Lui ti entra nella testa come un virus. Alcuni li prende, altri li fa impazzire. Una volta che lo hai visto, non puoi non vederlo più… Questo è Slender man, il nuovo horror distribuito da Warner Bros. Italia dal 6 settembre al cinema. Recensione in anteprima

slender man recensioneIl 6 settembre al cinema arriva Slender man, film di genere horror , diretto da Sylvain White, con Joey King e Javier Botet. Distribuito da Warner Bros. Italia.

È consigliabile la visione ad un pubblico privo di dipendenza da smartphone.

Ahahah Perché? Ora ve lo spiego…..

In una piccola città del Massachussets, quattro ragazze liceali un po’ curiose e in cerca di nuovi stimoli decidono di movimentare la loro serata addentrandosi in siti piuttosto misteriosi fino a ritrovarsi quasi per gioco a cliccare su di un link e a visualizzare un video che le spingeva ad eseguire un rituale inquietante durante la visione dello stesso, le ragazze non si tirano indietro, vogliono sfatare la famosa leggenda di SLENDER MAN.

Quando successivamente una di loro scompare misteriosamente, le amiche iniziano a sospettare che sia stata vittima di quel leggendario essere dalle braccia lunghissime e senza volto protagonista di quei racconti spaventosi.

Allora esiste!?

Da quel momento una catena di eventi soprannaturali e terrificanti perseguitano la vita delle tre giovani protagoniste mentre cercano di far luce sulla misteriosa scomparsa della loro amica.

Il personaggio dell’“Uomo snello” è nato nel 2009. A crearlo è stato Victor Surge (il cui vero nome è in realtà Eric Knudsen) per un contest di foto photoshoppate con elementi soprannaturali sul forum Something Awful.

A dare corpo nel film a Slender Man è l’attore, regista e illustratore spagnolo Javier Botet. Affetto dalla sindrome di Marfan, che crea l’allungamento degli arti e un’eccessiva magrezza.

Il nostro mostro infatti ha proprio questo aspetto, busto molto allungato, non ha volto, è sottile e ha molte braccia, un bambino lo disegnerebbe proprio come un albero ed infatti i luoghi dove si cela sono i boschi, proprio dove ci dicono di non andare da sole di notte…

Ma se non si celasse soltanto nel buio della vegetazione? Se avesse libero accesso in altri luoghi?

Potrebbe essere generato dalla nostra mente? Se fossimo condizionati a tal punto da ciò che vediamo su internet fino a dargli vita? Se invece entità del genere esistessero sul serio attendendo soltanto che gli si apra la porta?

Dubbi, tantissimi dubbi potrebbero sorgere dopo la visione di questo film che ovviamente non racconto perché trovo giusto che anche voi vi immergiate nel mistero più profondo assaporandovi il finale e saltando numerose volte dalla vostra poltrona come ho fatto io, quindi non dirò più nulla sul nostro personaggio e sulla sua esistenza ma mi piacerebbe con voi approfondire alcune tematiche che mi hanno colpita e che trovo interessanti.

Prendendo spunto dall’esperienza delle quattro protagoniste del film, vorrei sapere cosa ne pensate riguardo all’uso non corretto dello smartphone o abuso in alcuni casi e delle tecnologie in generale, potrebbero essere veicoli di distacco dalla realtà o coercizione psicologica non solo per i più giovani?

L’ipnosi digitale o il tecnostress sono concetti molto discussi ma ancora forse sottovalutati.

Ora lancio una giocosa provocazione, se si volesse diffondere un virus veicolato da cellulari o tramite pc nessuno di noi ne rimarrebbe illeso, ma ci pensate? Io sarei la prima ahah…

Uno dei messaggi del film Slender man credo sia proprio quello di voler tutelare i giovani spingendoli ad avvicinarsi di più alla realtà spingendoli a comunicare maggiormente con le proprie famiglie senza chiudersi nell’introspettivo mondo dei social.

Un grande valore alimenta tutto il dinamismo del film, l’amicizia, il legame esistente tra le quattro protagoniste credo sia un messaggio molto chiaro che rimanda alla semplicità della comunicazione interpersonale e al valore della sua durevolezza.

Per concludere la recensione scherzando e sdrammatizzando, cosa che faccio spesso sugli horror in quanto fifona e insonne all’ennesima potenza, potrei affermare che in realtà il mostro non è poi così terribile ed ha anche uno stile tutto suo con tutte quelle braccia e mani, che sia forse il mago di OZ del nostro tempo?

Non posso svelare altro, anche perché potrebbe essere tutto frutto della mia immaginazione e vi sto raccontando soltanto mie allucinazioni. Per saperlo non vi resta che andare al cinema e scoprirlo, ah mi raccomando ricordatevi di spegnere il vostro smartphone prima di entrare…

Lui ti entra nella testa come un virus, alcuni li prende, altri li fa impazzire. Una volta che lo hai visto, non puoi non vederlo più…..