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Mercoledì 22 si decideranno gli ultimi finalisti per i live. I coach hanno l’ingrato compito di comporre le sfide e decretare il vincitore. La condanna a tornare a casa per chi perde.
Le emozioni non mancano in questo show che sa tanto di applicazione per smartphone. Potrebbe perdere di credibilità già al primo sguardo assistendo alla presentazione stile wrestling dei protagonisti delle squadre.
Per poter riuscire nel loro ruolo però Pelù e compagni non possono mancare di competenza e leadership: stanno valutando dei ragazzi e le loro voci, le emozioni che costruiscono e che esplodono dalle loro esibizioni e decidendo delle loro carriere, forse.
Il Team Fach si è trovato a prendere una decisione coraggiosa: eliminare una grande voce quella di Alex Ceccotti stile Il volo, e premiare una splendida e convincente Alessia Labate.

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 Ma è così che va il circo delle gare e poi non è dalla potenza vocale che si giudica la performance. Così J-Ax promuove Sara Vita che riesce a superare brillantemente e con personalità uno scoglio durissimo: cantare una canzone di Vasco Rossi, Albachiara. Noemi sacrifica una giovane promessa contro l’inarrivabile Keniatta, affrontando le sue lacrime e spiegando come a volte c’è bisogno di capire se c’è qualcosa dentro e soprattutto se si è in grado di tirarlo fuori al momento giusto.

Spietati questi Coach ma tra le loro squadre c’è molta qualità e personalità e le emozioni che sanno trasmettere cantando bucano lo schermo e arrivano. Come quando Piero Pelù boccia Luca e promuove la splendida Alessandra Salerno o “Bambola assassina“, capace di trasformarsi e reggere il personaggio continuando a non perdere una nota ed un sorriso.

Si questo show emoziona e convince e speriamo lo faccia fino alla fine. La musica a The Voice scioglie anche lo stile spettacolo artificiale e tecnologico, frammentario e impersonale nella conduzione: ma  l’emozione attraversa tutto e le note arrivano quando i cantanti si esibiscono e quando i coach parlano di musica perchè, a parte forse Francesco Facchinetti, sanno il fatto loro o almeno ne sanno la loro versione, come cantava qualcuno.

E tanto basta, almeno per ora.