Prodotta da Arthemisia in collaborazione con il Kröller Müller Museum di Otterlo prosegue fino al prossimo 7 maggio a Palazzo Bonaparte di Roma la più grande mostra dedicata al genio di Van Gogh con ben 50 opere in esposizione e una particolarissima installazione dedicata a “La notte stellata”

Van Gogh - la mostraVisto lo straordinario successo che ha fatto registrare numeri record con oltre 400mila visitatori da tutto il mondo dall’apertura dello scorso 8 ottobre 2022, prosegue fino al prossimo 7 maggio 2023 al Palazzo Bonaparte di Roma la più grande mostra dedicata al genio di Van Gogh. Artista che nella sua breve quanto tormentata vita è riuscito a lasciare con la sua eccezionale opera un segno originale e indelebile nella storia dell’arte, realizzando straordinari capolavori come “La notte stellata”, i famosissimi “Girasoli” e “I mangiatori di patate”, solo per citarne alcuni, e una straordinaria raccolta di scritti, tra cui le lettere al fratello minore Theo.

La mostra, prodotta proprio alla vigilia dei 170 anni dalla nascita dell’artista da Arthemisia in collaborazione con il Kröller Müller Museum di Otterlo, che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh, è la più grande e attesa dell’anno dedicata al genio olandese con ben 50 opere in esposizione tra cui anche il suo famosissimo “Autoritratto” (1887). Un eccezionale percorso immersivo curato e organizzato in maniera eccellente da Maria Teresa Benedetti e Francesca Villanti, con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Roma Assessorato alla Cultura, e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, per dare modo anche al visitatore meno ferrato su Vincent Van Gogh di conoscerne non solo l’aspetto umano, ma anche l’evoluzione culturale e artistica. Infatti grazie anche all’azzeccatissima scelta di dipinti e disegni prestati dal Kröller, tra cui alcuni solitamente non selezionati da altre mostre dedicate al pittore olandese, le due curatrici hanno ricostruito l’intera parabola dell’uomo e dell’artista con particolari che difficilmente si trovano in altri allestimenti o pubblicazioni. Scelta che permette al visitatore di comprendere meglio l’origine e l’evoluzione dell’espressione artistica di Van Gogh, così unica e particolare da renderlo uno degli artisti più conosciuti e apprezzati al mondo.

Van Gogh mostra Palazzo Bonaparte

L’esposizione si apre con una sala con sei quadri di artisti contemporanei di Van Gogh (Lucas Cranach il Vecchio, Renoir, Fantin-Latour, Gauguin, Picasso e Verster) funzionali per introdurre al pubblico la storia e le collezioni del Kröller-Müller Museum da cui provengono appunto i dipinti del grande pittore olandese. Superata questa prima sala iniziamo ad immergerci nelle testimonianze della vita e nella produzione pittorica dell’artista organizzate in ordine cronologico e dettagliate in riquadri che ne spiegano le scelte espressive, le motivazioni da cui nacquero e il contesto in cui si svilupparono.

Si parte dal periodo olandese con gli scuri paesaggi dei luoghi della giovinezza di Van Gogh a fare da sfondo ai suoi primi esperimenti pittorici fatti a matita in cui vengono ritratte scene di vita quotidiana, in particolare quella contadina e il mondo operaio rappresentati da figure impegnate nel loro lavoro di cui trasparisce, senza filtri, tutta la fatica e la sofferenza della condizione umana. È qui che troviamo, tra le altre, opere quali “il seminatore”, “i raccoglitori di patate”, “i tessitori”, “i boscaioli”.  Allo stesso periodo risale anche il suo primo approccio alla pittura e al colore sotto la spinta di Anton Mauve, come testimonia il quadro “Natura morta con cappello di paglia”.

Colore che in qualche modo lo spinge verso la ricerca di un faro nell’oscurità della sua terra natale e così inizia il suo pellegrinaggio che nel 1873 lo porta a Londra dove vive per quasi due anni, per poi tornare ad Amsterdam, dove seguendo la sua vocazione religiosa inizia a studiare teologia, tra i poveri minatori del Borinage, povera regione del Belgio famosa le miniere di carbone. Di questo periodo sono le tele che rappresentano donne intente a trasportare pesanti sacchi di carbone, che le schiacciano sotto il loro opprimente peso al punto quasi da annullarne l’umanità e l’intensa rappresentazione del “Vecchio che soffre”, disegno ripreso successivamente nell’ultima fase della carriera dell’artista.

Questi sono anche gli anni in cui Van Gogh inizia a studiare disegno, frequentando per un breve periodo l’Accademia ad Anversa. Ma la sua anima inquieta non gli da pace e così verso la fine del 1881, l’artista si trasferisce all’Aia dove inizia a lavorare come mercante d’arte e dove inizia una relazione con la “Sien”, una meretrice che le fa da modella e cerca invano di redimere chiudendo bruscamente il rapporto dopo pochi mesi.

mostra Van Gogh Palazzo BonaparteMentre è del 1883 il trasferimento a Nuenen, villaggio dove il padre di Vincent, Theodorus, era pastore protestante. È qui che arriva per Van Gogh la prima commissione importante della sua carriera, quando l’orafo Antoon Hermans gli chiese alcuni pannelli per decorare la sala da pranzo di casa sua. Nascono così i ritratti femminili come la “Testa di donna con cuffia bianca” e “I mangiatori di patate” che mostrano un chiaro segno dell’evoluzione dello stile pittorico dell’artista nelle cui opere, in cui emerge un’ottima padronanza nell’uso del colore, si apprezza anche una certa introspezione psicologica.

Ma l’evoluzione più significativa avviene nel 1886 con il trasferimento di Vincent a Parigi a casa dell’amatissimo fratello Theo, dove decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura e da qui l’incontro con Monet, Degas, Renoir e Toulouse-Lautrec, dai quali scopre l’impressionismo e il colore. Un colore vivo e brillante che pervaderà tutta la sua produzione pittorica da lì in avanti spazzando via definitivamente i chiaroscuri e le tonalità profonde, tipiche della tradizione olandese che fino a quel momento avevano caratterizzato le sue opere. Ma se da una parte il periodo parigino gli da tanto, dall’altra mette a dura prova la sua autostima soprattutto a causa di un mercato delle arti che non lo capisce e lo rifiuta. Così fortemente provato anche nel fisico decide di spostarsi verso sud, ad Arles, alla ricerca di calore, luce che illumini la sua oscurità interiore e pace. Sono di questo periodo il “Seminatore” del 1888, opera in cui l’artista torna ai temi del periodo olandese, ma con il colore a dare nuova espressività e forza ai protagonisti della quotidianità, e il “Ritratto del sottotenente Millet”, in cui Van Gogh ammanta il soggetto, secondo la Villanti, d’una inusuale sacralità, d’un senso della trascendenza che riporta ai primitivi senesi.

mostra Van Gogh Palazzo Bonaparte

Ma la pace di Arles dura neanche un anno e mezzo, perché il pittore inizia a presentare i segni d’un profondo disagio psichico che lo porteranno al ricovero nella casa di cura di Saint-Paul-de-Mausole, vicino a Saint-Rémy-de-Provence. Degenza durante la quale Van Gogh dà vita a “Il giardino del manicomio a Saint-Rémy”, opera del maggio del 1889, e ai “Pini al tramonto”, dipinto nel dicembre dello stesso anno, quando gli viene concesso di lasciare l’ospedale per visitare la campagna. Van Gogh si rende conto che dipingere gli fa bene, perché l’estro creativo mette in qualche modo a tacere i suoi demoni interiori, questo lo condurrà a una certa stabilità che nel maggio del 1890 gli varranno le dimissioni dalla casa di cura.

mostra Van Gogh Palazzo BonaparteSono di questo periodo la rivisitazione de “il Vecchio disperato” con cui si chiude la mostra di Palazzo Bonaparte e “Campo di grano con volo di corvi“, che nonostante i colori sgargianti trasmette il senso di solitudine e di abbattimento che ha caratterizzato l’ultimo periodo della vita dell’artista e che in qualche modo preannunciava l’insano gesto che lo porterà il 27 luglio del 1890 a spararsi al petto in un campo vicino Auverse, morendo due giorni dopo.

Giunti alla fine del percorso vi renderete certamente conto di non aver visto la solita mostra, ma di aver fatto un vero e proprio viaggio: tortuoso, affascinante, per molti versi sempre in salita, ma che vi avrà dato una nuova lettura più vicina alla realtà su Vincent Van Gogh uomo e artista. Non una persona impulsiva preda di problemi mentali, ma un artista eccentrico, geniale e incompreso, consumato dai propri demoni interiori. Attento osservatore della realtà che lo circondava e animato da un inesauribile furore, che lo portò a realizzare uno straordinario patrimonio artistico e culturale composto da oltre 900 dipinti e più di 1000 disegni accompagnati da intense lettere indirizzate al fratello Theo, che lo ha reso il pittore più celebre della storia dell’arte.

Altra cosa che ci è piaciuta tantissimo della mostra di Palazzo Bonaparte è l’installazione dedicata a “La notte stellata” di Van Gogh, che vi consigliamo assolutamente di non perdere ma di cui non vi diciamo di più per non rovinarvi la sorpresa.

Assolutamente da non perdere!

Orari apertura

Dal lunedì al giovedì 9.00 – 19.00
venerdì, sabato e domenica 9.00 – 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Ultima settimana di mostra

Dal 1 al 7 maggio 2023 la mostra sarà aperta dalle ore 9.00 fino alle ore 00.00 La biglietteria chiude alle ore 23.00

Informazioni e prenotazioni

T. + 39 06 87 15 111

www.mostrepalazzobonaparte.it