Il 24 aprile, distribuito da Parthénos, arriva nei cinema italiani La caduta dell’Impero Americano, il nuovo film di Denys Arcand, autore de Il declino dell’Impero Americano e de Le Invasioni Barbariche. Trama, trailer e recensione in anteprima

La caduta dell'Impero Americano recensioneLa caduta dell’Impero Americano compone e conclude la trilogia satirica sull’Occidente, del 77enne regista e sceneggiatore canadese Denys Arcand, di cui fanno parte Il declino dell’Impero Americano del 1986 con cui si è imposto all’attenzione internazionale e de Le Invasioni Barbariche con cui nel 2004 vinse l’Oscar per il miglior film straniero, un David di Donatello nella stessa categoria, e il premio César per il miglior film.

Descritto come un “polar” venato di commedia, La caduta dell’Impero Americano, vede protagonista Pierre-Paul (Alexandre Landry), 36 anni, intellettuale canadese idealista, depresso e fallito, che nonostante un dottorato in filosofia deve lavorare come fattorino per tirar su uno stipendio appena decente, perché «un fattorino guadagna meglio di un professore…». Proprio il giorno in cui viene lasciato dalla fidanzata, sarà l‘unico testimone di un duplice omicidio. Durante una consegna si ritrova, suo malgrado, sulla scena di una rapina finita male, che lascia sull’asfalto due morti e altrettanti borsoni pieni di soldi. Cosa fare? Restare a mani vuote o prenderli? Continuare la sua monotona e insoddisfacente vita o scappare con la refurtiva? Pierre-Paul decide di impossessarsi del bottino e in una frazione di secondo, giusto il tempo in cui resta nel dubbio, carica il malloppo sul furgone. I guai sono appena iniziati: sulle tracce del denaro scomparso, infatti, ci sono due agenti della polizia di Montreal ma soprattutto le gang più pericolose della città. Interrogato successivamente dai due detective riesce a cavarsela ma, preso dai rimorsi decide di trovare un modo per disfarsi dei soldi sporchi. Le cose iniziano a complicarsi quando anche il capo della banda di rapinatori si mette sulle tracce della refurtiva, deciso a trovare il responsabile vivo o morto.

Per uscire da un sogno che rischia di diventare un incubo, Pierre-Paul dovrà fare gioco di squadra con un team di improbabili complici: una escort Aspasia/Camille Lafointaine (Maripier Morin) che cita Racine, un ex galeotto Sylvain Bigras (Remy Girard) appena uscito di prigione e un avvocato d’affari Me Wilbrod Taschereau (Pierre Curzi) esperto di paradisi fiscali. Insieme, scopriranno che i soldi non danno la felicità… o forse sì?

Il protagonista all’inizio del film proclama la sua visione dell’intelligenza. Intelligente è chi non arriverà mai al successo perché non è in grado – proprio perché intelligente – di truffare il suo prossimo. Poveracci, sempre secondo la visione del protagonista, sono George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi, perché sono prigionieri di uno schema che li ha portati a primeggiare in mezzo a un mondo di “idioti contenti”. Lui contento non è, mentre la sua fidanzata pensa che la felicità venga dai soldi. Ma come dice Aristotele, la Fortuna è collegata alla felicità e lui di soldi si ritrova, casualmente, pieno; ma non per questo la sua vita migliora, anzi. All’inizio cerca la prima cosa che ti fanno pensare tu possa avere coi soldi: una bella donna. Chiama così una affascinante escort d’alto bordo che si rivelerà determinante per poter dare corpo ai sogni del protagonista.

Ne La caduta dell’Impero Americano, il regista ha basato la storia su un incidente accaduto nel 2010, quando due persone sono state uccise in una vecchia boutique di Montréal. L’incidente è avvenuto in un negozio di abbigliamento chiamato Flawnego e da subito si è pensato fosse stato compiuto da una banda criminale. Kyle Gabriel, Terrell Lloyd Smith e Carey Isaac Regis sono stati condannati per omicidio nel 2014. Arcand ha dichiarato: “Ho iniziato a fantasticare su quello che era successo, il perché e così ho iniziato un’indagine. Poi mi sono chiesto cosa sarebbe successo se un ragazzo si fosse ritrovato con due buste piene di soldi: cosa avrebbe potuto fare? Cosa significherebbe per lui in termini di posto nella società?”

Nel film per il regista l’impero rappresenta una società che ci imprigiona in mille differenti cliché sociali ormai dati per immutabili.

“Credere unicamente nel denaro”. “È questo che ha distrutto gli Stati Uniti”! è il manifesto del film che Arcand fa dire al suo alter ego. E infatti col denaro lui farà altre cose… fino ad arrivare ad un finale del tutto inaspettato per i canoni classici dei film d’azione, con redenzioni e buoni sentimenti a dispetto di ogni Polizia.

E noi come ci saremo comportati trovandosi al posto di Pierre – Paul !?!