The Mud Show BalenciagaBalenciaga non manca mai di offrire agli spettatori una sfilata rivoluzionaria e da prima pagina, soprattutto quando si tratta delle presentazioni della settimana della moda di Parigi. Mentre la scorsa stagione ha visto la casa di lusso conquistare Wall Street con il suo debutto in collaborazione con Adidas, nella capitale francese, Demna Gvasalia, svincola gli abiti dalle parole e scava nella verità della moda, caricando di enfasi il potere visivo delle immagini e dando vita ad un vero e proprio show multimediale, trasformando la passerella in un campo fangoso, dove i modelli e le modelle diventano i sopravvissuti all’interno di uno scenario post-apocalittico.

Un quadro dove tutti diventano vittime dipendenti da una società distorta e confusa su ciò che è reale e ciò che è virtuale. Demna Gvasalia sceglie di non attribuire parole agli abiti ma di dare voce a uno stato d’animo, che trasmette tutta la sofferenza del passato remoto e al tempo stesso la maledizione di un futuro prossimo, al quale dovremmo resistere, armati di buon senso.

I glitterati che sono scesi a Parigi per la Primavera/Estate 2023 sono stati di ottimo auspicio per Balenciaga, che questa volta ha davvero sovvertito le tradizioni e stravolto la narrazione in qualcosa di sinistro. Trasformando una sfilata in un vero e proprio corto cinematografico nella cui narrazione vediamo molteplici personaggi interagire con il quotidiano e con messaggi decodificati che vogliono influenzare il pubblico invitandolo a riflettere, attraverso forti emozioni visive.

L’enfatizzazione della moda attraverso la sua destrutturazione, hanno influenzato anche in passato le precedenti sfilate di Balenciaga, dall’iPhone 6 distrutto per l’inverno 2022 che esplorava la metafora del consumismo, alla mazzetta di denaro falso per l’acquisizione di Wall Street.

Demna sovverte ancora una volta le aspettative della settimana della moda, momento clou della stagione. I partecipanti, tra cui Christine Quinn, Kylie Jenner, Khloe Kardashian, North West, Anna Wintour, e centinaia di altri, si sono seduti in un magazzino coperto e sommerso da una colata di fango, profonda 20 piedi. Il profumo di palude permeava la stanza, mentre i cappotti couture di Balenciaga e i tacchi a punta si trascinavano attraverso i fluidi melmosi, spingendo coraggiosamente l’estetica incontaminata della moda nella sporcizia.

Gli abiti in passerella si alternano tra capi sportivi e dalla linea decisa a bombe glitterate in lamé e plissettate, che trascinate nel fango, hanno reso tangibile l’abito, mettendo la moda con i piedi a terra e finalmente godibile per tutti.

L’uso di glitter oro e beige ha creato un elegante contrasto con i toni fango mentre i cappotti e gli accessori in pelle neri e marrone, hanno accentuato il legame con il corpo conferendo allo stesso tempo un carattere combattivo al capo e a chi lo ha indossato. Rimarcando uno stile anni ‘90 con rivisitazioni futuristiche. Uno scenario tra Matrix e The Walking dead.

IL MESSAGGIO DELLA SFILATA DI BALENCIAGA

L’attenzione della sfilata non è ricaduta esclusivamente sulla bellezza degli abiti ma sul senso del messaggio che l’intero spettacolo ha voluto significare. Una una sorta di nonchalance, l’energia di non preoccuparsi davvero, sono stati i protagonisti della passerella. Gli abiti sono stati la quintessenza di Demna, l’unica a poter compiere una cosa del genere. Demna afferma che allude all’identità e all’espressione di sé, notando quanto sia bello essere diversi. Dice anche che “la moda ama le scatole e le etichette più di ogni altra cosa. Lusso, non lusso, street, couture, buono, cattivo, buzz, virale, lo stesso, chi se ne frega. Mettere la moda nella scatola dell’elegante, esclusivo e visivamente costoso è una scuola limitata e piuttosto vecchia”.