Simonetta RoncoSimonetta Ronco, genovese, è docente universitaria, giornalista e scrittrice. Appassionata di crimini e misteri ha creato due personaggi di successo: il pianista investigatore Audemars Février, e il commissario veggente Dario Barresi. “Una morte perbene” è la prima indagine di Luca Traverso, poliziotto anni Settanta, che riporta alla mente le atmosfere di provincia in cui si muovevano attori culto come Lino Ventura e Ugo Tognazzi.

Come è nata l’idea di questo libro?

“Conosco bene il ponente ligure, perché ho alcuni corsi universitari al Campus di Imperia e perché la casa di famiglia, quella in collina in cui mi rifugio nei momenti di relax, è in un borgo dell’entroterra savonese, Balestrino. Avevo già ambientato due libri nella Riviera di Ponente: “Adriana, una straniera a Sanremo” (Frilli, 2006), e “La settima onda” (Aracne, 2009). Questa volta ho scelto Imperia, una città che amo molto. Volevo un personaggio nuovo, diverso da quelli che ho già creato, più semplice, un po’ alla Maigret, ma al tempo stesso testardo e controcorrente. Traverso è un commissario ribelle, che è stato mandato a Imperia un po’ per punizione, ma non cede alla tentazione di adeguarsi alla monotonia di un lavoro di routine, quando si tratta di scavare, scava e quando si tratta di rompere le scatole non si fa pregare”.

Quanto è stato difficile portarlo a termine?

“Non è mai difficile portare a termine un libro, è più laborioso l’inizio, che prevede ispirazione, progettazione, costanza e visione. Poi preso lo slancio, in un paio di mesi lo finisco”.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Credo che ogni autore abbia una sua cifra stilistica. Io ho sempre letto molto, e questo mi ha consentito di assorbire diverse ispirazioni. Diciamo che sono più legata ad alcuni scrittori, come Sciascia, Fruttero e Lucentini, Simenon, Canetti, Mann”.   

Dove vivi e dove hai vissuto in passato (o dove vorresti vivere)?

“Sono nata e vivo a Genova, dove insegno nella Facoltà di Giurisprudenza. Sono single e senza figli. Mi sono laureata in Giurisprudenza, ho conseguito il dottorato in tecnica legislativa presso l’Università di Camerino e poi l’abilitazione all’esercizio della professione legale, ma non esercito, in quanto sono docente a tempo pieno. Sono anche giornalista pubblicista, ho collaborato a lungo con le pagine della Cultura del Secolo XIX e con alcuni periodici (Resine, Satura, Xenia, Il Porticciolo) oltre che con il portale Teatro.org . Ho sempre vissuto a Genova, ma viaggio molto, sia in Italia che all’estero, prevalentemente in Europa. Quando ho bisogno di staccare veramente la spina mi rifugio nella grande casa in collina che ho ereditato dai miei genitori, in un borgo medievale nell’entroterra di Savona, Balestrino. La ritrovo le mie radici e il contatto con la natura”.

Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Al momento ho concluso il quinto episodio della serie di Audemars Février e sto lavorando al terzo del Commissario Barresi”.

E per finire, come prendi il caffè solitamente?

“Sono un’amante del caffè, mi piace molto berlo al mattino, davanti alla finestra, con un cucchiaino di zucchero, una goccia di latte. A volte, quando mi voglio fare una coccola, scelgo una miscela leggermente aromatizzata alla nocciola o al cacao”.

Il romanzo “Una morte perbene”, dell’autrice Simonetta Ronco è pubblicato dalla casa editrice Edizioni Leucotea.
Disponibile nelle migliori librerie e store online.
Link d’acquisto Amazon: https://amzn.to/3TeInPk