VerticalMovie 2026 torna a Roma dal 29 settembre al 1 ottobre: cinema verticale, serie, AI, masterclass, formazione e ospiti alla Casa del Cinema

salvatore-marino-Silvia-Scola-Massimiliano-Smeriglioverticalmovie-2026Il cinema cambia formato, ma la domanda resta la stessa: che cosa vogliamo raccontare attraverso le immagini? È da questa domanda che riparte il VerticalMovie 2026, il Festival internazionale dedicato al cinema verticale, presentato ieri, 28 settembre, nella Sala del Carroccio in Campidoglio e da oggi, 29 settembre, in programma alla Casa del Cinema di Roma fino a giovedì 1 ottobre. Arrivato alla IX edizione, il festival ideato e diretto da Salvatore Marino amplia quest’anno il proprio sguardo: non soltanto cortometraggi e video in formato 9:16, ma anche serialità verticale, intelligenza artificiale, formazione e nuove possibilità professionali per gli autori. Il claim scelto per questa edizione è semplice e molto contemporaneo: “Il cinema guarda in alto”.

Dal verticale alle serie: cosa cambia nel 2026

Pier Giorgio Bellocchio tra i relatori alla presentazione di VerticalMovie 2026Il formato verticale non è più soltanto quello dei contenuti che scorriamo sullo smartphone. VerticalMovie lo tratta come un vero linguaggio cinematografico, con una grammatica, una composizione e precise possibilità narrative. Tra le novità del 2026 c’è VerticalTalent Powered by Canon, percorso di alta formazione rivolto a cinque filmmaker emergenti. Dopo una masterclass, i partecipanti hanno realizzato le proprie opere utilizzando gratuitamente la Canon EOS C50.

Il festival apre inoltre alla serialità verticale, con un vertical drama di 24 episodi prodotto da Pier Giorgio Bellocchio per Mompracem, scritto e diretto da Franco Bertini, con Emanuela Rossi, Marco Cesare, Marco Manusso e la voce di Francesco Pannofino. Le sezioni del concorso comprendono Vertical Voices, dedicata a diritti umani, uguaglianza, comunità LGBTQ+, minoranze e disabilità; Vertical Open, a tema libero; Vertical Green, dedicata ad ambiente e sostenibilità; e Vertical AI, per le opere realizzate con l’intelligenza artificiale.

Salvatore Marino: «Il verticale è un linguaggio d’autore»

È questo forse il punto centrale dell’edizione 2026. Per Salvatore Marino il verticale non è semplicemente il formato imposto dallo smartphone, ma una scelta espressiva. «Il verticale è un linguaggio d’autore», sottolinea il direttore artistico, spiegando come il 9:16 possa diventare uno spazio nel quale sperimentare una diversa idea di composizione e di racconto. Il festival porta a Roma opere provenienti da oltre cento Paesi, proiettate anche su schermi alti fino a dieci metri.

Le interviste di Lifestyle Made in Italy

Nel corso del VerticalMovie 2026 ha incontrato alcuni dei protagonisti del festival, che ho avuto il piacere di intervistare per la nostra rubrica “Un caffè con”. Di seguito trovate i link ai video girati da Marco Famà e editati da Lucrezia Dell’Orco e pubblicati sul canale YouTube del magazine. Mi raccomando, ricordatevi di iscrivervi per non perdere tutte le nostre novità 😉

[Leggi l’intervista a Salvatore Marino  cliccando QUI]

[Leggi l’intervista a Silvia Scola cliccando QUI]

[Leggi l’intervista a Stefano Di Lauro cliccando QUI]

Tre conversazioni, due legate alla nostra rubrica “Un caffè con“, che permettono di andare oltre il programma e raccontare il festival attraverso le parole di chi lo sta costruendo, vivendolo e interpretandone le trasformazioni.

Il programma: tre giorni tra cinema, formazione e incontri

Il programma è articolato fino al 1° ottobre. Oggi, 29 settembre, il festival parte alle 15 con la masterclass “La grammatica del cinema verticale”, dedicata alle regole del 9:16, con i registi Aldo Iuliano e Giuliano Giacomelli. Seguono il concorso Scuole contro il razzismo e, dalle 17.45, le proiezioni internazionali delle sezioni Voices e Open.

Mercoledì 30 settembre spazio a sostenibilità, Canon Masterclass e competizione internazionale.

Giovedì 1 ottobre, giornata conclusiva, si parlerà anche di benessere digitale e dipendenza dai social media nel panel Lo schermo in tasca. A seguire gli incontri con Guido De Angelis e Silvia Scola, prima della cerimonia di premiazione e del lancio della VerticalMovie Academy, la nuova scuola dedicata alla narrazione per immagini sullo schermo dello smartphone.

Un festival che prova a dare un futuro al verticale

La vera sfida del VerticalMovie 2026 sembra essere proprio questa: smettere di considerare il verticale come un formato nato per adattarsi a uno schermo piccolo e iniziare a leggerlo come una possibilità narrativa autonoma. Perché il telefono è già nelle nostre mani. La questione, adesso, è capire cosa possiamo riuscire a raccontare guardando attraverso quello schermo.