Valeria Oppenheimer

Un caffè con… Valeria Oppenheimer

Prendere un caffè con Valeria Oppenheimer è un po’ come dare appuntamento ad una vecchia amica, magari quella compagna di liceo sempre con il sorriso stampato, espansiva e piena di cose da raccontare. All’inizio facciamo un po’ fatica a rivolgerle le domande, incuriosita più da noi di Lifestylemadeinitaly.it. Deformazione professionale – scherziamo insieme -, abituata a condurre le interviste, e a “dare voce a chi non ce l’ha“, giusto per riprendere le sue stesse parole (che ci colpiscono per la vicinanza di intenti!).

Per i pochi che ancora non la conoscono (anche se lei si prende poco sul serio, dicendoci che: “non mi riconoscono nemmeno quelli del mio palazzo!”),  vi raccontiamo qualcosa di Valeria, ad iniziare dalla sua ultima tappa lavorativa: inviata perLa Vita in Diretta“, la trasmissione televisiva più seguita del pomeriggio italiano. Blogger delle “Conseguenze della Moda” (il suo celebre blog, nato in parallelo alla trasmissione radiofonica dedicata alla moda), Valeria non ha proprio il tempo di annoiarsi: infatti, oltre ad essere inviata in lungo e in largo in Italia, insegna all’Accademia del Lusso di Roma; è una presentatrice, impegnata da più anni nell’organizzazione di Roma Web Fest.

Ma procediamo con ordine, la sua carriera inizia molto presto, a 17 anni come modella…

Valeria, raccontaci dei tuoi primi passi lavorativi, della tua esperienza come indossatrice, e poi, del tuo approccio nel  mondo televisivo.

“Ho iniziato a fare l’indossatrice a 17 anni e mi son divertita come una pazza! E’ un lavoro che ti permette di girare per il mondo, pagato molto bene, incontri moltissime persone… l’unico neo è che si tratta di un mestiere “a tempo”. Io ho avuto la fortuna di iniziare presto anche con la televisione; essendo italiana, al contrario delle modelle straniere che non parlano bene la lingua italiana, venivo indirizzata dalle agenzie di moda con le quali lavoravo, a partecipare in diversi provini . Così a 21 anni sono stata scelta come inviata per un programma di musica prodotto da RAI International. Dopo, sono stata scelta anche da un’emittente TV, Sat2000 (adesso TV2000). A questo punto dovevo far una scelta: il lavoro televisivo occupava ormai tutto il mio tempo, continuare a fare anche moda sarebbe stato impossibile. Così ho scelto di continuare con la radio e televisione, imparando un nuovo mestiere, forse meno pagato, più impegnativo, ma senza quel limite temporale. “.

In tutto questo hai trovato anche il tempo per laurearti in Comunicazione, con una tesi dedicata ai fashion blog, puoi dirci qualcosa in più?

“Sì, purtroppo gli impegni lavorativi mi hanno fatto laureare tardi, a trent’anni. Riguardo la mia tesi, ho scelto di affrontare il tema dei fashion blog quando ancora in Italia se ne parlava poco, e ho deciso di farlo da un punto di vista sociologico.”

Il tuo blog “Le conseguenze della Moda” come nasce?

“Nasce in seguito ad un mio provino (fatto per caso) per Radio Rai, cercavano conduttori per la sezione web della radio. Venni presa. Lì ho avuto la fortuna di avere un capo aperto alle nuove possibilità, invece di imporre ai suoi ragazzi (tutti molto giovani) un programma, ci chiese di pensare e proporre una trasmissione su qualcosa che amavamo. Io proposi la moda, sia per il mio precedente lavoro sia perché amo quel mondo. La scommessa era parlare di moda in radio. La trasmissine andò molto bene, tanto che dopo un mese proposi al mio capo di creare “Le conseguenze della moda”, proprio come vetrina per la trasmissione radiofonica. Lui mi rispose “fashionché?”, e poi aggiunse “prova, non se lo filerà nessuno…”.

Invece ce lo siamo filati!  

A proposito di blog, ormai è un fenomeno sempre più in espansione, cosa ne pensi? Noti differenze tra blog stranieri e nostrani?

“E’ facile dire, come in tanti, che i blog all’estero sono tutti benfatti e che in Italia seguiamo solo i soliti noti, come “The Blond Salad” di Chiara Ferragni. Piccola parentesi: la Ferragni è stata molto brava e intelligente a trasformare il suo blog in un impero. Si deve dare merito di ciò, che la si ami o meno.

Ci sono dei blog che seguo con maggior interesse come “FrizziFrizzi”. Credo che ci siano diversi blog molto interessanti, con il grande merito di scovare cose meno note. Poi chiaro, c’è tutta un’altra parte di blog meno consistente. Secondo me, è un fenomeno che ha conosciuto il suo apice qualche anno fa, oggi è già un po’ in calo, a mio avviso. “

Nonostante la tua previsione, che consiglio daresti a chi oggi intende creare un blog?

“Si dovrebbe intanto riflettere su che tipo di blog si vuol creare, al nome, a come organizzare i contenuti. Quando ho creato il mio blog ho preso carta e penna, trascrivendo come lo immaginavo. Dopo, insieme a dei tecnici,  ho scelto la piattaforma, un template, insomma tutta la parte relativa alla “gabbia” grafica. Poi si scrive il primo post e si clicca su invio. Il problema nasce dopo…”

Valeria Oppenheimer

Valeria Oppenheimer: alle prese con un goloso caffè, con schiuma di latte e cioccolato

Parlaci del tuo lavoro da inviata per la “Vita in Diretta”…

“Mi piace molto, anche se è faticoso; a Luglio sono stata a Ischia, Ponza, Capri, Taormina senza mai vedere il mare! Mi piace in particolare la parte relativa al montaggio. Lo trovo molto divertente, una forte espressione della propria creatività.”

…e per quanto riguarda i conduttori, Cristina Parodi e Marco Liorni?

“Sono proprio come il pubblico li percepisce da casa. Si tratta di due persone molto carine, due professionisti, amano lasciare la porta aperta dietro di sé; giusto per fare un esempio, alla prima riunione di quest’anno hanno lasciato a noi collaboratori i loro indirizzi e-mail, per essere sempre in contatto con noi per proposte, idee, ect.. Questo è indice di grande umiltà (molto rara) e di grande trasparenza, professionalità”.

Invidie al femminile. Sei una bella ragazza, con un lavoro spesso invidiato, ti è mai capitato di esserne oggetto?

“O sono molto fortunata o sono molto scema, non mi è mai capitato di accorgermi di invidie molto pesanti. Tendenzialmente sono una persona alla quale piace fare squadra, ma se mi accorgo di invidie e negatività allontano la persona. Sono una donna con un approccio molto maschile in questo senso, tendo alla cooperazione specie se avverto un “pericolo” negli altri, credo molto nella sinergia al femminile. A mio avviso, la gente non è invidiosa perché “tu sei”, bensì  per quello che “lei non è. “

Natale si avvicina, cosa farà Valeria per le feste natalizie 2014?

“Non lo so ancora, solitamente passo le feste natalizie a casa della mia mamma, con tutta la famiglia e mangiamo tantissimo. Quest’anno, dal momento che ho appena traslocato e devo ancora comprare l’albero, mi piacerebbe invitare tutti i miei amici e colleghi, cucinare per loro e  far portare a ciascuno una pallina di Natale che li rappresenti”.

Ricette di casa Oppenheimer per Natale?

“Vi dovrei far intervistare mio padre a questo punto! A casa nostra non c’è il cenone di Natale bensì il copione: papà ci tiene tantissimo! E’ una tradizione mista, tedesca, romana, barese, napoletana. Consiste in: antipasti vari, immancabili le cozze all’agro, pasta con le cozze, frittura di pesce, pesce bollito, insalata di rinforzo… questi sono gli elementi che proprio devono esserci per la gioia di papà!”.

Look di capodanno: un consiglio da Valeria per tutte!

“Godetevi la serata! Capodanno è la classica occasione in cui qualcuno opterà per le scarpe nuove: ecco, non fatelo!!! Mettete scarpe da ginnastica, niente feste glamour! Divertitevi, state accanto ai vostri amici, indossate solo cose comode e calde…”

Valeria non possiamo mica mollarti senza l’ultimissima domanda:

Come prendi il caffè?

“Non prendo molti caffè, lo sorseggio solo per la gioia di farlo. Sono un’italiana atipica in questo senso, non prendo il caffè al mattino per svegliarmi o contro il mal di testa… ma solo quando voglio concedermi una piccola coccola e fare una pausa insieme agli amici.”

Valeria Oppenheimer

Valeria Oppenheimer