Le superstizioni e tutti i fenomeni che si basano su presupposti magici e soprannaturali sono indubbiamente diventati uno dei simboli della nostra cultura e spesso della nostra quotidianità. Sono eventi capaci di influenzare decisioni personali e collettive in svariati momenti della nostra vita, ma quanto possono pesare a livello pratico?
Questo articolo si pone l’obiettivo di esplorare il fenomeno delle superstizioni, mettendo in luce il tipo d’impatto che hanno avuto (e soprattutto continuano ad avere) nella società moderna.
Origini delle superstizioni: tra storia e psicologia
Come detto, le superstizioni sono un capitolo importante della nostra storia e continuano a influenzare i comportamenti umani. Perché ci si affida a questi rituali e simboli?
L’essere umano è costantemente alla ricerca di una soluzione che possa aiutarlo a gestire l’incertezza, offrendo un senso di controllo rispetto a situazioni che considera stressanti o imprevedibili. Proprio per questo ci si affida alla superstizione che nasce da un mix di tradizioni e credenze che sono usate nel tentativo di dare un senso a ciò che è considerato inspiegabile. Ecco perché si crede che un particolare amuleto o un preciso rituale possano “portare fortuna”. Questo comportamento, che nasce dalle antiche civiltà, viene spiegato oggi dagli psicologi come un meccanismo mentale volto a ridurre lo stato di ansia in ogni sua forma.
Come si presenta oggi questo fenomeno? Per esempio, prima di affrontare un evento stressante sul lavoro, una partita importante di calcio o un esame all’università, una persona può decidere d’indossare un indumento o un accessorio che “porta fortuna”. Ovviamente non vi è nulla di magico in questo rito, ma mentalmente viene considerato un fattore che può influenzare l’esito finale dell’attività che si sta per svolgere o seguire. E alla fine si costruisce un rapporto di fiducia proprio con questo rito.
Superstizione o scaramanzia? Le differenze
Si tende spesso a usare i termini “superstizione” e “scaramanzia” come sinonimi, ma ci sono delle piccole differenze che vanno più in profondità e che è interessante conoscere, soprattutto rispetto al tema trattato:
- Con superstizione si fa riferimento a una credenza vera e propria, che di solito si appoggia alla convinzione che certi eventi siano influenzati da forze soprannaturali;
- La scaramanzia prevede un approccio più ludico che si basa su rituali o gesti scaramantici che sono fatti per sicurezza, ma senza avere fiducia reale nella loro efficacia.
Per comprendere meglio la differenza è giusto fare un esempio pratico: fermarsi per strada quando attraversa un gatto nero è considerato una sfortuna nella superstizione, esattamente come avviene quando si rompe uno specchio. Ritrovarsi invece a fare il gesto delle corna rappresenta un gesto scaramantico e nulla di più come segno di scongiura.
Le superstizioni nella vita moderna e nello sport
Il settore sportivo è una delle più lampanti testimonianze di come le superstizioni resistano davvero ovunque. Tanti atleti infatti seguono rituali precisi prima di gare e partite importanti. Nel calcio, per esempio, dove molti giocatori seguono riti precisi e curiosi, ma anche tra i piloti della Formula 1 che indossano lo stesso casco.
Menzione speciale va al “venerdì 17”, che in Italia è visto come un pessimo giorno per prendere decisioni importanti o viaggiare. Fuori dai confini nazionali, la “sfortuna” attribuita al numero 17 passa invece al numero 13: è curioso pensare che in molti grattacieli il tredicesimo piano non esiste e si passa dal 12A al 14.
La Smorfia napoletana: il vocabolario dei sogni
Ma la superstizione in Italia non viene vissuta sempre come un capitolo misterioso e oscuro, poiché riesce anche a offrire una lettura piuttosto spiritosa attraverso la Smorfia napoletana. Questa è una delle espressioni più affascinanti che nasce da un’antica tradizione nata per interpretare i sogni e associarli poi a numeri che venivano giocati al Lotto. E così è ancora all’interno di molte famiglie.
Tale pratica nasce proprio a Napoli e si diffonde velocemente soprattutto nel Sud Italia, ma è ormai un mix d’interpretazioni simboliche e popolari che ha conquistato ogni regione italiana. Dietro ogni immagine, evento o simbolo onirico esiste quindi un numero preciso che è diventato il punto di riferimento per chi ama fare pronostici e scommesse.
Dalla A alla Z: il significato dei numeri nella Smorfia
Per conoscere i segreti della smorfia dalla A alla Z è possibile analizzare i numeri più rappresentativi:
- Il numero “1” è associato all’Italia e all’identità nazionale;
- “3” è la gatta;
- “13” è Sant’Antonio, Simbolo di supporto e protezione;
- “17” è la sfortuna, ricco per l’appunto di superstizione;
- “26” è la piccola Anna, dedicato alla Santa nel Calendario;
- “33” gli anni di Cristo;
- “48” morto che parla ed è uno dei numeri più iconici;
- “90” è il numero della paura, del mistero l’ignoto.
La particolarità sta proprio nel significato della lettura e interpretazione, che varia in base al contesto. Ma ciò che sorprende è il peso specifico che ha conquistato la Smorfia nella comunicazione e nel linguaggio comune, diventando un modo gioioso per raccontare le paure e credenze del popolo italiano.
Curiosità: quando le superstizioni diventano un “limite”
Fino ad ora è stato trattato l’aspetto folkloristico delle superstizioni, ma c’è anche un lato sociale da valutare poiché può rappresentare un limite.
Nei cosiddetti “giorni sfortunati” si possono infatti registrare vere e proprie perdite, soprattutto per diverse attività commerciali di diversi settori. Ciò accade perché le superstizioni finiscono per influenzare decisioni chiave, che riguardano per esempio importanti investimenti ed eventi sociali, come per esempio un matrimonio o una festa di laurea.
Del resto è stato dimostrato che i pregiudizi superstiziosi possono arrivare anche a influenzare negativamente la produttività. Piuttosto assurdo, ma ancora molto attuale!
Conclusioni: superstizioni, tra tradizione e modernità
Vengono quotidianamente segnali progressi scientifici e tecnologici, cambiamenti innovativi importanti per l’uso privato e professionale, ma nulla può battere la “forza trainante” delle superstizioni. Si tratta di un’eredità culturale che influenza ancora il senso di sicurezza della maggior parte degli italiani.
Le superstizioni sono un collante con la storia, con il passato e sono la rappresentazione di speranze e paura che vanno ben oltre la Smorfia napoletana, le scommesse sul Lotto, i numeri e quant’altro.
Non bisognerebbe però mai lasciare che questo universo così ricco e curioso possa influenzare in modo eccessivo le scelte personali.