È stato un Vinitaly 2018 denso di tante novità e nuove annate presentate in anteprima. Un tour de force di degustazioni, incontri e approfondimenti sul mondo del vino e non solo. Vi racconto la mia esperienza in questa straordinaria kermesse che tutto il mondo ci invidia!

vinitaly 2018Vinitaly è sempre l’occasione per fare un punto enologico sull’anno passato. E la particolarità più eclante di questa edizione 2018 non riguarda il mondo del vino ma quello degli spirits: Wolfrest è il primo e unico gin italiano che si trova da Harrod’s. “ Raccoglie tutti gli odori e profumi delle botaniche che raccontano il ritorno del lupo dall’Umbria verso il nostro Piemonte” affermano Valentina Barone e Giovanni Alessandria che non a caso vivono a Lupo Albese. Hanno deciso di produrre gin e non vino nelle Langhe, scelta coraggiosa. Per il loro debutto a Vinitaly la loro è stata tra le degustazioni più interessanti.
La casa Vinicola Zenato, 13 ettari tra Peschiera e Sirmione ha partorito il Sansonina 2017: la sfida di fare un grande vino rosso con uve di Merlot Cabernet e Caberner Franche nella terra del Lugana. Una produzione di 400 bottiglie che James Acley ha selezionato tra i migliori 100 vini del mondo.
Valchiarò a Torreano di Cividale (Friuli) è il rifugio di cinque amici che hanno acquistato 14 ettari 27 anni fa per gioco e che ora si affidano a Gianni Menotti (miglior enologo d’Italia) e Marco Simonetti e Pierpaolo Sir tra i migliori agronomi d’Italia per un Merlot 2015 (francese in terra friuliana) con 24 mesi di affinamento in legno tondo e maturo al contrario dei classici merlot friulani tendenti al verde.
L’azienda Pomario a Monte Leone di Orvieto è un poggio biologico con 400 ettari di bosco (possiamo definirlo quindi biologico “vero”, senza alcun tipo di contaminazione). Decanter ha premiato con la medaglia di bronzo alla fiera Millésime Bio il loro Sariano, un San Giovese in purezza del 2014 che ha fatto due anni di legno in botte grande a 500 m altezza. Si attende una tappa del cantante Mastrini per il Music Green Festival nel loro bosco.
Fattoria Lavacchio è un agriturismo quasi autarchico con tanto di ristorante, allevamento di maiali, maneggio e norcineria in Toscana a Pontassieve (FI) sulla sommità del colle di Montefiesole. Produzione con basse rese e raccolta a mano, come un tempo, nel rispetto della materia prima. Puro è un Chianti Docg biologico senza solditi aggiunti, “incontaminato” come amano definirlo in famiglia, messo in commercio solo nelle annate dove viene raggiunta la qualità ricercata.
Nuovissima entrata nel gruppo Dievole di base in Chianti Classico: Tenuta Meraviglia nella Bolgheri Doc ha una vista spettacolare che dà il nome alla cantina. Oltre 30 ettari vitati che danno vita alla prima annata di Bolgheri Superiore Doc Maestro di cava dalle note come mora e ciliegia mature e dal tannino nobile e maturo perfetto per selvaggina e brasati che cucina con destrezza Monica Filipinska nel ristorante della tenuta.
Luigi Frangiosa è il fulcro di una delle cantine più rappresentative del consorzio di Montepulciano in Toscana. Vini strutturati e tannini dolci che esaltano il territorio con una bella mineralità come La Ciarliana 2015, per far vivere il Nobile di Montepulciano in tutta la sua potenza.
Antiche Terre Pacella, azienda di olio sui Monti Lepini con sede a Sgurgola (Frosinone) ha conquistato le Tre Foglie dal Gambero Rosso con la guida olio 2018 della Città del Gusto. Si tratta di un multicultivar dal forte carattere: un olio, da certificazione di analisi di laboratorio, con un valore dell’acidità inferiore allo 0,8%, parametro che consente di rientrare nella classificazione dell’extravergine. Il prodotto è ottenuto con una spremitura a freddo, in modo da garantire intatto il valore organolettico e nutritivo. 100% made in Italy grazie alle varietà di Itrana, Leccino, Rosciola, Frantoio, Moraiolo che si trovano nell’olio.
Tenuta Fertuna nel cuore della Maremma presenta Droppello 2017, il primo San Giovese vinificato in bianco: aromaticità generosa, perfetto per il consumo estivo. E il prossimo 7 maggio invita tutti a 100 Vini Toscana con oltre 400 prodotti distribuiti dal Gruppo Meregalli con due Masterclass alla mattina sull’evoluzione dei vini della Maremma mentre il pomeriggio è dedicato alle varie tipologie di whisky del gruppo.
Bertani Domains presenta Motu Proprio ovvero “di propria iniziativa” come da citazione del documento papale in cui si attestava la sovranità della chiesa nel sovvertire regole e procedure consolidate. È un vino istrionico che nasce da un blend tra le migliori uve di Sangiovese proveniente da Montalcino, Montepulciano e Castellina in Chianti dalle cantine di Val di Suga, Tre Rose e San Leonino. Grande acidità e sapidità per questo “supertuscan” che definiremo cosmopolita.
Zonin continua con la sua campagna di raccolta talenti e quest’anno è alla ricerca di un Tour Leader per il #ProseccoTour. Ma c’è anche una novità di prodotto: dai terreni calcarei della Tenuta Principi di Butera nasce il primo Nero d’Avola spumantizzato con l’expertise nel prosecco che contraddistingue l’azienda.
Mancava da tre vendemmie, e con Vinitaly torna a far parlare di sé: è Centoventi, il Franciacorta più sorprendente di Ronco Calino. L’azienda di Paolo e Lara Radici presenta in anteprima a Verona la vendemmia 2007 dell’Extra Brut Riserva che nasce solo nelle vendemmie con uve in perfetto equilibrio acidico. Impresa resa più facile dalla particolare esposizione dei vigneti Ronco Calino, un monocru di 10 ettari in una valletta appartata al centro dell’anfiteatro morenico franciacortino. L’annata 2007 è la prima a portare la firma di Leonardo Valenti, coadiuvato dall’agronomo Pierluigi Donna, sia in vigna che in cantina: una continuità che ha valorizzato la mano ferma dell’enologo-ricercatore, permettendo a Centoventi di esprimere il tutto suo potenziale.
Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha celebrato il cinquantesimo anniversario della Doc Montepulciano d’Abruzzo: un’originale degustazione di vini e dei piatti di Niko Romito dedicati alla sua terra. Abbiamo trovato il vino intriso nel pane tipico della zona che da semplice alimento è diventato tristellato e come glassatura di una pancia di maiale indimenticabile. Tra i maggiori produttori di Montepulciano d’Abruzzo, Citra presenta per il cinquantesimo anno di vita del consorzio il suo Ferzo 2016: la linea premium dal colore rosso intenso con leggeri riflessi scuri di porpora, all’olfatto presenta un bouquet elegante in cui sentori di amarena e frutti di bosco si coniugano a note di pepe nero, cacao e aromi balsamici. Pieno, armonico al gusto con i tannini tipici del Montepulciano, bilanciati da una complessa polposità e morbidezza.
Una nuova veste per il Merlettaie Brut di Ciù Ciù che ha presentato a Vinitaly un restyling delle etichette degli spumanti biologici: Passerina Brut Alta Marea e Pecorino Brut Merlettaie Brut. Alta Marea è uno spumante biologico dal bel colore paglierino chiaro brillante, con una spuma consistente e morbida, con un perlage fine e continuo, perfetto per l’aperitivo. Il Merlettaie Brut ha una spuma candida e cremosa, un colore giallo paglierino deciso e brillante, venato di verde, un perlage sottile e continuo.
Cantine Pellegrino storica azienda di Pantelleria lancia una nuova linea di Marsala che strizzano l’occhio al mondo della mixology vincendo la medaglia d’oro dell’“Internation Packaging” a Vinitaly. La nuova linea è dedicata ai “the pioneers” ovvero ai soprannomi dei commercianti inglesi che commercializzarono Marsala in Sicilia. Da Old John a Horatio, da Bip Benjamin a Uncle Joseph, fino a Anita Garibaldi. “È la rivoluzione del Marsala” commenta Sebastiano Renda, sesta generazione della cantina.
Tra i primi cru della Valpolicella, l’amarone Capitel Monte Olmi Tedeschi celebra quest’anno il suo centenario, anche se la famiglia produce in Valpolicella sin dal 1630. Il vigneto Monte Olmi di cui oggi si assaggia l’Amarone Riserva 2012 è stato acquistato nel 1918 ma le prime uve sono state vinificate separatamente solo nel 1964, tra i pionieri dei cru di amarone in Valpolicella. “Oggi seguiamo un sistema di appassimento controllato, senza forzare i ritmi della natura, per mantenere freschezza e carattere fruttato delle uve” rivela Sabrina Tedeschi.