Giulio Rigoni

Giulio Rigoni

Giulio Rigoni, giovane e talentuoso artista romano, è l’ospite del nostro caffè di oggi. Con la sua pittura su materiali non convenzionali, ci trasporta in uno spazio fantastico, caratterizzato da architetture bidimensionali che diventano scenografie in cui la luce è chiara e definita, fondata sul calore dei colori primari. Un’arte piacevole da guardare alla base della quale, a dispetto della giovane età dell’artista, si evince un attento e lungo studio.

Noi abbiamo avuto il piacere di incontrarlo al vernissage della sua nuova mostra “Divagazioni“, nell’ambito del progetto ARTFOOD&WINE ideato dalla bravissima Event Planner Anita Valentina Fiorino in collaborazione con il Ristorante Sofia e all’EnOsteria Capolecase di Roma. Progetto che prevede un nutrito programma che affianca degustazioni di vini pregiati tutti rigorosamente Made in Italy, show cooking della cucina tipica regionale a mostre di artisti emergenti nel quartiere dell’Arte Contemporanea, a due passi da Piazza di Spagna. Qui potrete ammirare durante una gustosissima cena le opere di Giulio Rigoni fino a fine Luglio.

Opere di Giulio Rigoni esposte all'Enosteria

Opere di Giulio Rigoni esposte all’Enosteria

Negli ultimi tempi si fa sempre più strada il connubio cibo-arte, da artista tu cosa ne pensi?

“Mi è sempre piaciuto quando mi vengono dati dei temi su cui lavorare. Perché a partire da quelli posso costruire una cornice dove riesco a tirare veramente fuori la mia fantasia e l’elemento fantastico, che è predominante nella mia arte. Questo elemento però se lasciato libero, difficilmente riesce a trovare una soluzione pittorica, mentre all’interno di un tema, riesce a costituirsi in maniera più solida. In questo senso il tema del cibo applicato all’arte è una cosa molto interessante, che tra l’altro si è già fatta nelle esperienze pittoriche anche rinascimentali.

Io stesso ho fatto un ciclo legando arte e cibo, ispirato a Venezia, in cui ho realizzato una serie di formelle raffiguranti personaggi fantastici, che venivano rappresentati nell’atto di mangiare un piatto tipico veneziano. Un risultato molto interessante perché univa un elemento conosciuto, i piatti della cucina veneziana, ad un elemento fantastico, il tutto inserito nella mia cornice stilistica, che è rinascimentale. E il discorso ha funzionato in maniera molto buona.

Nei tuoi quadri balza subito all’occhio un’ispirazione al tardo gotico, periodo immediatamente precedente al rinascimento. Qual’è il motivo di questa scelta, se vuoi  un po’ insolita per un artista giovane come te?

“È vero! (sorride) Il tardo gotico è un periodo che a me piace molto, perché esce fuori dal Medioevo e si affaccia al Rinascimento. Questo significa che è quasi in equilibrio tra due mondi molto diversi: mantiene un forte spiritualismo tipico dei secoli precedenti, ma presenta già quell’elemento terreno, quell’esaltazione dell’uomo, della vita che caratterizzerà poi il periodo rinascimentale. E questo equilibrio ha dato vita ad opere con elementi molto semplici, anche bidimensionali, quasi naif, ma con delle puntate tipicamente rinascimentali. Ad esempio, nel caso di ritratti, i volti avevano lineamenti ben delineati e che esprimevano le sensazioni, nel modo che avrebbe caratterizzato le opere rinascimentali, a cui, poi, veniva poi applicata una pittura molto semplice a richiamare quello che era stato il passato. È proprio questo contrasto tra elementi passati e moderni che a me affascina molto, tanto che potete ritrovarlo anche nelle mie opere in cui accanto all’elemento bizantino ce n’è un altro che riporta immediatamente ai giorni nostri. Un salto di prospettiva che trovo molto interessante.”

ArtFood&Wine-Giulio-Rigoni-Ristorante-Sofia

Guardando le tue opere abbiamo notato degli elementi che ricordano le opere di Escher e Dalì, prendi ispirazione da loro oppure è semplicemente una casualità?

“Diciamo che la cosa che mi accomuna a questi artisti è che anche loro si sono ispirati al Rinascimento, ma soprattutto al periodo precedente. Anche loro si sono ispirati probabilmente nella loro opera ad artisti come Giotto, soprattutto nella realizzazione di architetture così semplici, squadrate, però fuori prospettiva, come tutte le figure allungate che ritroviamo nei quadri di Dalì. Poi anche a me, come ad Escher, piacciono molto queste architetture che non sono mai reali.”

Qual’è la filosofia alla base della tua arte?

“Con la mia arte vorrei raccontare storie che “facciano pensare” e non siano di facile lettura. Non voglio svelare il mio immaginario a chi guarda le mie opere, ma piuttosto vorrei che, come nel caso della musica, ognuno ne possa ricavare le proprie impressioni. Mi piace con la mia arte creare degli stimoli, delle sensazioni piacevoli, di benessere, ma senza decodificarle troppo, in modo che ognuno ci possa trovare il suo percorso. E magari, quando migliorerò, spero che la mia arte possa far fare anche una crescita personale a chi la guarda, perché la vera arte è quella che ti fa fare un salto spirituale, fino ad arrivare alle icone in cui il salto è addirittura mistico! (sorride)”

Opere di Giulio Rigoni in mostra al Ristorante Sofia

Opere di Giulio Rigoni in mostra al Ristorante Sofia

Come hai scelto le opere che troviamo in esposizione al Ristorante Sofia e all’EnOsteria Capolecase?

“Venendo a fare il sopralluogo ho notato che l’EnOsteria ha un’impronta un po’ più maschile, quindi mi piaceva abbinargli dei lavori un po’ più “duri”, mentre per il Sofia, ambiente più raffinato e se volete dai tratti più femminili, ho preferito opere maggiormente narrative dai colori più morbidi. In quest’ottica, le ho scelte anche in base al supporto su cui le ho realizzate, non sempre la semplice tela.”

Come prendi il caffè?

“In tazza calda!”