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Uno per tutti” è il nuovo film di Mimmo Calopresti con Fabrizio Ferracane, Giorgio Panariello, Thomas Trabacchi e con Isabella Ferrari, dal 26 Novembre al cinema, distribuito da Microcinema.

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Gaetano Savatteri, il film racconta la storia di un diciottenne che si ritrova nei guai dopo una rissa. La vera storia però è quella di suo padre Gil, del poliziotto che ha effettuato l’arresto, Vinz, e di Saro, un medico calabrese, amici d’infanzia e custodi di un dramma infantile che appare mediante improvvisi flash, pezzi di un puzzle che goccia a goccia, per tutta la durata della pellicola, racconta le origini della loro vita e spiega i loro legami.

La giustizia mette tutti alla prova. È giusto difendere il proprio figlio da tutto e tutti? Anche con manovre oscure e decise per un padre arrivista, abituato a navigare in certi “casini” e a risolvere tutto, tentando di comprare, chiunque, persino gli amici, forse perché il debito lui lo ha già pagato per tutti.

La paura ed il coraggio fanno da sfondo a questo lavoro, anche per chi, come Eloisa, ha scelto l’amore della sua vita in base a questa scala di valori e non ai sentimenti. Isabella Ferrari interpreta una donna che sembra avere dentro troppo e preferisce che resti nascosto e Giorgio Panariello, poliziotto dal buonsenso facile, si scrolla dalla pelle la sudditanza al “capo” Gil, cosa che riesce meno a Saro, ma gli resta amico.

La sensazione è che su queste vite incompiute, in fondo, pesi ancora la roulette russa di tanti anni prima, la morte di un compagno davanti ai loro occhi e il coraggio di chi ha pagato per tutti.

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Un film spesso in bilico, con accenni più che approfondimenti, con dialoghi più reali che da grande schermo, cercando di raccontare senza averne l’intenzione, e di emozionare senza preavviso.

Scollegata, forse, la colonna sonora, sia nella qualità che nei momenti, non sempre congeniale al filo del racconto mentre risulta accattivante l’interpretazione dei protagonisti e la scelta del cast.

Un film da vedere per capire quanto la noia possa rendere difficile la vita, quanto alla fine, scegliere di vivere in un luogo o in un altro, conti tanto quanto decidere di affrontare le proprie paure e responsabilità con coraggio. O magari lasciarsi scegliere, come diceva De Andrè, e sparare e rischiare o vivere nella vergogna e soli.

La vita come un bivio continuo a tutte le età, come un ricatto continuo, un prezzo da pagare sempre, ognuno a modo suo, ognuno con la propria dose di coraggio tanto da rimanere soli, magari per coprire tutti gli altri.

Uno per tutti e tutti per uno“.

http://https://youtu.be/piytHZ4Bhi8