The Sisters Brothers film recensioneÈ uscito nelle sale italiane giovedì 2 maggio 2019 il film western The Sisters Brothers diretto da Jacques Audiard, interpretato da John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. La pellicola, prodotta da Universal Pictures in associazione con Page 114 e Why Not Productions, è un adattamento del romanzo di Patrick deWitt, The Sisters Brothers che è stato inserito nella lista dei finalisti del prestigioso Man Booker Prize per la fiction.

Protagonisti del film sono due fratelli, Eli Sisters (John C. Reilly) e Charlie Sisters (Joaquin Phoenix) killer assoldati dal boss del villaggio, il Commodore (Rutger Hauer), per trovare un cercatore d’oro di nome Warm (Riz Ahmed) che si dice abbia trovato una formula chimica per velocizzare i ritrovamenti delle pepite. I fratelli Sisters sono affiancati nella ricerca di Warm da un investigatore privato, John Morris (Jake Gyllenhaal) incaricato di catturarlo, mentre ai fratelli è affidato l’incarico di torturalo per scoprire il suo segreto e poi ucciderlo.

Il film è un classico moderno, non è semplicemente un western ma è una storia fantastica e commovente di fratelli e uomini, la storia di una ricerca profonda di umanità. È un film sulla fondazione dell’America e sulle sue fondamenta ma, in maniera più ampia, parla di rapporti umani andando dal macro al micro e viceversa.

Il regista Audiard gioca con le regole del western classico, le infrange, e le ricrea, restituendoci una profondità sconosciuta al genere, che possiamo cogliere nei dialoghi che sfociano nel filosofico e nel rapporto tra i due fratelli e tra Morris e Warm e in seguito nello stretto rapporto instauratosi tra i quattro uomini, pur salvaguardando e mantenendo sullo sfondo lo stile western puro, fatto di paesaggi brulli, cavalli, imboscate, scazzottate, saloon, prostitute, bevute e battute salaci.

Ve ne consiglio la visione perché, se come me non avete amato particolarmente il genere, questo film vi sorprenderà e vi farà ricredere!