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Balconata (Palazzolo Acreide)

Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, lo raggiungiamo in inverno, in una giornata di sole che scioglie la neve ai bordi delle stradine. Una perla del Barocco siciliano, situato sui Monti Iblei e poco distante dal fiume Anapo. Non c’è da stupirsi se un posto del genere faccia parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

E’ proprio in questi posti che si respira l’arte barocca, il vivere il “tempo alla maniera siciliana”:

“È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana.” (Francine Prose)

Un tempo scandito da ritmi lenti, fatto di calore umano,  dove le persone si fermano per strada per un saluto, per scambiare una battuta, per mettere a fuoco un dettaglio, un’espressione sul viso.

Ci colpiscono le chiese di San Paolo e San Sebastiano, anch’esse dichiarate Patrimonio dell’Umanità. Così come merita una visita il Teatro Greco, le Catacombe di Santa Lucia, i tanti musei. Palazzolo Acreide è stato e continua ad essere, un set perfetto per moltissime pellicole, giusto per citarne alcune: “Storia di una Capinera”, “La cavalleria rusticana” del maestro Franco Zeffirelli, “Marianna Ucria” di Roberto Faenza, e tantissimi altri film italiani.

Tra il diramarsi delle stradine bisogna assolutamente percorrere Via Garibaldi, e ammirare lo storico palazzo Cafici, poi Iudica (oggi Caruso). Impossibile non notarlo, con la sua superba balconata, la più lunga al mondo con i suoi 27 mensoloni. Mascheroni con “sberleffo”. In particolare i mensoloni centrali, sembrano avere un misterioso significato allegorico, spetta al viaggiatore (naso all’insù) decifrarli.

Dove mangiare a Palazzolo Acreide?

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Andrea Alì, chef

Tra tutte queste meraviglie che si intrecciano per le vie, gradini e dettagli barocchi si fa strada un certo appetito. Sosta consigliata? Da “Andrea, sapori montani”, un posticino curatissimo, dove lo chef Andrea Alì vi coccolerà con piatti in equilibrio tra tradizione e innovazione. Il posto ideale per assaporare le delizie del posto, come il poco noto tartufo ibleo. Da Andrea non si tratta solo di buona cucina, ma vi è tutta l’arte del saper ricevere. Di far sentire a casa un viaggiatore, magari capitato da quelle parti di fretta e poco informato.

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Terrazza da “Andrea, sapori montani”, Palazzolo Acreide

S’aprono fichi lipari
palme e pietre normanne ad alte cupole
barocche scalinate e grigi santi
di pietra calcare
tegole come il pelo delle lepri
acquattate sul filo di muraglie
verde d’arancio mandorlo degli orti
piazze affocate d’oleandri e sole.

Paese frantumato
di vicoli e sentieri
e di manieri arcigni
di cimiteri siculi e cristiani
dove la capra bruca…
La greca dea modiata
più solenne resiste a un dirupo
forte di stoppie e di violacei cardi

Antonino Uccello