Revenge DressSi preparava meticolosamente e lentamente Lady D, facendo scivolare quell’abito, chiamato poi Revenge Dress, che avrebbe fasciato il corpo che tempo prima aveva ingaggiato una battaglia con i turbamenti che la vita le aveva dato e che ora voleva gridare al mondo la sua vendetta. Le lunghe e bellissime gambe erano il punto di partenza e il punto di arrivo del Mini Abito nero in seta realizzato dalla stilista greca Christina Stambolian. La stilista non aveva lesinato in sensualità nel disegnare il tubino con il corpetto dallo scollo a V con maniche curve che enfatizzavano la bellezza del decolletè della Principessa. Un drappo laterale era stato concepito per accompagnare la naturale eleganza dell’andatura, scivolava infatti rilasciato dal corto fondo del tubino con la grazia che sembrava comprendere la nuova consapevolezza della Donna libera e fiera che era diventata Diana. Il colore poi, mai previsto per le regole ferree dalla Casa Reale, faceva da contraltare al bianco dell’inizio della sua favola.

L’inizio e la fine, pensava Diana mentre lo indossava e recitava con un’espressione quasi divertita: decisamente troppo corto, decisamente troppo aderente, decisamente troppo scollato, le regole reali non avrebbero mai approvato una scelta così ardita!! Ma ora era libera e determinata ad acquisire la dignità di una donna a cui era stato appena confermata in diretta mondiale l’infedeltà del marito.

Una fine, il The-End, così plateale da richiedere una reazione altrettanto spettacolare, dunque, specchiandosi aveva trovato quello che nella storia si sarebbe intitolato Revenge Dress e lo aveva
trovato decisamente donante e bellissimo per la sua splendida forma. Mentre riascoltava mentalmente ogni parola scandita nell’intervista del suo ex marito Carlo, Diana apprezzava la scollatura a V che lasciava scoperte le spalle appena ambrate da una splendida abbronzatura.

Non era la ferita appena inferta a farla divagare sullo strepitoso outfit da presentare al mondo in quella sua ardita partecipazione al Garden Party alla Serpentine Gallery di Londra, ma la sua nuova espressione, con quel sorriso candido di chi stava riconquistando appieno la sua grande personalità. Perle, brillanti e zaffiri, ecco il migliore abbinamento di gioielli possibile per l’abito, pensava Diana; un girocollo di perle a 7 fili con un grande zaffiro centrale, oltre al bracciale di brillanti regalato dalla Regina Madre, vistoso quanto chic era perfetto e prezioso l’abbinamento che
completava la metafora di conquista, di affermazione femminile, la modernità e il coraggio di essere finalmente sé stessa!