Giovedì 18 aprile 2019 arriva nelle sale cinematografiche, Torna a casa Jimi!, opera prima del regista Marios Piperides, il film ha trionfato al Tribeca Film Festival ed ora capirete perché. Trama, trailer e recensione in anteprima

La struttura di Torna a casa Jimi!, appare quella della commedia, ma la sua vera identità viene fuori pian pianino ad uno strato più profondo del film. Infatti il suo intento è quello di arrivare alla pura critica sociale toccando mente e cuore degli spettatori.

Torna a casa Jimi!, è ambientato a Nicosia, capitale di Cipro, ex colonia britannica che per più di quattro decenni è stata al centro di una disputa tra Grecia e Turchia. A causa di questi continui scontri etnici venne creata la “linea verde“, che divise la capitale in due.

Il degrado economico e commerciale sono stati le principali conseguenze di questo radicale e rigido gesto politico e a pagarne le spese sono stati i ciprioti stessi, ciprioti come Yiannis il protagonista del film. L’avventura che racconta il regista Marios Piperides, parla di Jimi, un delizioso cagnolino che Yiannis aveva comprato con la sua ex, che scappando di casa accidentalmente, attraversa da solo la zona cuscinetto dell’ONU (quella che divide le due parti dell’isola), costringendo Yiannis a compiere azioni impensabili pur di riportarlo indietro.

Torna a casa Jimi!“Nessun animale, pianta o prodotto può essere trasferito dall’area greca di Cipro a quella turca e viceversa”. Così dice la legge.

Ma cosa succede quando questo assurdo divieto viene violato? Cari lettori come ha fatto il nostro povero Yiannis a riportare Jimi indietro non ve lo posso proprio raccontare e nemmeno con tutta l’immaginazione possibile ci si potrebbe avvicinare alle assurdità che il nostro protagonista ha dovuto affrontare.

A volte la realtà è paradossale più di una storia inventata e credetemi, apprendere che le condizioni e le restrizioni insulse alle quali sono sottoposti i personaggi di questa storia siano vere, ci fa comprendere quanto gli uomini siano capaci di giocare con la loro stessa vita danneggiandosi a vicenda.

Nessun vinto e nessun vincitore, soltanto uomini che inconsapevolmente combattono fantasmi, spesso perdendo di vista quella che è la nostra natura e il senso della nostra esistenza. Complicare le cose e farsi governare da esse risulta più semplice che affrontarle abbassando i propri muri e le proprie convinzioni, soprattutto quando sono convinzioni indotte.

Torna a casa, Jimi! è una parabola sulla ricchezza delle differenze culturali, sociali e politiche, una storia di amicizia, una storia sull’importanza di aprirsi all’altro che poi tanto diverso da noi, in realtà, non è.

È un film apri menti racconta il regista. Infatti secondo Marios Piperides, la sfida del cinema d’autore è portare il pubblico a vedere le cose da un altro punto di vista. Perché lo spettatore non cerca soltanto intrattenimento, ma esige di imparare, vuole uscire dal cinema con un’altra visione delle cose e nuove domande. Come ha dichiarato anche ai nostri microfoni nell’intervista che abbiamo fatto a lui e al protagonista Adam Bousdoukos per la nostra rubrica “un caffè con” e che potete vedere nel video qui sotto. Non vi fate scoraggiare se parlano in greco, perché sentirete la traduzione in italiano dalla voce dell’interprete.

Comunque il film merita davvero di essere visto, non solo perché è davvero piacevole, ma anche perché cerca di trasmettere un messaggio molto importante: comprendere l’importanza di fare squadra anche con persone improbabili, l’unione, l’amicizia, l’amore e il senso di giustizia risultano valori e necessità ben più forti delle differenze socio-politiche. Quale co-protagonista migliore se non il bastardino Jimi, per trattare un tema così complesso? Il cane è il nostro più fedele e sincero amico del resto e non è un caso che sia stato proprio Il bastardino Jimi a diventare il ponte tra le due realtà oltrepassando i confini. Grazie a lui il gigantesco muro umano si è sgretolato della sua forza e del suo significato. Nulla è più forte dell’amore che lega gli uomini agli altri uomini e a tutto quello che amano. Il nostro Jimi ha cancellato in un attimo confini, barriere, pregiudizi e ha cambiato la vita e il pensiero di molte delle persone che si sono imbattute in lui.

Vedrete quanto una cosa complicata dagli uomini verrà semplificata dalla spontaneità e dalla incoscienza del nostro cagnolino.

Colpo di scena! Ma non è un cagnolino… è una femminuccia? Ecco il segreto del film, si lascia sfuggire il regista e aggiunge: “se ne potrebbe quasi fare un sequel”, è stata una rivelazione sul set e lo sarà anche nelle sale, di questo ne sono convinta. Il messaggio che porta è molto chiaro ed arriva al pubblico.

In effetti cari lettori, pensate ad un nuovo mentore, una sana ispirazione a quattro zampe per i politici, che scavalca il recinto non per invaderlo ed appropriarsene ma per dire al vicino: Ehi! posso usare il tuo prato per fare la pipì così diventiamo amici?

Regalatevi una serata di riflessione condita da una tenera storia e correte al cinema a vedere dal 18 aprile Torna a casa Jimi! perché ne rimarrete catturati.