tienilo acceso recensioneCome si vive (o si sopravvive) nel mondo iperconnesso? Come ci si comporta in questa ulteriore dimensione relazionale che i social media ci hanno regalato? In questa dimensione non si possono banalmente esportare i modelli comportamentali validi nelle relazioni dirette: nella comunicazione virtuale manca tutto l’apparato di comunicazione non verbale che invece svolge un ruolo fondamentale in quella diretta. La parola è quindi centrale, e assume un’importanza straordinaria. È quindi essenziale, per vivere pienamente e fruttuosamente questa dimensione, saper sceglierle e usarle perché esse sono la nostra sola immagine nella rete. A questo proposito Tienilo acceso di Vera Gheno e Bruno Mastroianni edito da Longanesi, guida il lettore, attraverso un’esposizione chiara e precisa, mai noiosa, ricca di casi pratici e di esempi concreti, sul percorso di acquisizione delle competenze e dei criteri di giudizio necessari per saper coltivare e cogliere pienamente i frutti di questa dimensione.

Nella prima parte, il libro pone le parole al centro dell’attenzione: spesso usate per esprimere o suscitare odio verso gli altri, verso gli avvenimenti, o anche contro sé stessi. Esamina anche lo iato tra i “digitali” e gli “analogici”, con i conseguenti riflessi sulle situazioni familiari di genitori (spesso analogici, ma qualche volta digitali) e figli (in grandissima maggioranza digitali ma con minoranze di analogici), indicando il reciproco riconoscimento come il principio guida per gestirli al meglio. E visto che nella rete siamo le parole che scriviamo, si danno anche alcune linee guida su come sceglierle e organizzarle perché ci rappresentino al meglio.

La seconda parte tratta della gestione della propria immagine sul web: punto particolarmente importante perché, in questa dimensione, si è ciò che si sembra: qui i segnali non verbali non possono aiutarci. È quindi importante la cura del profilo, la scelta dell’immagine che ci rappresenta, la scelta del social di riferimento e soprattutto la gestione accurata delle fotografie: sul web, siamo immediatamente personaggi pubblici, eventualmente per sempre.

La terza parte è dedicata alla gestione dell’informazione – quindi dei rapporti col mondo reale. Qui viene subito evidenziato un effetto paradossale della disponibilità “a portata di click” di una quantità sterminata di informazioni: la mancanza di controlli di qualità fa sì che la qualsiasi affermazione, per quanto infondata, trovi quasi sempre un numero anche rilevante di riscontri positivi. Inoltre, gli algoritmi che gestiscono le priorità di presentazione di risposte all’utente, basandosi sulle sue scelte precedenti, privilegiano informazioni il più possibile simili a quelle scelte in precedenza. Il risultato di questa combinazione è una riconferma continua di idee radicate, per cui l’utente finisce per trovarsi all’interno di una “bolla”, che semplicemente riecheggia le sue idee, impenetrabile a stimoli esterni, cioè al confronto e al rinnovamento. È all’interno delle bolle che prendono vita le false credenze e le teorie pseudo-scientifiche, ed è sempre al loro interno che si verifica “l’effetto triceratopo” o “l’effetto tinello” o prende piede il complottismo. Da tutto questo ci si può difendere, usando coerentemente i semplici accorgimenti suggeriti. Si tratta, infine, della conoscenza che, in questa dimensione, è, o sembra essere, a portata di click. La grande mole di informazioni disponibili (e non sempre verificate) non ha, in generale, quello spessore che qualifica la conoscenza rispetto all’informazione: la ricchezza d’informazioni di Google non può sostituire il medico. Google resta, tuttavia, uno strumento prezioso, che è tanto più utile quanto meglio viene consultato. Da qui, la nascita di una nuova competenza: saper utilizzare al meglio questi potenti strumenti per fruire efficacemente della sterminata ricchezza informativa disseminata nella rete.

La quarta parte di Tienilo acceso si concentra sulla gestione della relazione con gli altri, che non necessariamente condividono le nostre opinioni, e con i quali la relazione non deve necessariamente oscillare tra la non esposizione e l’aggressione, ma deve essere capace di dissentire senza litigare, perché la “disputa felice” può essere fonte di reciproco arricchimento. Rapportarsi agli altri significa anche, in questa dimensione, essere capaci di condividere le proprie conoscenze senza opprimere né sminuire, essendo capaci di spiegare anche argomenti apparentemente banali.

Infine, il libro si conclude con un’efficace metafora: dopo i “cacciatori” (i primi utenti del web, specialisti nelle tecnologie della rete), sono arrivati, a tecnologia ormai consolidata, i “guerrieri”, che utilizzano la rete essenzialmente in maniera aggressiva: sono i “leoni da tastiera”. A questi, stanno subentrando, sempre più numerosi, i “contadini”, che “coltivano” la rete seminando contenuti e facendo crescere relazioni, entrambi frutto di impegno costante e fatica, che però sono compensati da contenuti di qualità e da relazioni sane e robuste.

Tienilo acceso è un libro scritto con vera maestria: i capitoli sono bene organizzati, specchietti riepilogativi riassumono i concetti più salienti, vengono usati accorgimenti tipografici per evidenziare i passaggi importanti, e, soprattutto, lo stile è chiaro senza essere piatto e interessante senza essere difficile. È quindi un must per chiunque voglia consapevolmente e proficuamente vivere questa dimensione – quindi, auspicabilmente, per tutti.

In definitiva, un ottimo manuale di “vita nella società iperconnessa”, scritto professionalmente, di facile e piacevole lettura.

By Pietro Dell’Orco

Titolo: Tienilo acceso

Autore: Vera Gheno e Bruno Mastroianni

Editore: Longanesi

Prezzo di copertina: € 14,90 (su Amazon € 12,66)