Cerchi libri da regalare a Natale perfetti per chi vuole emozioni vere e architetture narrative audaci? Ecco due romanzi che fanno al caso tuo: “L’amore è il perché” di Massimo Gramellini e “The Waterfall” di Gareth Rubin editi da Longanesi
Ci sono regali che si consumano in fretta — profumi svaporati, cioccolatini divorati, candele bruciate. E poi ci sono i libri: restano sugli scaffali, si rileggono, si prestano, diventano conversazione. E allora perché non scegliere proprio dei libri da regalare a Natale? Te ne suggeriamo ben 2 usciti in questi ultimi mesi editi da Longanesi. Due libri che parlano lingue diverse ma condividono la stessa urgenza: raccontare cosa significa davvero cercare. Uno cerca l’amore — quello vero, non l’illusione rassicurante. L’altro cerca la verità nascosta in quattro secoli di misteri intrecciati: “L’amore è il perché” di Massimo Gramellini e “The Waterfall” di Garth Rubin. Due opere che funzionano come regali intelligenti: per chi legge abitualmente, ma anche per chi cerca il libro giusto che riaccenda la voglia di perdersi tra le pagine.
“L’amore è il perché”: quando Gramellini smette di consolare e inizia a cercare
“Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire”. La frase-manifesto del nuovo libro di Massimo Gramellini ha la forza dei paradossi che dicono verità scomode. E tutto “L’amore è il perché” è costruito su questa tensione: tra il desiderio di un amore assoluto e la paura di farsi male, tra la sete di sentirsi vivi e la tentazione di rifugiarsi in legami solo rassicuranti.
Di cosa parla
Non è un romanzo. Non è un saggio. È un memoir filosofico dove Gramellini intreccia ricordi personali, dialoghi con amici, divorzi, perdite e rinascite. I primi innamoramenti acerbi, le illusioni che fanno volare e poi cadere, le ferite che lasciano segni, le relazioni tiepide che anestetizzano più che accendere.
Il punto di svolta narrativo arriva quando una copia di Platone — “Tutti gli scritti”, volume gigantesco — gli precipita sull’alluce mentre cerca un manuale di autoaiuto in un momento di crisi sentimentale. Da quell’incontro casalingo con la filosofia greca nasce un percorso: Gramellini rilegge il “Simposio” di Platone, il testo sull’amore per eccellenza, e lo usa come bussola per orientarsi nel proprio caos affettivo.
Perché funziona (e perché divide)
Gramellini ha uno stile riconoscibile: conversazionale, accessibile, capace di trasformare concetti complessi in riflessioni che sembrano rubate a una chiacchierata tra amici. Come dice Corrado Augias: “Scrive libri imperdibili perché utilizza un linguaggio semplice, accessibile a tutti e cordiale: un buon italiano”.
Il libro affronta temi universali — possesso e attaccamento, tradimento e gelosia, il desiderio di amore totale contro il bisogno di legami solo rassicuranti. Grazie all’incontro con Platone e i miti greci, il racconto diventa educazione sentimentale contemporanea: la storia di tutti noi che aneliamo all’amore, ci disperiamo per amore, a volte vi rinunciamo senza mai afferrarne la natura sfuggente.
Non tutti concordano. Tra le recensioni Amazon c’è chi lo trova “noiosissimo saggio” incompatibile con la propria idea di amore, chi invece lo definisce “semplicemente meraviglioso: tenero e profondo, introspettivo con la giusta nota di leggerezza gramelliana”.
A chi regalarlo
- A chi ama Gramellini — Ovvio, ma va detto. Se Fai bei sogni ha lasciato il segno, questo libro prosegue quel percorso autobiografico-filosofico.
- A chi sta attraversando una crisi sentimentale — Non è un manuale di autoaiuto classico (anzi, Gramellini li prende in giro), ma offre strumenti di riflessione più profondi.
- A chi cerca filosofia senza accademia — Platone riletto con occhi contemporanei, senza pedanteria. Accessibile ma mai banale.
- A chi preferisce memoir a romanzi — La struttura è ibrida: vita privata dell’autore intrecciata a riflessioni universali. Funziona se piace il genere confessionale intelligente.
- Ai lettori dai 25 ai 60 anni — Trasversale generazionalmente. Parla a chi sta costruendo relazioni e a chi le sta decostruendo per ricostruirle diversamente.
Cosa aspettarsi (e cosa no)
Non aspettatevi il Gramellini consolatorio delle rubriche giornalistiche. Questo è più scavato, personale, a tratti doloroso. Non offre ricette facili tipo “come trovare l’amore in 10 mosse”. Propone domande più che risposte.
È un libro lento. Va letto senza fretta, meglio a piccole dosi. Alcune sezioni sono ripetitive — Gramellini gira intorno agli stessi concetti da angolazioni diverse. Ma è anche il suo punto di forza: la ripetizione diventa mantra, le idee sedimentano.
“The Waterfall”: quando Garth Rubin fa incastrare Shakespeare, Venezia e Hollywood in un puzzle da brivido
Se Gramellini cerca l’amore dentro di sé, Garth Rubin cerca la verità attraverso quattro secoli di misteri concatenati. “The Waterfall” è architettura narrativa pura: quattro storie ambientate in epoche diverse — 1593, 1890, 1930, 1944 — che si rivelano tasselli di un unico, inquietante puzzle.
La trama (senza spoiler)
Londra, 1593 — La peste devasta la città. Christopher Marlowe, drammaturgo e rivale di Shakespeare, scompare. Si dice sia morto in rissa, ma il corpo non si trova. William Shakespeare parte per Amsterdam seguendo indizi che lo portano da un oscuro sacerdote depositario di segreti pericolosi.
Inghilterra vittoriana, 1890 — In un monastero diroccato viene avvistata una strana creatura. L’episodio sembra rimandare agli stessi segreti custoditi tre secoli prima.
Venezia, anni ’30 — Nuovi avvenimenti collegati emergono nella città lagunare. Libri pericolosi, verità nascoste cominciano a formare un pattern.
Hollywood, 1944 — Ken Kourian — già protagonista di The Turnglass, l’acclamato esordio di Rubin — deve fare chiarezza. Un serial killer uccide seguendo uno schema preciso, legato a un romanzo misterioso intitolato “The Waterfall”. Ogni delitto ne racchiude un altro, ogni indagine si riversa nella successiva, in una cascata di enigmi concatenati.
Perché è un thriller diverso
Rubin non scrive gialli lineari. Costruisce labirinti narrativi dove la forma è sostanza. In The Turnglass aveva usato il tête-bêche: due storie stampate in direzioni opposte nello stesso libro fisico. In “The Waterfall” moltiplica il principio della specularità creando quattro livelli temporali che si riflettono l’uno nell’altro.
Ogni sezione ha linguaggio e tono diversi: prosa lirica elisabettiana nel 1593, ritmo gotico vittoriano nel 1890, ironico giallo veneziano negli anni ’30, nervoso noir americano nel 1944. La ricchezza lessicale e la cura dei dettagli storici fanno di “The Waterfall” non solo esercizio di stile ma riflessione su come la letteratura attraversa tempo e generi.
La critica britannica ha evidenziato come Rubin riesca a rendere ogni personaggio riconoscibile pur in un quadro corale complesso. Figure come Honora Feldman, l’enigmatico Amos Sacher, Ken Kourian: tutti incarnano epoche e linguaggi differenti ma risultano tridimensionali.
L’autore: Garth Rubin e l’ossessione per le strutture
Giornalista e scrittore londinese, Rubin è noto per la curiosità verso storia e costruzione narrativa. Oltre a “The Turnglass” (bestseller internazionale), ha firmato “Liberation Square” (Londra occupata dai sovietici in una storia ucronica) e “The Winter Agent” (thriller sulla resistenza a Parigi 1944).
Con “The Waterfall” recupera Ken Kourian e lo inserisce in contesto noir: locali fumosi, giornalisti disillusi, poliziotti corrotti, delitti ispirati a libro maledetto. La finzione diventa parte integrante della realtà narrativa: il protagonista indaga su serial killer che riproduce omicidi descritti in “The Waterfall”, il romanzo immaginario al centro delle quattro vicende.
Per chi è il regalo perfetto
- Per amanti di puzzle narrativi — Se Cloud Atlas di David Mitchell vi ha fatto impazzire, questo è nel vostro territorio.
- Per chi adora thriller storici stratificati — Quattro epoche, quattro linguaggi, un unico mistero. Richiede attenzione ma premia con soddisfazione intellettuale rara.
- Per lettori che vogliono essere sfidati — Non è lettura da spiaggia. È libro che pretende concentrazione, memoria, capacità di collegare dettagli sparsi in 400 pagine.
- Per fan di Ken Kourian — Chi ha letto “The Turnglass” ritrova il protagonista in nuova avventura. Funziona anche come standalone, ma conoscere il personaggio aggiunge profondità.
- Per chi apprezza metanarrazione — Rubin interroga la natura stessa del racconto: ogni storia ne contiene un’altra, nessuna verità è definitiva.
Età consigliata: Dai 30 anni in su. Richiede maturità di lettura e pazienza nell’assemblare i pezzi.
Cosa aspettarsi
Non aspettatevi thriller veloce con colpi di scena ogni capitolo. “The Waterfall” è lento, meditato, costruito con precisione orologiaia. Le prime 100 pagine possono disorientare — quattro inizi diversi, personaggi che cambiano epoca — ma chi resiste viene premiato con finale che fa clic su tutto.
È lettura che premia la rilettura. Dettagli apparentemente casuali nella sezione elisabettiana tornano cruciali in quella hollywoodiana. Rubin semina indizi ovunque, e il piacere sta nel riconoscerli retrospettivamente.
Non è per chi cerca azione pura. È per chi ama giocare col testo, cercare pattern, sentirsi detective mentre legge.
Perché regalarli entrambi (e a chi)
C’è una persona nella vostra vita che legge molto? Che apprezza sia introspezione che complessità narrativa? Regalate il doppio.
Gramellini e Rubin sembrano opposti — uno cerca dentro, l’altro fuori; uno filosofeggia, l’altro intriga — ma condividono ricerca della verità. Gramellini attraverso Platone, Rubin attraverso Shakespeare. Entrambi usano il passato per illuminare il presente.
Sono regali che dicono: “Ti conosco abbastanza da sapere che non ti accontenti di storie facili. Vuoi profondità, vuoi essere sfidato, vuoi libri che restano dopo l’ultima pagina”.
Come confezionarli (idee pratiche)
- Pacchetto filosofo romantico: “L’amore è il perché” + candela profumata + quaderno moleskine per annotare riflessioni. Per chi ama fermarsi a pensare.
- Pacchetto detective da poltrona: “The Waterfall” + segnalibro elegante + tè pregiato. Per pomeriggi invernali immersi in misteri centenari.
- Doppietta letteraria: Entrambi i libri + buono libreria per continuare l’esplorazione. Per lettori voraci che apprezzeranno la varietà.
Conclusioni
“L’amore è il perché” è regalo per chi cerca consolazione intelligente, riflessione sulla propria vita sentimentale, filosofia accessibile. Funziona se il destinatario apprezza Gramellini o ama memoir introspettivi. Non funziona se cerca romanzo o manuale pratico.
“The Waterfall” è regalo per chi vuole essere sfidato narrativamente, ama thriller strutturalmente complessi, apprezza ricerca storica e metanarrazione. Funziona se il destinatario ha pazienza e memoria. Non funziona se cerca lettura leggera o azione costante.
Due libri diversissimi, entrambi perfetti per Natale. Uno scalda il cuore interrogandolo. L’altro intriga la mente costringendola a connettere pezzi sparsi nei secoli.
Sotto l’albero quest’anno: amore e mistero. Platone e Shakespeare. Gramellini e Rubin.
Scegliete in base a chi riceve. O regalateli entrambi e lasciate che scelgano da che parte iniziare: dal dentro o dal fuori, dal cuore o dal cervello.
Entrambi, comunque, portano lontano.
L’AMORE È IL PERCHÉ
Autore: Massimo Gramellini
Editore: Longanesi
Prezzo: €18,60 (clicca QUI per acquistare su Amazon)
Genere: Memoir filosofico, educazione sentimentale
Per chi: Dai 25 ai 60 anni, amanti Gramellini, chi cerca riflessioni sull’amore
THE WATERFALL
Autore: Garth Rubin
Editore: Longanesi
Traduzione: Giuseppe Maugeri
Prezzo: €19,60 (clicca QUI per acquistare su Amazon)
Genere: Thriller storico, mistero stratificato
Per chi: Dai 30 anni in su, amanti puzzle narrativi, fan The Turnglass
Dove acquistare: Librerie fisiche, IBS, Feltrinelli, Amazon, Longanesi.it