per nulla noioso.

Stamperia Remondini
L’allestimento più sorprendete è quello dedicato alla stamperia Remondini. Si snoda nelle stanze inferiori del Palazzo e racconta il grande successo della stamperia che divenne la più importante d’Europa.

I pannelli raccontano la storia della carta, di come arrivò dalla Cina e come sviluppò una serie di attività economiche che avevano bisogno della forza dell’acqua. Bassano era perfetta per questo. Nel percorso museale ci si imbatte anche nei vecchi caratteri della stamperia, lettere minuscole e lettere giganti, scrittoi e attrezzature. Favolosi anche gli stampi in legno, vere opere d’arte, che si intingevano nel colore per poi stampare il disegno su carta. Dalla stamperia Remondini uscirono veri e propri tesori, libri, scatole, teatrini.

Lo stupore è stato enorme quando mi sono trovata in una stanza interamente rivestita in legno: le stampe qui si possono ammirare aprendo le ante delle pareti, come ci fossero tanti armadi dentro cui vengono custodi dei tesori. L’esperienza è entusiasmante. Questa modalità di visita aumenta la curiosità

Museo della ceramica G. Roi
Il Museo dedicato alle ceramiche è altrettanto bello. Ci sono due sezioni, una dedicata alle ceramiche del passato e l’altra alle contemporanee. E’ un viaggio interessante che si snoda in teche ben curate e pulite, con indicazioni chiare, che raccolgono ceramiche per lo più bassanesi dal Settecento in poi. Giuseppe Roi, marchese della zona che ha donato la sua incredibile collezione di porcellane, aveva centrato la raccolta sulle porcellane Antonibon di Nove. La manifattura delle porcellane è raffinata e rappresenta la tradizione delle porcellane venete con il gusto estetico del marchese che fu un collezionista esigente. La collezione infatti è un insieme di tazzine con piattini finemente decorati, e poi c’é il servizio con vedute di ville venete e persino la tazzina con cavallo, di manifattura trevigiana, legata al marchese per la sua giornaliera consuetudine di utilizzarla per il suo caffé.

Perché l’arte e l’artigianato vanno vissuti e il marchese pare la sapesse lunga.

Ho adorato la tazza da brodo di Germiniano Cozzi, un vero e proprio gioiello: i manici sottolineati in oro, la presa del coperchio a finto ramo marrone e verde e decoro a fiori persiani con lampi di color viola. Mi piaciuto il bianco dell’impasto più candido rispetto alle porcellane Antonibon.  E poi c’erano i piatti con il tipico decoro floreale stilizzato chiamato “a blanser”: tre piccoli fiori che nascono da zolle fogliate, di solito di color blu, rosso o bruno di manganese.

Di ceramica in ceramica ho attraversato le stanze meravigliose della residenza patronale fino a imbattermi nell’alcova e quello straordinario mobile laccato di fattura veneziana che rievoca la tradizionale lacca cinese e giapponese. Anche se la lacca veneziana era diversa, la sua qualità e finezza erano decantate in tutta l’Europa tra Seicento e Settecento. Avrei voluto tanto toccarlo per avere una sensazione tattile ma naturalmente non è possibile. Non voglio dirvi altro, è tutto da guardare … di persona.

Uscita dal Museo mi sono imbattuta in vetrine zuppe di belle ceramiche constatando che, qui, ci tengono alla tradizione e che il commercio sostiene l’artigianato. In occasione dell’evento ‘Ceramica c’é’ nelle vetrine dei negozi erano esposte opere di grandi ceramisti, come per esempio Diego Poloniato. I suoi cuchi e le sue giostre sembrano usciti da una fiaba.

Ho avuto la fortuna di ammirare anche ANIMAlità di Bosa Ceramiche che avevo solo visto sulle riviste e la cui mostra è stata esposta al Triennale Design Museum. ANIMAlità gioca sulla contrapposizione tra la spiritualità dell’uomo e il mondo animale. Nomi evocativi e forme che ne simulano pose e movimenti, rappresentati lungo una serie di opere realizzate per  da una squadra di eccellenze nel design, messe in campo in collaborazione con Bosa, laboratorio ceramico bassanese conosciuto in tutto il mondo per le sue antiche tecniche di lavorazione artigianale.

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Eat & drink
Mangiare e bere a Bassano è facile, non solo perché il centro storico non è immenso ma anche perché i locali sono quelli della tradizione che propongono tradizione. Se non bassanese, veneta.

Mio marito e io siamo stati nella Birreria Ottone, che di fatto è un ristorante ma un tempo era stata una birreria. Piano piano accanto alla birra il primo proprietario introdusse qualche piatto e l’evolversi del tempo e delle mode trasformò la birreria in ristorante. L’ambiente è rimasto pressoché uguale alle origini, lo stesso bancone, lo stesso pavimento, gli specchi e le foto alle pareti. E la gestione è in mano alla stessa famiglia arrivata con orgoglio alla terza generazione.

Appena qualche metro più avanti c’é Osteria Alla Caneva, uno di quei luoghi rustici dove assapori piatti tipici della cucina veneta e sorseggi prosecco in un ambiente informale e rilassato. L’accoglienza è quella del vecchio oste veneto, senza troppe moine ma discreta e gentile. Da provare!

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E Danieli? Un caffé che è anche ristorante dall’arredo originale, stile country chic, e fuori dal contesto classico della città. Ci siamo dissetati sui tavoli in ghisa bianca all’ombra che lo ospita, proprio in fianco al Museo civico.
Shop

Zoe Company.
A Bassano c’é  Zoe Company, oh sì! è un negozio di abbigliamento perché noi che amiamo la moda abbiamo bisogno anche di questo. Credo che sia uno dei negozi più belli d’Italia, un mix tra grandi marchi come Driers Van Noten o Vanessa Bruno e brand di fattura artigianale come l’italiano Forte-Forte. Qui trovi le scarpe artigianali di lusso LeNora che adoro, così femminili e sensuali. E’ un negozio di ricerca che permette di esprimere la parte più romantica di noi donne, con quel gusto alla francese, senza essere leziose.

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Bottega dei porcini.
Di questa bottega mi sono innamorata. Sono entrata con mio marito per fare n regalo a nostro cognato, che apprezza vino e grappa. La Bottega dei Porcini è un concentrato di prodotti italiani super selezionati che nessun supermercato può offrirti, in pieno italian style. Una vera delizia per il palato ma anche per gli occhi perché tutto è piacevolmente ordinato e pulito.

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La scelta di grappe è notevole, si va dalle grandi aziende come Poli – in città c’é il museo-distilleria – e Nardi fino a quelle più piccole ancora a conduzione familiare. Sullo scaffale opposto alle grappe ci sono prelibatezze sott’olio, paste prodotte dai migliori pastifici italiani e sacchi di farro, orzo, fagioli.

Cornici artigianali.
Tra le vie del centro ho scovato un laboratorio di cornici artigianali molto interessante. Uno di quei luoghi dove il gusto estetico è estremamente raffinato e la ricerca è la base del lavoro. Poter scegliere per un quadro una cornice su misura permette di definire il proprio stile ed esaltare la bellezza del quadro. Ci sono poi cornici che sono piccole opere d’arte e sono belle così come sono, da appendere alla parete senza tela disegnando con la mente quello che desideriamo vedere.

Questo è solo un assaggio di Bassano del Grappa, che è molto di più. Intanto spero spero che la mia City Guide vi sia piaciuta e soprattutto spero vi sia utile per una visita in città. Ah dimenticavo: dal 19 settembre al 9 novembre si terrà la quarta biennale internazionale di fotografia …. un’altra ottima occasione per visitare Bassano.
ciao Benedetta