Tiziana Cosso Olivetti - Lifestyle blogger di "Della Classe"

Tiziana Cosso Olivetti – Lifestyle blogger di “Della Classe” (Foto by Franco Olivetti)

Il nostro appuntamento di oggi con il caffè è un vero e proprio momento di piacere e rilassatezza, gustato nel meraviglioso giardino dell’Hotel de Russie di Roma, con la splendida lifestyle blogger Tiziana Cosso Olivetti, fondatrice dell’elegantissimo ed estremamente interessante, blog “Della Classe” (www.dellaclasse.com) e moglie del bravissimo, fotografo Franco Olivetti.

Più che un’intervista è stata una piacevole chiacchierata tra amiche, in cui abbiamo cercato non solo di conoscerla meglio, ma anche di cogliere spunti e consigli per chi sta pensando di avvicinarsi al poliedrico mondo del blogging e per chi vuole essere stilosa in ogni occasione.

Come nasce il tuo blog?

“L’idea del blog è nata circa sette anni fa, ma la volontà di farlo diventare una cosa seria è maturata definitivamente, dopo una serie di tentennamenti, circa un anno e mezzo fa.

Nel 2008 scrivevo per altri blog e testate… poi mi sono detta “Ma si, perché non lo faccio anch’io?” e ho iniziato a scrivere un mio diario sul dominio style.it, che, tra l’altro, non esiste più. Pur piacendomi e affascinandomi, non ho mai avuto la costanza di portarlo avanti. Poi ho cercato di riprenderlo trasferendolo su blogspot, lì ho cominciato a lavorarci un pochino di più e sono arrivati anche i primi riscontri. Le persone hanno iniziato a seguirmi, anche perché sulla piattaforma di Google ci si indicizza meglio e più velocemente, rispetto ad altre. Parlo per esperienza.

Quindi il blog ha iniziato a crescere e a diventare un vero e proprio lavoro: un anno e mezzo fa ho preso il dominio su WordPress ed è nato definitivamente DellaClasse.com ed è diventato un vero blog di lifestyle, organizzato in categorie.

Quando la proporzione tra brand che contattavo e che mi contattavano si è invertita, ho avuto la conferma che ciò che stavo cercando di fare con passione e con amore stava funzionando. Avevo trovato la chiave di volta!

Adesso rileggendo i miei primi post e confrontandoli con quelli più recenti, mi accorgo di come ci sia stata un’evoluzione, anche nello stile, d’altronde anch’io sono maturata in questi anni.

Mi sono documentata, ho fatto ricerche, seguito altri blog, letto i giornali ed inevitabilmente la qualità dei miei post è migliorata.”

C’è un post a cui sei particolarmente affezionata, che rileggi sempre con piacere?

“Ce ne sono due: uno è quello del mio matrimonio, perché sono riuscita a riassumere in poco la giornata più bella della mia vita; l’altro è il primo post che ho scritto sulla Polinesia, perché da questo mi si è aperto un mondo, in quanto è stato un post visto tantissimo e grazie a questo diario che ho tenuto in Polinesia, aiutata dalle splendide fotografie di mio marito (il famoso e bravo fotografo Franco Olivetti, n.d.r.), mi sono arrivate proposte di viaggi da documentare in tantissimi posti.

Non sono però diventata una travel blogger e non lo voglio diventare, ma sono riuscita ad inserire la categoria travel all’interno del mio lifestyle blog, accanto al fashion, beauty, food e a breve inserirò anche i motori.

E quindi a quel post sono affezionata perché mi ha aperto tantissime porte! Dopo la Polinesia, è arrivato l’hotel Splendido di Portofino di cui sono diventata una sorta di Ambassador.”

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Polinesia (Foto by Franco Olivetti)

Hai mai avuto la tentazione di abbandonare tutto?

“Si c’è stata nel momento in cui non avevo ancora il dominio ed ero ancora su blogspot: mio marito si è ammalato, tutt’ora è in cura; è stata una situazione delicata e importante e in quel momento mi sono detta “beh, chi se ne importa, lasciamo perdere il blog!”. Ma poi mi sono resa conto, che proprio grazie alla quotidianità di certe cose, riesci ad essere più positiva e a trasmettere maggiore positività a chi ti sta intorno.

Se tu in un momento di disperazione e di angoscia, ti togli anche la cosa che ti rende felice, ti dai la zappa sui piedi! E invece ho detto no: voglio andare avanti! Voglio continuare a fare le cose che piacciono a me e mio marito, perché noi ci completiamo a vicenda anche nel blog. Ad esempio nella parte travel e degli editoriali, io voglio solo lui come fotografo, anche se ci sono stati altri fotografi che si sono proposti, perché lui sa quello che voglio e come lo voglio, non ho bisogno di parole!

Tra noi c’è un feeling pazzesco e proprio per questo motivo ho voluto coinvolgerlo ancora di più nel blog, dopo l’episodio della sua malattia, perché secondo me tutto ciò che è bello è terapia! E devo dire che siamo stati ricompensati da questo, perché finalmente riusciamo ad intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel.”

Qual’è secondo te la ricetta per creare un blog che valga la pena leggere?

“Fare un blog un diritto di chiunque, il blog è un diario online. Una volta c’era “Caro diario…” che in questi anni si è trasformato in “Caro web…”, che è diventato un progetto editoriale, perché fondamentalmente ogni blog è un progetto editoriale.

E in tutto questo non ci sarebbe niente di male, se non che la maggior parte della gente pensa che il blog sia l’albero della cuccagna! Nel senso che non basta chiedere ovunque per ottenere. Per arrivare a risultati concreti, ho lavorato duramente (mi rendo conto che sono fortunata perché faccio una cosa che mi piace e che esistono lavori ben più faticosi), ma scrivo e lo faccio con cura, mi documento, non scrivo il primo strafalcione che mi capita senza vedere, edito, scelgo le foto. Per far uscire un editoriale fatto bene occorre spenderci del tempo come è giusto che sia.

Quindi quello che io consiglio ad una persona che vorrebbe fare un blog è: trovati una personalità, non copiare! Ispirarsi è lecito, anche io ho delle blogger che mi ispirano anche se sono diverse da me perché, in confronto, io sono una “vecchietta” di quarantuno anni! (sorride)

Se i brand, le aziende con cui poi i blogger si vanno ad interfacciare, vedono che hai una personalità, un tuo stile di scrittura, una tua coerenza, il brand crede in te, o quanto meno un’opportunità te la da.

Se invece fai vedere un prodotto scopiazzato, visto e rivisto, solo per dire “ho un blog” o “faccio la blogger”, è meglio che lasci perdere in partenza! Quello che mi sentirei di dire è: vuoi iniziare un blog? Comincia a pensare che tipo di blog vuoi, di quale categoria vuoi occuparti.

Ad esempio il lifestyle, è tutto e il contrario di tutto, quindi devi avere delle categorie ben definite, perché non puoi scrivere tutto di tutto, devi avere un progetto editoriale, un target, una tua coerenza e un tuo stile, quindi se ti chiama il brand il cui prodotto non appartiene alle tue categorie dovresti avere il coraggio di dire di no. Ecco la cosa che mi fa più piacere, è che so dire di no. All’inizio di questa avventura, era una cosa che mi spaventava perché pensavo che fosse meglio dimostrarsi sempre molto disponibile, ma poi mi sono detta che forse era meglio a volte dire di no. E nonostante a volte mi sia dispiaciuto aver chiuso delle porte (anche dal punto di vista economico), alla fine sono ancora convinta della mia scelta. E devo ammettere che ultimamente ho dovuto dire parecchi no, non per presunzione, ma per non snaturare la natura del mio blog.

Quindi care amiche e amici che vi affacciate al mondo del blogging, cercate il vostro stile, la vostra peculiarità, imparate all’occorrenza a dire di no, altrimenti secondo me, non andrete da nessuna parte! Passi lunghi e ben distesi, passo dopo passo, un obiettivo dietro l’altro.”

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(Foto by Franco Olivetti)

Ti senti più blogger o trend maker?

“Devo dire che in effetti in un passato non troppo lontano mi hanno cercato dei brand di abbigliamento, perché li rappresentassi, ma ho detto di no perché il loro target era troppo giovane per me e io non sono una ventenne, con alcuni abiti sarei stata ridicola! Sicuramente non mi sento fashion blogger, ma mi sento molto lifestyle blogger, nel senso che a me piace raccontare il mio lifestyle, ovvero ciò che a me piace e condividerlo con gli altri. Quindi, anche quando indosso determinati capi e li condivido, non è per creare un trend, ma perché mi fa piacere l’idea di far vedere agli altri la parte bella di ciò che mi piace: cose che uso tutti i giorni, borse che mi rappresentano, oggetti e viaggi che mi rappresentano.

Tutto questo, mantenendo sempre la coerenza di far vedere sul mio blog solo le cose che piacciono a me, che mi regalano emozioni e che io sceglierei nella mia vita, dai brand ai viaggi. Se ad esempio, mi contattasse un brand che non mi rappresenta e di cui non sarei né emozionata né entusiasta, senza dubbio direi di no.”

Da donna di classe, che cosa non deve mancare, secondo te, nell’armadio di una donna che vuole essere “stilosa” in ogni occasione? 

“Da questo punto di vista sono molto classica, quindi direi che nell’armadio di una donna stilosa, non deve mancare:

  • un tailleur nero, giacca e pantalone, possibilmente di Yves Saint Laurent o di Armani, perché un blazer nero sta bene con tutto e lo stesso vale per il pantalone nero;
  • una camicia bianca, perché è chicchissima sui pantaloni, è bon ton su una gonna, preferibilmente a ruota, è un meraviglioso copricostume, soprattutto se è la camicia del tuo uomo e io le prendo sempre a mio marito;
  • un chiodo di pelle nero, che dà un allure un po’ rock e lo puoi mettere anche su un abito da sera, devo dire che ultimamente mi sta capitando spesso di mettere il chiodo sugli abiti da sera;
  • una borsa iconica! Non tante da quattro soldi ma una bella;
  • un paio di jeans, magari da abbinare alla camicia bianca.

Questi per me sono i capi basici che non dovrebbero mai mancare nell’armadio.”

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(Foto by Franco Olivetti)

Invece che cosa non dovrebbe mai entrare nell’armadio di una donna “stilosa”?

“Gli abiti che ti fasciano come l’omino Michelin! La trovo decisamente una cosa oscena! Se sei un po’ più formosa, indossa qualcosa che accompagni le tue curve, non che le strizzi!

Quindi no, alle cose troppo aderenti se non te le puoi permettere e no alle cose troppo larghe, perché comunque ti ingrossano. Altre cose che non dovrebbero mai esserci nell’armadio di una donna, sono le scarpe da ginnastica con la zeppa, che trovo decisamente brutte e una borsa tarocca, meglio una bella borsa di pelle del mercato o di un negozio di pelletteria anonimo, che quella taroccata, soprattutto di Vuitton, che ormai anche il gatto si accorge che è tarocca! (sorride)”

In una valigia per un viaggio di piacere in una meta esotica, cosa non dovrebbe mai mancare?

“Visto che a giorni partirò per Mauritius, per un progetto con la Constance Hotels & Resort, mi trovate super preparata. Prima di tutto penso che quando si parte per una meta del genere, sia inutile preparare valigioni. Non devono mancare i costumi, due parei, kaftani, possibilmente di seta e meglio se della stilista Vanessa Foglia, io indosso solo ed esclusivamente quelli, perché li trovo stupendi sia per i colori che per i materiali. Li ho di tutte le fogge e le sto chiedendo (“approfitto” di questa intervista per lanciarle un appello) che ne produca una linea per “Della Classe”, visto che penso di essere una delle più grandi indossatrici dei suoi kaftani! (ride)

Tornando alla nostra valigia, non deve mancare una camicia bianca, da poter usare, in caso di bisogno, come copricostume, con un bel bracciale grande, una bella espadrillas e un bel cappello di paglia. In particolare nella mia valigia non mancheranno le espadrillas di Chanel bianche e nere, che ho comprato l’Estate scorsa e che a causa del maltempo sono riuscita ad indossare pochissime volte, tanto da non riuscire neanche a fotografarle.

Infine non mancano due abiti da sera molto easy, possibilmente modello sottoveste, uno bianco e uno nero e i parei, che io in vacanza utilizzo per moltissime cose: in valigia per avvolgere gli indumenti, al posto della carta velina, come copricostume, come gonna da mettere sotto il costume intero quando sono a pranzo sulla spiaggia e ancora da mettere sul divano nei momenti di relax. In pratica per me il pareo è un po’ come la “coperta di Linus”, lo trovo davvero comodissimo!

Ultimissima cosa, un bel sandalo per andare a cena: io sono una sostenitrice dei piedi nudi. Pensate che nell’ultima vacanza che ho fatto alle Maldive, ho tolto le scarpe appena arrivata ed ho camminato a piedi nudi per una settimana, rimettendo le scarpe solo il giorno della partenza ed è stato un vero trauma!

Ah! naturalmente non dimenticate la protezione cinquanta, perché ai tropici ci si abbronza lo stesso anche con un fattore così elevato. Vi posso assicurare che il colore più bello ai tropici l’ho preso con la protezione cinquanta e guai se non la avessi avuta!”

Mentre nel beauty-case, che cos’è che non dovrebbe mai mancare?

“Nel mio non mancheranno le mini taglie shampoo, balsamo e olio di Kerastase per capelli colorati, che per me sono un’altra coperta di Linus; non mancherà uno struccante, un idratante viso e un contorno occhi, questi ultimi due della Crème de la Mer, brand che sto utilizzando in questo periodo, con il quale mi sto trovando benissimo e che consiglio caldamente, perché anche se costicchia un po’… sono dell’opinione che sia meglio un solo prodotto ma buono e che magari possa essere usato sia per il giorno che per la notte!

Un’altra cosa che non manca mai nel mio beauty e quindi neanche in questo viaggio, è la maschera al caviale de La Prairie, che metto sul viso dopo l’idratante, prima di andare a dormire quando sono particolarmente stanca: al mattino ho una pelle che sembra quella di un bebè! Mentre per quanto riguarda il make-up, non mancheranno sicuramente, mascara, gloss e blush, gli essenziali del trucco. Mi trucco pochissimo, perché mi piace molto farmi truccare, ma non sono molto brava a farlo da sola, quindi meglio essere essenziali.”

Come prendi il caffè?

“Espresso normale!”

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(Foto by Franco Olivetti)