Valentina Orsini

Valentina Orsini

Valentina Orsini è una scrittrice, blogger (criticissimamente.blogspot.it), mamma, critica, speaker radiofonica, donna. L’abbiamo incontrata dopo aver letto il suo romanzo d’esordio “Caramelle al gusto arancia” dove affronta con un’analisi molto profonda ed esaustiva il tema dell’aborto, raccontandoci la storia di Anna. E tra un caffè e una battuta abbiamo scoperto qualcosa in più sul suo libro, le sue passioni e il suo essere scrittrice, critica, ma soprattutto mamma!

Come mai hai scelto un tema così controverso come l’aborto per il tuo esordio letterario?

“Magari è lui che ha scelto me. A volte ci penso, e più provo a capire più mi convinco che alcune storie, semplicemente, devono essere raccontate. Io ho investito tutti i miei dubbi e il mio coraggio – perché per iniziare devi avere entrambi, per forza! –  in una storia che avesse un impatto non solo narrativo, e che scavasse a fondo fino a smuovere qualcosa. Al di là dei generi e dei gusti letterari. E poi è un argomento ancora molto attuale, che riguarda tutti, uomini e donne. Solo che, come spesso accade, tutti ne parlano e pochi sanno…”

Quali sono le maggiori difficoltà che incontra uno scrittore in erba quando vuole farsi pubblicare un libro? e cosa consigli a chi è alle prime armi?

“Mi riallaccio alla premessa della prima risposta. Ci vuole coraggio e ci vogliono molti dubbi, anche se sei uno scrittore affermato. La prima difficoltà si riflette in te stesso, le tue paure, la tua rassegnazione e lo sconforto davanti all’ineluttabilità delle cose. Ma una volta superata quella si può dire che ce l’hai già fatta. Quando parti da zero, e sei nessuno, devi essere sfacciato, ma anche umile e coi piedi a terra. Devi contraddirti in continuazione, senza darlo a vedere. La seconda difficoltà è l’editore. Riesci a farti pubblicare senza sganciare un centesimo? Se la risposta è sì, vuol dire che il tuo manoscritto vale davvero, e che l’editore è onesto. Quindi buttati, ce l’hai fatta!

A chi è alle prime armi consiglio quello che hanno consigliato a me. Imparare a conoscere le case editrici, cosa vogliono e come vogliono arricchire i loro cataloghi. Passare al setaccio la piccola e media editoria, perché diciamocelo senza paura, mica puoi pretendere di esordire con Mondadori… no?

Farsi un’idea ben precisa, individuare già il lettore ideale a partire dal momento in cui ci si propone all’editore. Inviare poi con un minimo di accortezza e buon senso, rispettando sempre le linee guida della casa editrice. Loro ci tengono parecchio!!!”

Dal punto di vista della critica invece, guardando su internet da qualche anno a questa parte proliferano blog, siti, forum di “critici” di tutti i tipi, secondo te è un mestiere che si può improvvisare o bisogna avere una formazione? e se si di quale tipo?

“Io parto dall’idea che non si può improvvisare nulla! Almeno, se vogliamo essere professionali. Un conto è il blog per passione, un altro è investire tempo e studio e provare a dare un senso alla propria vita davanti a quel pc. In Italia siamo tutti critici, poi però se ti azzardi a dire in giro “io scrivo, sono una blogger” oppure “sono un critico”, per la maggiore ti ridono in faccia. Se sei fortunato, magari, sono curiosi e ti chiedono di spiegare meglio la tua bizzarra professione. Ma anche no.

“Ma perché ti pagano per scrivere al computer?”

Insomma non è che doveva dircelo Umberto Eco che internet ha dato libero sfogo pure agli imbecilli, ma io sono per la libertà di espressione e di pensiero, senza corsie preferenziali. Se così si può dire.

Io credo che la formazione sia necessaria, e che quella umanistica faccia ancora la differenza in questo senso. Alla faccia del giovane economista nonché vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, Stefano Feltri. Il quale saluto e ringrazio per aver rafforzato le mie ambizioni molto molto letterarie. Come dire, se oggi sono qui a parlare del mio libro, è anche grazie a lui. Ecco, ora se potessi farei un cuoricino per lui.”

Quali sono le caratteristiche che distinguono una critica fatta bene dal Mare Magnum che si trova in giro?

“L’onestà intellettuale fa la differenza.”

Come riesci a conciliare la vita da mamma con questo tipo di lavoro?

“Dai, la Rowling ha tre figli… certo io non ho scritto Harry Potter, ma me la cavo piuttosto bene ad armonizzare le cose. Spesso mi destreggio tra il sugo che cuoce in pentola e qualche buona idea. E’ divertente! Sono una mamma che scrive e si perde davanti al computer. Una mamma che tiene sempre tanti libri sul comodino che non sai mai quale sta leggendo. Una mamma che scrive, sì, ma soprattutto una mamma.”

Hai già pensato al secondo libro?

“Mi ricorda molto quando dopo il primo figlio, mi si chiedeva: “Stai già pensando al secondo?” In effetti, seppur tramortita dalla domanda, oggi mi ritrovo già alla fase successiva. Infatti mi chiedono “Stai pensando al terzo?” Tornando al libro, sì. Una storia del tutto diversa, ma sempre molto attuale.”

Come prendi il caffè?

“Come si prende il tempo e una boccata d’aria. Un attimo tutto per me!”