Il 24 agosto arriva nelle sale Taranta on the Road, il film del regista, sceneggiatore e produttore Salvatore Allocca. Prodotto dalla Vega’s Project dello stesso regista e dalle produzioni cinematografiche indipendenti Marvin Film ed Emma Film, il film è distribuito da Draka Distribution (recensione)

taranta on the roadTaranta on the Road è l’esempio di come con poco si possa realizzare un piccolo grande film se si ha una bella idea, attori ben caratterizzati, passione e voglia di raccontare una storia. E di tutte queste caratteristiche, evidentemente, è ricco il giovane regista Salvatore Allocca, che nel suo film ha scelto di trattare un tema sociale forte, l’immigrazione clandestina, all’indomani della “primavera Araba” del 2011.

Amira (Nabiha Akkari, attrice molto amata in Italia dopo il grande successo di “Che bella giornata” accanto a Checco Zalone e nel più recente “Non c’è più religione” di Lucia Miniero accanto a Bisio, Alessandro Gassman e Angela Finocchiaro) e Tarek (Helmi Dridi, noto per aver lavorato ne “Il principe del deserto” di Jean-Jacques Annaud accanto ad Antonio Banderas) sono i protagonisti tunisini che raggiungono la costa italiana e che, per un caso, si ritrovano entrambi a chiedere aiuto a una strampalata band salentina alla perenne ricerca di un successo che non arriva. I tre componenti del gruppo, Giovanni, Luca e Matteo, li scambiano per una coppia sposata in attesa di un figlio e, con la massima naturalezza, decidono di farsene carico, di portarli con sé in giro per un improbabile tour del sud Italia spacciandoli per coristi della band, per condurli poi in Francia. Un incontro improbabile ma alla fine riuscitissimo quello tra i due tunisini scappati per ragioni diverse dalla propria terra alla ricerca di un’emancipazione e un futuro con una possibilità, e i tre salentini alla soglia dei 40 anni appartenenti a una band spiantata, gli Evangelisti che, nell’attesa di sfondare nella musica, si sono dimenticati di godere della vita e di mostrare veramente le loro identità.

Eppure è da questa insolita unione, dal cantare, suonare e ballare insieme la pizzica che tutti i protagonisti trarranno un beneficio. Perché, come Matteo spiega ad Amira, “la pizzica serviva a guarire le donne morse da un grosso ragno che si chiamava Taranta… e le vittime erano sempre giovani donne… loro ballavano, ballavano, forti, indiavolate, perché la musica le guariva e le liberava”. Ecco il potere salvifico della taranta che qui realizza il messaggio del film: “Ognuno di noi, in fondo, ha un mare davanti a sé da attraversare e un dolore dal quale guarire”.

Taranta on the road è un film che va al di là dei generi perché ne assorbe e mescola molti. È una commedia, ma anche un dramma, un film sociale e un road movie musicale. Questa mescolanza di stili lo rendono iperealista e moderno: nel film nulla è forzato perché ogni parola, gesto o azione è essenziale, diretta e introspettiva. In questo senso sono di supporto le inquadrature con la macchina da presa a spalla che segue i personaggi portando il racconto sempre più all’interno dell’azione. I dettagli sono curatissimi ma non appesantiscono il tono lieve e il garbo della narrazione dentro cui è immerso lo spettatore.

La visione è quella di un film intenso che va dritto al cuore delle emozioni senza scivolare mai nella retorica del melò. Un film che non regala soluzioni immediate, ma che racconta la fatica della conquista del sé raggiungibile soltanto mettendosi completamente a nudo. Salvatore Allocca pare aver centrato appieno l’obiettivo di narrare una storia che racchiude un messaggio universale: il coraggio di assumersi dei rischi è l’unica vera possibilità di riscatto e di svolta nella vita. Solo dando fiducia agli altri, anche se diversissimi da noi, si possono ricevere in cambio vere sorprese.