Pietro Romano

Pietro Romano

Un caffè da artisti quello che abbiamo bevuto in compagnia dell’attore Pietro Romano, durante una pausa dalle prove del suo ultimo spettacolo “Il Marchesino Del Grillo” in scena al Teatro Tirso De Molina di Roma dal 20 Gennaio al 7 Febbraio, da lui stesso scritto e diretto. Abbiamo colto l’occasione per scoprire qualcosa in più di questa commedia che si preannuncia come un sequel un po’ sui generis del famosissimo film di Mario Monicelli “Il Marchese Del Grillo” splendidamente interpretato dell’indimenticato Alberto Sordi.

Da dove nasce l’idea de “Il Marchesino Del Grillo”, come sequel del notissimo film di Mario Monicelli?

“Nasce dall’esperienza che ho maturato in questi anni, in cui ho messo in scena varie edizioni della storia de “Il Marchese Del Grillo”, con diverse compagnie e attori. È un personaggio che affascina i romani, gli interpreti e gli attori, che sognano di poterne vestire i panni almeno una volta. E il fatto di averlo interpretato nel 2007/2008 mi ha fatto venire voglia di dare un seguito alla sua storia… ho così aperto una finestra trent’anni dopo cercando di immaginare che cosa potesse essere successo alla famiglia Del Grillo. Oggi poi si usa fare i sequel e i prequel dappertutto! Persino Rocky, che sembrava aver avuto una fine, adesso torna al cinema con Creed in cui allena addirittura il figlio del suo avversario. E questo è un po’ il senso della mia opera, quello di regalare il sogno di una fantasia in più ad una storia basata su un personaggio realmente esistito, che amava fare scherzi annoiato dal suo ambiente. Per cercare di rendere ancor più credibile il legame con la vicenda narrata nel film di Monicelli, ambientata nel 1809 (qualche anno più in là rispetto a quando il Marchese è vissuto davvero) ho ambientato la mia nel 1839 immaginando che avesse lasciato qualche erede qua e là. Anche gli altri personaggi sono i figli dei personaggi originali della vicenda, quelli che abbiamo conosciuto e amato nel film di Monicelli! Insomma ci abbiamo creduto fino in fondo! (ride)”

Che cosa si deve aspettare chi verrà a vedere lo spettacolo?

“Credo che si debba aspettare due ore di intrattenimento con qualche risata, spero, visto che è uno spettacolo comico. Ci sono anche alcune canzoni qua e là, è uno spettacolo di prosa con musiche, non è proprio una commedia musicale ma si avvicina ad esserlo. È uno spettacolo in costume, molto colorato, ambientato nel 1839 e credo che per il pubblico sia davvero gradevole, perché si ha l’impressione per due ore di entrare in una favola. Per questo lo raccomando per tutta la famiglia! Quindi vi aspetto al Teatro Tirso De Molina dal 20 Gennaio al 7 Febbraio, non mancate!”Pietro-Romano-un-caffè-con-locandina

Secondo te cosa direbbe il Marchese Del Grillo vedendo la Roma di oggi?

“Forse ci rimarrebbe un po’ male vedendo quello che succede. Penso che Roma sia una delle città più belle del Mondo, io la adoro e credo sia così difficile da gestire anche per colpa di noi romani, che pensiamo solo al nostro bene privato e non pensiamo che dovremmo aver noi per primi cura di questa città meravigliosa che ha una storia infinita e in cui abbiamo la fortuna di vivere… Perché è un grande salotto e come il salotto di casa nostra, andrebbe tenuta pulita, facendo attenzione anche a chi vi ospitiamo, perché altrimenti non la aiutiamo a mantenersi nel tempo.

In definitiva credo che il Marchese sarebbe un po’ amareggiato nel vederla in questo stato di semi abbandono!”

Nei tuoi spettacoli porti in scena la romanità, c’è un personaggio del presente o del passato che ti piacerebbe interpretare ma non hai ancora avuto modo di farlo?

“Si si, c’è! Vorrei fare Rugantino, che non sono mai riuscito a portare in scena e ora purtroppo Garinei e Giovannini non ci sono più! Ma spero ugualmente di trovare qualcuno che mi aiuti a realizzare questo mio sogno, prima di diventare troppo vecchio per vestirne i panni e considerando che ho già quarantuno anni credo che mi dovrò sbrigare perché ho al massimo quattro o cinque anni prima di essere fuori età!”

Tra tutti quelli che lo hanno interpretato da Montesano a Brignano, chi è secondo te che ha vestito meglio i panni di Rugantino?

“Ho avuto modo di vedere tre o quattro edizioni diverse di Rugantino: la seconda del 1978 con Montesano, che ho visto in videocassetta, perché ai tempi dello spettacolo teatrale ero troppo piccolo. Quella è stata un’edizione straordinaria, con un cast di grandi attori: a parte Montesano che interpretava Rugantino, infatti, c’erano Aldo Fabrizi (mastro Titta), Alida Chelli (Rosetta) e Bice Valori (Eusebia) tutti azzeccatissimi nei propri ruoli; poi ho visto quelle di Mastrandrea e di Brignano, che sono state rivisitate rispetto a quello di Montesano.

Ma la prima edizione della commedia di Garinei e Giovannini risale al 1962 con il grande Nino Manfredi nei panni di Rugantino. Di questa rappresentazione rimangono solo alcuni frammenti, che ogni tanto vediamo passare sulle reti Rai.

E visto che il primo amore non si scorda mai, io sono molto affezionato all’edizione di Montesano!”

Progetti futuri?

“Per quanto riguarda il teatro, sarò di nuovo qui al Tirso de Molina a Maggio con un altro spettacolo dal titolo ” Mi presento sono Romano“, una sorta di one man show in cui tirerò fuori dal baule altre facce: cantante, interprete, mezzo ballerino, perché non mi posso definire un ballerino, posso dire al massimo che mi muovo con la musica e poi non è neanche detto che prenda i tempi giusti (ride). Per quanto riguarda altre cose, ci saranno alcuni spot pubblicitari, in questo periodo sono in onda con quello della Alpitour che ha riportato in voga lo slogan tormentone “Turista fai da te ? No Alpitour? Ahi ahi ahi!” e altri progetti televisivi su cui, per scaramanzia, preferisco non sbilanciarmi visto che non c’è ancora niente di definito!”

Come prendi il caffè?

“Di solito lo prendo la mattina nel latte, classica colazione. Con la differenza che il caffè che faccio io non è quello con la moka classica ma alla napoletana, super concentrato, molto più forte ed efficace. Una tazzina del mio caffè ti tiene sveglio per otto ore!”