Alessandro ParrelloOggi abbiamo avuto il piacere di intervistare Alessandro Parrello, conduttore radiofonico, attore, regista e produttore cinematografico, di ritorno dal Cortinametraggio 2019, dove era ospite.

Alessandro Parrello ci ha raccontato una sua ideazione, il “volo virtuale“, con un accenno ai prossimi progetti di cui sarà protagonista.

Responsabile di una peculiare trovata che ha, in qualche modo, caratterizzato ed accompagnato le giornate più importanti della XIV edizione del Cortinametraggio. Alessandro ci parli del progetto?

Il progetto nasce da un incontro con Maddalena Mayneri alla scorsa Festa del cinema di Roma, in cui mi disse che le sarebbe piaciuto realizzare qualcosa di innovativo per questa edizione del Cortinametraggio. Da lì è nata l’idea di raccontare Cortina in realtà virtuale e renderla unica attraverso le nostre tecnologie. Con gli innovativi sistemi di ripresa in realtà virtuale di nostra proprietà, siamo riusciti quindi a realizzare questo video sferico sia sorvolando sopra quei meravigliosi paesaggi con il drone sia passeggiando per il centro del Paese utilizzando una tecnica di ripresa in vera soggettiva a 360°. Il risultato è stato magnifico e con l’ausilio dei visori, le persone hanno avuto la sensazione di volare e di essere all’interno di un’altra persona e in un altro ambiente reale. È stato emozionante vedere la reazione di stupore delle persone o anche di colleghi attori che sono venuti a provare questa esperienza.

So che la tua società WEST 46TH FILMS è tra le aziende leader in Italia per la realtà virtuale. Come nasce questo tuo interesse per questa tecnologia e che sviluppo pensi possa avere?

Sono sempre stato una persona curiosa e sono appassionato di nuove tecnologie, per cui ho iniziato ad approcciare alla realtà virtuale sin da quando ero in America per capirne i principi. Nel 2015 abbiamo realizzato il primo contenuto per l’Ara Pacis e da allora abbiamo continuato a sviluppare questo settore perché ci dà la possibilità di raccontare storie in maniera differente rispetto al cinema convenzionale, in cui lo spettatore diventa protagonista dentro la scena.  Il VR è un connubio tra tecnologia, arte e storytelling che può avere molteplici applicativi anche nel sociale. Per Matera 2019 infatti abbiamo ripreso le chiese rupestri in Soggettiva 360 per permettere ai disabili di “camminare” dentro questi meravigliosi siti, in collaborazione con ETT Spa. 

Non solo cinema ma anche moda. È vero che stai preparando delle novità che presenterai nel corso della prossima Milano Fashion Week?

Si già dallo scorso gennaio ho iniziato a collaborare con il mondo della moda realizzando una prima campagna VR per un brand. In questi giorni sto realizzando le riprese per un nuovo format di moda con 4 stilisti importanti che vedrà il suo debutto a Torino a maggio. Si chiama “History of a style”. Non posso per ora dirti di più ma sono molto entusiasta del progetto. Con Daniela Kraler, invece, metteremo questa tecnologia al servizio delle sfilate della prossima Milano Fashion Week, in cui lo spettatore avrà la sensazione di essere in prima fila davanti la passerella.