intervista a Luigi FiorentiniLuigi Fiorentini, nato a San Biagio Platani in provincia di Agrigento nel 1967, è compositore, scrittore e didatta. “Il codice di Bianzano e i templari nella bergamasca” è il suo ultimo romanzo, un racconto esoterico ambientato nel territorio bergamasco. In esso, a quelli espressamente drammatici si alternano contenuti fantastici. Oggi abbiamo l’onore di averlo con noi per un’interessante intervista.

Salve Luigi, come è nata l’idea di questo libro?

“Grazie alla passione per l’Ordine dei Cavalieri Templari; infatti, avendo scoperto nella provincia di Bergamo determinati siti medievali, in cui credo che questi gloriosi e misteriosi cavalieri abbiano dimorato, ho fatto sì che tali   scoperte potessero viaggiare in parallelo con una storia adeguatamente inventata”.

Quanto è stato difficile portarlo a termine?

“Molto, davvero molto, perché non essendo uno scrittore di professione mi sono dovuto ritagliare del tempo prezioso sia per l’acquisizione di una documentazione adeguatamente utile che per la stesura di una trama che potesse reggere le precedenti scoperte”.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?

“Non seguo dei modelli in particolare: alterno la narrativa realista a quella fantastica; non gradisco quella horror, tantomeno le autobiografie dei personaggi del mondo dello spettacolo. Sto rivalutando autori contemporanei come Andrea Camilleri, Ken Follett o Andrea Vitali, anche se preferisco dedicarmi a quelli vissuti fino alla prima metà del Novecento”.

Dove vivi e dove hai vissuto in passato (o dove vorresti vivere)?

“Pur avendo vissuto in Sicilia dalla nascita fino all’età di ventotto anni, ho soggiornato per brevi periodi a Bologna, Milano, Pordenone e Zurigo ma da quasi trent’anni vivo nella bassa bergamasca. So che sembrerebbe prevedibile e poco originale dire che vorrei vivere su un’isola deserta, ma se avessi le risorse sufficienti, non esiterei a farlo”.

Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Per il momento, le idee sono tante e piuttosto confuse, ma credo che mi dedicherò alla stesura di una raccolta di racconti introspettivi”.

E per finire, come prendi il caffè solitamente?

“Pur non apprezzandone particolarmente il gusto, il caffè mi torna utile per mantenermi sempre vigile e, talvolta, si trasforma nell’occasione giusta per poter “staccare la spina”. Di solito, lo prendo liscio o con un po’ di grappa bianca, stando seduto al tavolo del mio giardino”.

Il romanzo “Il codice di Bianzano” e i templari nella bergamasca di Luigi Fiorentini è stato pubblicato da Editrice GDS, 262 le pagine.
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