Il Co-sleeping, che consiste nel farli stare nel lettone con mamma e papà, è senza dubbio il metodo più controverso per far addormentare i neonati. Se siete tra quelli che lo stanno ancora valutando, venite a scoprire tutti i pro e i contro prima di prendere una decisione in merito

Co-sleeping - pro e contro

Co-sleeping – pro e contro

Il co-sleeping, ovvero il sonno condiviso, che consiste nel far dormire mamma e bebè nello stesso letto, non è una moda dell’ultimo momento, ma una pratica che esisteva già agli inizi del ‘900, quando genitori e figli dormivano tutti insieme, non solo nella stessa stanza, ma in letti sufficientemente grandi da accogliere tutta la famiglia.

Se siete dei neogenitori, alle prese con un neonato, sarete anche voi attanagliati dal dubbio che ha assalito tutti quelli che come voi ci sono passati: lettone si o lettone no? Tutti sappiamo quanto sia importante perdere meno ore di sonno possibile, e tutti sappiamo che un neonato, soprattutto i primi mesi, ha bisogno di cure continue che richiedono anche alzatacce notturne per poppate e cambi pannolino.

Avere il neonato nello stesso letto, ridurrebbe sicuramente questa scomodità, ma, a parte essere più pratico soprattutto per i genitori, è anche sicuro?

Andiamo a vedere insieme quali sono i pro e i contro di questa tecnica per far addormentare i bambini.

Pro del co-sleeping: è stato dimostrato anche con fondamenti scientifici che i vantaggi di questa pratica sono moltissimi sia per la mamma che per il neonato. Ad esempio:

  • Favorisce l’allattamento al seno: non solo per una questione logistica, ma anche di consolidamento del rapporto mamma-neonato.
  • Favorisce la crescita del bambino: il famoso antropologo James McKenna dopo lunghi anni di ricerca scientifica, ha evidenziato come per i neonati il contatto materno sia benefico perché in grado di influenzare e regolare il sistema fisiologico del bambino. Infatti è risultato che il loro respiro, la temperatura, la pressione arteriosa e i livelli di stress si influenzano reciprocamente.
  • Aiuta a diventare persone equilibrate: alcuni psicologici hanno riscontrato che il co-sleeping non comporta conseguenze cognitive o psicologiche negative per il bambino, anzi favorirebbe la socializzazione, la creazione di un rapporto armonioso con i genitori e lo aiuterebbe a diventare un adulto equilibrato e tranquillo.

Ma affinché si possa godere dei vantaggi del co-sleeping è importantissimo avere alcune accortezze per mettere in sicurezza il bambino, evitando il rischio di urti, schiacciamento o soffocamenti:

  • far dormire il bambino sempre a pancia in sù, su un materasso rigido e stabile, con indumenti leggeri e la temperatura della stanza intorno ai 18-20°;
  • non far dormire il bambino con cuscini, peluche o coperto da lenzuola e coperte; meglio utilizzare un sacco nanna e, nel caso dorma nel lettone, meglio adagiarlo sopra le coperte;
  • non far dormire il bambino in mezzo ai genitori ma dalla parte della madre, perché sembra sia l’unica in grado di sentire la presenza del bambino anche durante il sonno;
  • non ricorrere al co-sleeping se si è fumatori, in sovrappeso, si fa uso di medicinali o sostanze stupefacenti e se si è particolarmente stanchi;
  • non ricorrere al co-sleeping oltre i 3 anni del bambino, come consigliato dai pedagogisti. In realtà non esiste un’età ben precisa oltre la quale non si deve andare, l’importante è dormire insieme finché è un’esperienza piacevole per i genitori e per il bambino;
  • nel caso di presenza di più bambini, adottare la regola “tutti o nessuno”;
  • abituare gradualmente il bambino a dormire nel proprio letto.
Co-sleeping

Co-sleeping

Contro del co-sleeping:

  • Aumenta il rischio di morte improvvisa per i neonati: soprattutto per quelli che dormono con genitori fumatori o che fanno uso di alcolici; morte causata da posizioni scorrette assunte nel lettone oppure dalla presenza di un materasso, un cuscino o una coperta troppo morbidi e non adatti.
  • Contribuisce a viziare il bambino: abituandosi al lettone, poi potrebbe faticare a dormire da solo.
  • Ha risvolti psicologici negativi: dormire con mamma e papà viene visto da alcuni psicologici come sintomo di genitori iperprotettivi e questo potrebbe rendere i bambini degli adulti insicuri e timorosi.

Il co-sleeping è solo uno dei tanti metodi per far dormire i bambini, quindi confrontatevi con il vostro pediatra e in base a ciò che vi consiglierà, scegliete quello che più si addice alle vostre abitudini, al vostro stile di vita e soprattutto al vostro modo di essere genitori e buona notte!