Nella “città delle cento torri”, domenica 24 settembre, si elegge il miglior ristorante moderno di Ascoli Piceno con Chef Alessandro Borghese e il suo “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”

Alessandro Borghese 4 Ristoranti fa tappa ad Ascoli tra passato e futuroTorri, proverbi e travertino: è Ascoli Piceno la quarta tappa di questo ciclo di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”. Nell’episodio di domenica 24 settembre, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, l’iconico van di chef Alessandro Borghese si fermerà nel cuore della città marchigiana per scoprire come si è rinnovata la proposta culinaria di un luogo così antico e al contempo attento all’innovazione e alla modernità.

Nella nuova puntata della produzione Sky Original realizzata da Banijay Italia, le quasi 200 torri che svettano in città accompagneranno Ale e i quattro ristoratori in un viaggio tra presente e passato, con uno sguardo diretto al futuro. Ascoli, non a caso, è denominata “la città delle cento torri” grazie alle molteplici costruzioni campanarie, gentilizie e di guardia che svettano sugli storici palazzi in pietra e in travertino del centro storico, in una città che è equidistante da mare e montagna. Altra definizione di questo centro marchigiano è “la città parlante” perché nel corso dei secoli i suoi abitanti hanno inciso proverbi e modi di dire sui palazzi e sulle colonne, con sempre un pizzico di verità e una velata ironia. Qua le stradine non vengono chiamate vie ma “rue”, come la suggestiva rua delle Stelle che costeggia per un lungo tratto il corso del fiume Tronto. Tra torri e, appunto, rue, chef Alessandro Borghese eleggerà il miglior ristorante moderno di Ascoli Piceno.

Ma l’antica città, nonostante i lunghi secoli di storia, non è ferma al passato. Tutto il contrario, è ricca di ristoratori giovani e di locali innovativi che interpretano, cambiano e modernizzano una tradizione gastronomica secolare: dalla celebre oliva al fritto misto all’ascolana, dalla carne alla brace ai vincisgrassi. Non è facile, però, fornire una definizione di moderno in un luogo così antico e la ristorazione proposta dagli ascolani per traghettare la tradizione al passo coi tempi spesso mostra idee molto differenti tra loro.

LE REGOLE DEL GIOCO

Alessandro Borghese 4 RistorantiNel nuovo episodio di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” – atteso per domenica 24 settembre, in prima serata su Sky Uno, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW – i 4 ristoranti in gara sono “Figli Di” di Stefano, “Zeneat” di Eleonora, “Chisc Restaurant & Cocktail bar” di Emanuele e “Ristorante Cusinè Royal 2.0” di Giorgio.

Le regole del gioco non cambiano: quattro ristoratori, che hanno un aspetto o una caratteristica in comune, gareggiano a colpi di gusto e originalità per aggiudicarsi il titolo di migliore in una determinata categoria e ottenere l’inconfondibile “dieci” dello chef. Ciascun concorrente invita nel proprio locale i tre sfidanti accompagnati da chef Borghese, che non rinuncia a una scrupolosa ispezione in cucina per assicurarsi che gli elevati standard di pulizia e ordine vengano rispettati.

La temibile valutazione prosegue durante il pasto, quando il personale viene valutato su accoglienza, servizio e preparazione. I commensali prima commentano i piatti che assaggiano e poi stilano la propria pagella assegnando un punteggio da 0 a 10 a locationmenuservizio e conto, oltre alla quinta categoria, differente in ciascuna puntata. Tutti e quattro gli sfidanti, infatti, dovranno cimentarsi nello stesso piatto o ingrediente, rappresentativo del territorio di riferimento e ordinato da tutti i ristoratori al tavolo, per dar vita a un confronto ancora più diretto. Ad Ascoli Piceno non potranno che fronteggiarsi sul fritto misto all’ascolana: poco importa se come antipasto o secondo, l’immancabile portata si compone da olive ascolane, costolette d’agnello, cremini e verdure fritte. Piccole prelibatezze che racchiudono, in un sol boccone, un’esplosione di gusto davvero unica.

Il giudizio di chef Borghese sulla gara viene svelato alla fine e, come sempre, i suoi voti possono confermare o ribaltare l’intera classifica. Il vincitore di ciascuna puntata, poi, oltre all’ambitissimo titolo di miglior ristorante, riceverà un contributo economico da investire nella propria attività.

Settimana prossima, questo viaggio di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” si concluderà in Campania, tra il verde lussureggiante e i corsi d’acqua che solcano l’Irpinia.

Tutti i ristoranti che partecipano al programma sono identificabili attraverso il “bollino” #Ale4Ristoranti esposto all’esterno, una rete di locali testati da chi se ne intende: i ristoratori stessi. 

I RISTORANTI IN GARA NELL’EPISODIO DI DOMENICA 24 SETTEMBRE

Alessandro Borghese 4 Ristoranti fa tappa ad Ascoli tra passato e futuroFiglio Di” con Stefano: aperto da pochi mesi in piazza San Pietro Martire, nel centro storico, il raffinato locale ha tavoli simmetrici allineati con gusto in un contesto moderno e nuovo, con una cucina a vista dalla quale nasce un concetto di cibo raffinato e originale. Non presenta un menù, ma ciò che viene servito in degustazione è deciso direttamente dallo staff poiché, secondo loro, una volta seduto il cliente non deve più pensare a nulla. Stefano è l’anfitrione e si occupa della sala, dove in tavola non deve mai mancare nulla di quello che i commensali si aspettano. È meticoloso e maniaco dell’ordine, tanto nel suo ristorante quanto in quello degli altri. A suo parere, vincerà perché vanta il miglior servizio e rapporto qualità/prezzo, oltre che essere «il pret-a-porter della ristorazione ascolana».

Zeneat” di Eleonora: aperto nel 2018 poco distante dal centro storico, ha ampi spazi e un arredamento accattivante e minimal, studiato nei dettagli, tanto che gli ambienti sono arricchiti da piante, anche sospese. Il locale è gestito da Eleonora che si occupa della logistica e dello staff, propone un menù con assoluta protagonista la carne e tutti i piatti portano la firma dello chef Alessandro, che ha pieno potere decisionale. La titolare si considera severa e schietta, precisa e affidabile, ma al contempo sensibile e poco lucida nelle occasioni di stress e pressione. È convinta che nessuno abbia un ristorante con una cucina così buona e che eventuali voti bassi nella quinta categoria sarebbero dettati solo dall’invidia.

Chisc Restaurant & Cocktail bar” con Emanuele: a soli 32 anni, assieme alla compagna e al cognato, Emanuele è uno dei tre titolari del locale. È addetto alla zona cocktail per fondere la sua passione da barman con il lavoro: si definisce “un animale notturno” proprio perché vive e lavora principalmente di notte. Dopo molti sacrifici è riuscito ad aprire il locale dei suoi sogni, che conserva al suo interno tracce del travertino tipico della città mischiato al sapore di novità che la location vuole regalare. Qua è possibile assaggiare sia piatti della tradizione che proposte moderne e rivisitate, oltre che gustosi drink ballando spensierati sulle note del dj set. Emanuele è preciso e determinato: «Ciò che mi dà più fastidio è che una persona non esca soddisfatta da qui», afferma.

Ristorante Cusinè Royal 2.0” con Giorgio: situato nel cuore di Ascoli, intimo e accogliente, con pochi tavoli ben distanziati tra loro. Il titolare Giorgio trova il suo regno in cucina, di cui si occupa personalmente di tutti gli aspetti. Anche se c’è una particolare cura e attenzione per l’estetica, Giorgio non considera la sua proposta gourmet ma sicuramente moderna, innovativa e al contempo anche un po’ “tradizionale”: il suo obiettivo è ridare vita ai piatti “vecchi”, cercando però di sorprendere gli ospiti con qualcosa che nessuno farebbe. Un altro suo credo è la pasta fresca: «Io non compro niente, faccio tutto fatto a mano… pappardelle, tagliatelle, tagliolini, ravioli, cappellacci», assicura. Giorgio è buono ma si arrabbia facilmente perché molto preciso: sul lavoro le cose devono andare come dice lui. È talmente scrupoloso che quando esce un piatto dalla cucina è perché lo ritiene la perfezione, altrimenti lo accantona e lo rifà.

Questa puntata di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” si è avvalsa della collaborazione di Comune di Ascoli Piceno e Musei Civici di Ascoli Piceno.