La notte degli Oscar 2026 non è stata solo una celebrazione del cinema, ma un cambio di guardia estetico e culturale. Tra il dominio autoriale di Paul Thomas Anderson e le storiche aperture al K-Pop e alla fotografia femminile, ecco il racconto della kermesse più attesa dell’anno
Il Dolby Theatre ha emesso il suo verdetto per gli Oscar 2026: Paul Thomas Anderson è il sovrano assoluto del 2026. Il suo capolavoro, Una battaglia dopo l’altra, ha trasformato 13 candidature in ben 6 vittorie pesantissime, tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Non Originale. Un trionfo che sa di consacrazione definitiva per uno dei maestri indiscussi del nostro tempo.
I Peccatori: il record dolceamaro di Ryan Coogler
Se Anderson ha dominato, Ryan Coogler ha scritto una pagina di storia più complessa. Il suo I peccatori si è presentato con il record assoluto di 16 nomination, riuscendo però a concretizzarne “solo” 4. Tuttavia, sono vittorie che pesano: Michael B. Jordan ha conquistato la statuetta come Miglior Attore, regalando una delle performance più vibranti dell’ultimo decennio, mentre il film ha ottenuto anche il premio per la Miglior Sceneggiatura Originale.
I record storici: il K-Pop e la rivoluzione di Autumn Durald Arkapaw
La serata è stata segnata da momenti di pura commozione istituzionale. Autumn Durald Arkapaw è ufficialmente la prima donna nella storia dell’Academy a vincere l’Oscar per la Miglior Fotografia grazie al suo lavoro magistrale su I peccatori.
Parallelamente, il mondo della musica ha assistito a una rivoluzione: Golden, dal film d’animazione K-Pop Demon Hunters, è la prima canzone originale K-Pop a conquistare l’oro dell’Academy. Un segnale chiaro di come il savoir-faire orientale sia ormai parte integrante dell’estetica globale.
Jessie Buckley, il “Grande Assente” Sean Penn e il caso “Marty Supreme”
Il premio come Miglior Attrice è andato a una magnetica Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio, confermandola come l’interprete più intensa della sua generazione. Ma a far discutere è stata anche la terza vittoria di Sean Penn (Miglior Attore Non Protagonista) (Mystic River, Milk), che pur raggiungendo i giganti del passato, ha scelto di non presentarsi alla cerimonia, lasciando un vuoto carico di mistero rock’n’roll.
Mentre Timothée Chalamet e il suo Marty Supreme restano i grandi sconfitti di questa edizione, il cinema internazionale celebra la Norvegia con Sentimental Value di Joachim Trier, miglior film internazionale.
Tutti i Vincitori della Notte degli Oscar 2026
- Miglior film: “Una battaglia dopo l’altra” (One Battle After Another), prodotto da Paul Thomas Anderson, Sara Murphy e Adam Somner
- Miglior regia: Paul Thomas Anderson – “Una battaglia dopo l’altra” (One Battle After Another)
- Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan – “I peccatori” (Sinners)
- Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley – “Hamnet – Nel nome del figlio” (Hamnet)
- Miglior attore non protagonista: Sean Penn – “Una battaglia dopo l’altra” (One Battle After Another)
- Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan – “Weapons”
- Miglior sceneggiatura non originale: Paul Thomas Anderson – “Una battaglia dopo l’altra” (One Battle After Another)
- Miglior sceneggiatura originale: Ryan Coogler – “I peccatori” (Sinners)
- Miglior film internazionale: “Sentimental Value” (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier (Norvegia)
- Miglior film d’animazione: “KPop Demon Hunters”, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
- Miglior casting: Cassandra Kulukundis – “Una battaglia dopo l’altra” (One Battle After Another)
- Miglior fotografia: Autumn Durald Arkapaw – “I peccatori” (Sinners)
- Miglior scenografia: Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – “Frankenstein“
- Migliori costumi: Kate Hawley – “Frankenstein”
- Migliori trucco e acconciatura: Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – “Frankenstein”
- Migliori effetti visivi: Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – “Avatar – Fuoco e cenere” (Avatar: Fire and Ash)
- Miglior montaggio: Andy Jurgensen – “Una battaglia dopo l’altra” (One Battle After Another)
- Miglior sonoro: Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – “F1 – Il film” (F1)
- Miglior colonna sonora originale: Ludwig Göransson – “I peccatori” (Sinners)
- Miglior canzone originale: Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Joong Gyu-kwak e Teddy Park) – “KPop Demon Hunters”
- Miglior documentario: “Mr Nobody Against Putin”, regia di David Borenstein
- Miglior cortometraggio documentario: “All the Empty Rooms”, regia di Joshua Seftel e Conall Jones
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Miglior cortometraggio (ex aequo):
- “The Singers”, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
- “Two People Exchanging Saliva”, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata
- Miglior cortometraggio d’animazione: “La jeune fille qui pleurait des perles”, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski.
La stagione dei premi si chiude lasciandoci un’eredità di storie che celebrano la diversità e l’ingegno. E voi, siete d’accordo con i voti dell’Academy? Raccontateci i vostri momenti preferiti nei commenti.