Chi ha detto che un bravo giornalista non può essere anche un bravo romanziere? Giovanni Floris, con il suo secondo romanzo “La prima regola degli Shardana” edito da Feltrinelli, ha sicuramente dimostrato che è assolutamente possibile!

La prima regola degli Shardana - Giovanni Floris (Feltrinelli)

La prima regola degli Shardana – Giovanni Floris (Feltrinelli)

Ne La prima regola degli Shardana, Giovanni Floris, abbandona per un po’ i rigorosi abiti del giornalista per vestire quelli del romanziere e lo fa magnificamente. Semplicità di linguaggio, scorrevolezza e freschezza di scrittura danno alla narrazione una straordinaria forza colloquiale e descrittiva che trasforma le pagine in fotogrammi di una pellicola che ci scorre davanti agli occhi fluida, rapida, coinvolgente, con continui colpi di scena che ci trascinano in un batter d’occhio alla fine del libro.

La vicenda narrata da Floris è ambientata principalmente a Prantixedda Inferru, paesino dell’Ogliastra, regione centro-orientale della Sardegna, tra le splendide spiagge della costa e i selvaggi e brulli paesaggi della Barbagia, di cui l’autore fa quasi vederne i colori, sentirne i profumi ed ascoltarne i rumori.

Nella rovente estate di Prantixedda Inferru, arrivano da Roma, per portare una ventata di novità, Raffaele, Giuseppe e Sandro. Tre amici inseparabili fin dai tempi del liceo che, spinti dalla passione per il calcio e dalla voglia di riscatto per una vita che li ha soddisfatti del tutto, hanno deciso di lasciare momentaneamente i problemi quotidiani sul continente per dar vita ad un sogno: far rinascere la squadra di calcio di Prantixedda Inferru per vincere la Coppa Sarda.

Un sogno, al quale, come nelle migliori commedie, cercheranno in tutti i modi di opporsi il Sindaco del paese, probabilmente in cerca di una rivalsa nei confronti dei tre che, ai tempi del liceo, lo avevano fatto oggetto dei loro scherzi e il riccone di turno, un imprenditore di successo senza scrupoli, convinto che tutto gli sia permesso proprio in virtù del suo status sociale. A questo si aggiunge lo strano comportamento di Raffaele che a volte sembra quasi appoggiare i due “nemici”, rendendo più complicata quella che già sulla carta è un’impresa disperata e mettendo anche a dura prova il legame che lo unisce a Giuseppe e Sandro. Amicizia che, invece, si rivelerà chiave di volta per non far demordere i protagonisti nella corsa ad ostacoli verso il successo, trasformandoli quasi in moderni Shardana, gli antichi guerrieri sardi, grandi navigatori e pirati, che furono l’incubo delle popolazioni del Mediterraneo.

Un romanzo piacevole e avvincente, che trova anche il modo di far riflettere il lettore sull’attualità italiana, grazie al fatto che Giovanni Floris è anche e soprattutto un giornalista attento alla Società contemporanea!

La prima regola degli Shardana, infatti, ci offre una trasposizione del momento storico che la nostra società sta attraversando, in cui non è difficile trovare tanti “Raffaele, Sandro e Giuseppe”, che hanno superato la fatidica soglia degli “anta” e si sentono sopraffatti dalla vita, ma che non si sono mai arresi e che, come Raffaele, sono alla ricerca de “..il colpo a effetto” che dia loro la possibilità di riscatto e successo. Successo che, come dice Giuseppe, “è una conseguenza di ciò che hai fatto: aspettare quando c’è da aspettare, combattere quando c’è da combattere, trascurando meno particolari possibile, il successo in genere arriva!”

Titolo: La prima regola degli Shardana
Autore: Giovanni Floris
Editore: Feltrinelli (collana: Fuochi)
Pagine: 335
Prezzo: 18 € cartaceo (15,30 € su Amazon)