un caffè con Valerio Villoresi a Tutto gas e senza freniPer tutti gli amanti delle grandi storie, quelle, per intenderci, ricche di emozioni, momenti di vita realmente vissuta e protagonisti di un certo spessore, stamattina ospite del nostro “Un caffè con” è Valerio Villoresi, un autore che ha appena pubblicato con Minerva Edizioni proprio un romanzo che racchiude questo tipo di storia: “A tutto gas e senza freni“. Nel libro si racconta la rocambolesca vita del pilota Gigi Villoresi dall’adolescenza alla sua morte. Si parte dai primi Anni 20 e si arriva fino quasi alla fine degli Anni 90 (1997, l’anno della sua morte).

Per chi non ha avuto la fortuna di veder girare sui circuiti di tutto il mondo questo grande pilota potrà, attraverso la lettura immersiva di questo romanzo, conoscerne le gesta e, aspetto assai interessante, entrare quasi visivamente all’interno di differenti periodi storici ormai lontani da noi ma di cui l’autore, Valerio Villoresi, ci restituisce tutto il colore. La capacità visiva delle pagine di “A tutto gas e senza freni” lo rendono appetibile per una possibile futura trasposizione cinematografica.

Nella storia si alternano riferimenti puntuali, aneddoti e curiosità su che cosa significasse correre ai tempi di Villoresi e degli amici celebri Tazio Nuvolari e Alberto Ascari. Quali le emozioni, i rischi, le difficoltà economiche. Ma non sveliamo altro e lasciamo che siano le parole del suo autore, Valerio Villoresi, ad aggiungere qualche curiosità in più a questo gioiellino di narrativa contemporanea. L’intervista è disponibile anche in video sul nostro canale YouTube, clicca QUI per guardarla.

Perché ha scritto questo libro?

“Ho due figli di 18 e 20 anni. Quando ho scoperto che non sapevano chi fosse Gigi Villoresi ho sentito il bisogno di raccontare la sua storia a loro prima di tutti e poi ai suoi tanti tifosi che ancora ci sono sparsi nel nuovo e nel vecchio continente. Ho scritto del campione ma anche dell’uomo, delle gare sui circuiti di GP e F1, della Grande guerra, dei suoi amori, dei suoi dolori e della sua vita dopo che si sono spenti i riflettori del palcoscenico. Ho raccontato il buio dopo il ritiro dall’attività agonistica, la vecchiaia, gli aspetti intimi che non si sono mai letti sui rotocalchi degli appassionati del mondo delle auto corse. L’uscita nel libro nel 2022 non è casuale perché vuole celebrare i 25 anni dalla sua scomparsa”.

La figura di Angela è determinante. Un collante all’interno di una società da sempre ambivalente tra passione e carriera. Questo libro parla di passione, ma anche di famiglia e di amore. L’amore tenace in cui ogni donna può identificarsi… e la scelta stilistica del booktrailer lo dichiara. Chi è Angela?

“Angela è Lina. L’amore della giovinezza e l’amore della vecchiaia sono in realtà la stessa persona. Il nome della donna che Gigi ha sempre amato è infatti Anzhelina (nome Ucraino). Purtroppo la vita li ha allontanati e quando si sono ritrovata da anziani possono coronare il sogno d’amore. Gigi probabilmente si sarebbe sposato con Angelina se non fossero intervenute le leggi raziali che hanno portato la famiglia di Lina a fuggire dall’Italia. L’amore è rimasto integro e Angelina appena rimasta vedova ha voluto trasferirsi nella stessa Casa di riposo dove viveva Gigi fino alla fine dei suoi giorni. Quando è morto Gigi è ritornata a vivere con il figlio e i nipoti. Rimane il dubbio che il figlio di Lina sia in realtà figlio di Gigi vista la somiglianza che emerge da una foto trovata nella Casa di Riposo di Modena tra il nipote di Angelina (che guarda caso hanno chiamato Luis) e Gigi. Questa circostanza si legge tra le righe ma non tutti quelli che hanno letto il libro se ne sono accorti. Peccato perché è un mistero che mi piacerebbe venisse risolto”.

La fragilità di un eroe, l’umanizzazione del mito, che vediamo attraversando i momenti più intimi del pilota rivissuti come ricordi da Angela, mostrano quanto anche gli uomini e non solo quelli appassionati di automobili, si possano riconoscere nei panni del protagonista. Il bivio tra il proprio ego, i propri sogni, in conflitto spesso con la famiglia, o con il partner, sono scelte quotidiane…

Cosa sceglie Gigi?

“Gigi è uomo autentico che non accetta compromessi con la propria coscienza. Lui sceglie di essere leale con i concorrenti sulle piste, con gli amici e con le donne che ha incontrato e amato nella sua vita. Non illude nessuno, non inganna mai. Gigi è un vincente anche nell’affrontare le disgrazie piombategli sul capo all’improvviso dopo essere stato tradito da un amico e socio di affari. Gigi muore povero e infermo ma moralmente integro senza rimorsi, con accanto a lui la donna che ama e che ha sempre amato ed è ricambiato nei suoi sentimenti come emerge dalla poesia che Lina legge durante il suo funerale. Gigi muore con la dignità di un signore che non ha mai chiesto aiuto a nessuno neanche ai suoi parenti più stretti e che non si è mai arreso di fronte ai nemici in guerra, agli avversari sulle piste, ai dolori della vecchiaia. E’ facile provare ammirazione per il vincitore di una gara, non è così scontato riconoscere crediti a un uomo che ha affrontato difficoltà estreme senza cedere alla depressione, all’alcol o alle droghe. Questi aspetti del suo carattere fanno di lui un eroe”.

Cosa prova lei a rileggere quello che ha scritto e in quale dei personaggi del suo libro si immedesima di più.

“Sono contento di come è riuscito il libro. Io provo ammirazione per Gigi e vorrei che sia di esempio per i miei figli. Mi immedesimo anche negli altri membri della famiglia che vengono ricordati a incominciare dal papà Gaetano, dal fratello Emilio e dal povero Renato”.

Che rapporto ha con il senso del pericolo, con l’incertezza e con il rischio?

“Io amo i rischi calcolati. Per questo ho scelto la professione del dottore commercialista che passa il maggior tempo della giornata dietro una scrivania”.

Se fosse stato lei Gigi, cosa avrebbe cambiato della sua vita o nella sua carriera?

“Avrei seguito i consigli dei genitori e dei parenti e mi sarei iscritto alla facoltà di ingegneria”.

Cosa direbbe Gigi oggi ai nostri giovani piloti?

“Fate il mestiere più bello del mondo e sulla pista e… Andate sempre a tutto gas e senza freni!”

E dulcis in fundo la domanda che da il titolo alla nostra rubrica: come prende Valerio Villoresi il caffè?

“Io prendo il caffè doppio espresso con (poco) latte”.

“A tutto gas e senza freni” è acquistabile già da ottobre in tutte le migliori librerie e anche su Amazon cliccando QUI.