Silvia Casini intervista un caffè conLa graditissima ospite di oggi della nostra rubrica “Un caffè con” è Silvia Casini, fondatrice di Upside Down Magazine, dove cura la rubrica Moonlight dedicata alle recensioni filmiche e alle interviste cinematografiche e letterarie. Giusto per darvi un piccolo indizio sulla nostra ospite. Eh sì, perché in realtà per definire Silvia e tutte le interessantissime cose che fa, il tempo di un caffè non sarebbe assolutamente sufficiente. Mamma multitasking di una peperina “duenne”, Silvia Casini, è anche una scrittrice straordinaria che con la sua scrittura intrisa di polvere di stelle e magia riesce a spaziare sapientemente dal mistery all’astrologia passando per la gastronomia, usando come fil rouge un ingrediente fondamentale che non dovrebbe mai mancare nella vita di nessuno: l’Amore con la “A” maiuscola!

E proprio di amore e di due dei suoi romanzi, Il gusto speziato dell’amore e L’Astro Narrante, che sono un fantastico scrigno di tutti gli argomenti che amiamo trattare sul nostro magazine, abbiamo deciso di parlare in questa piacevole chiacchierata con Silvia Casini.

Siamo rimasti molto incuriositi dai tuoi 2 ultimi progetti editoriali, Il gusto speziato dell’amore e L’Astro Narrante, perché sono un perfetto ed armonioso mix di alcuni degli argomenti principe del nostro magazine: cucina, cinema, musica, lifestyle, cultura. Ci racconti brevemente come sono nati? Da dove ti è arrivata l’ispirazione?

“Tutto nasce da Il gusto speziato dell’amore. Mi spiego meglio: mi ero cimentata in paranormal thriller (Tutto in una notte), in mystery storici (Di magia e di vento) e in racconti immaginifici surreali (L’appendifiabe, Magia e altri amori) e era da un po’ di tempo che avevo voglia di leggerezza, ma anche di una certa profondità emotiva. Così è nata Stella Revel, la protagonista de Il gusto speziato dell’amore edito da Fanucci/Leggereditore. Stella di giorno gestisce assieme alla sorella una libreria galleggiante sul Tevere, di notte è una scrittrice in incognito. Scrive con lo pseudonimo di Josephine Alcott. Ha pubblicato un ricettario floreale-musicale, Florario rock, che è diventato un best-seller. Ama la cucina, ma soprattutto adora sperimentare ricette inedite dietro ai fornelli. Per questo motivo, a un certo punto della sua vita abbina spezie, ingredienti segreti e stelle. È proprio questa sua caratteristica che ha dato il via al progetto L’Astro Narrante, sempre edito da Fanucci nella collana Greenwoo. Si tratta di una guida piena di suggerimenti atipici che spaziano dall’astronomia, all’astrologa, alla grafologia, all’home décor, alla letteratura, al cinema, alla musica, alla gestione del cash flow, alla moda, all’enogastronomia, ecc. In poche parole, offre curiosi accostamenti da provare nella quotidianità, al fine di esplorare lati caratteriali e psicologici inediti. Stimola i lettori a mettersi in gioco, offrendo un percorso di interazione con gli oggetti, il cibo, i colori e il cielo fondato sul piacere, sullo stupore e sullo spiazzamento che la routine apparentemente più banale è in grado di regalare a ognuno di noi, sia a tavola, che nei momenti sociali, di intimità o nei rituali collettivi.”

Leggendo i tuoi libri si viene sempre avvolti da un piacevole turbinio di sensazioni: stupore, gusto della scoperta e amore della conoscenza. Qual è il messaggio o la sensazione che vorresti arrivasse ai tuoi lettori?

“I libri sono condensatori di emozioni, di ricordi. Un messaggio a mio avviso importante che ho sempre voluto inserire in tutte le narrazioni finora create è questo: se esiste una qualche magia in questo mondo, noi siamo gli unici a poterla sentire, osservare, scovare e ovviamente a non lasciarcela sfuggire.”

Uno degli elementi chiave della tua produzione letteraria è senza dubbio l’Amore. Che cos’è l’amore secondo Silvia Casini e quanto possono incidere su di esso le stelle?

“L’amore è un assaggio di cuore. È l’unica risposta possibile in questo mondo schiacciato dalla negligenza e dall’opportunismo, perché come ho scritto ne Il gusto speziato dell’amore, “a volte bisogna lasciarsi scombussolare dalla tenerezza, generosamente”. Noi siamo la nostra memoria, ma anche i nostri battiti. Dobbiamo prendercene cura. È un dato di fatto che diventiamo un terzo luogo quando un incontro fatale ci fa assaporare un processo di rivelazione, nonostante i difetti, le imperfezioni. Quando cadiamo nella grazia, possiamo diventare qualsiasi cosa: luce, trafittura, collezione di attimi, un magnifico punto di non ritorno. In definitiva, splendore. Gli astri, ovviamente, non influiscono il modo di sentire, ma ci pongono dinanzi all’infinito, al cuore del firmamento, del mondo. Ci offrono l’opportunità di abbandonare l’ego e di fare incetta di luoghi immaginari, connessioni impossibili, sogni. Sono il lasciapassare per riflettere sulla nostra condizione umana e per trovare la forza di essere, resistere e respirare a fondo. Entrare in comunione con Madre Natura significa porsi in ascolto. E captare i suoni, la voce, le parole, le storie, a sua volta significa essere in grado di ascoltare l’altro. Dovremmo sempre ricordarci di esercitare l’empatia per trasformarci in meravigliosi miracoli viventi. Perdersi in galassie, lune di neve, miocardi impazziti e astri è un modo bellissimo di incontrare lucore e voci da cui lasciarsi abitare.”

Parlando di stelle, ma del cinema, se ti dicessero che Il gusto speziato dell’amore è stato scelto per diventare un film, da chi ti piacerebbe fosse interpretato e chi vorresti dietro la macchina da presa e perché?

“Bene, sogniamo in grande e rimaniamo in terra “Italia”. Così, di getto… mi vengono in mente come attori Edoardo Leo, Alessandro Borghi, Luca Argentero o Lino Guanciale. Li vedo bene nelle vesti di Gabriele, perché hanno la malia dei seduttori belli e dannati, ma anche la capacità di rivelare sullo schermo anche una grande poetica di sguardi, una profondità d’animo sotterranea. Come registi direi Matteo Oleotto, Sydney Sibilia, Eros Puglielli, Alessandro Guida e Edoardo Leo, perché sperimentano di più, sono più arditi nelle inquadrature e meno conformisti. Per quanto riguarda le attrici Miriam Leone, Laura Chiatti, Valentina Bellè, Stella Egitto sarebbero perfette nel ruolo di Stella, perché affascinanti, enigmatiche e magnetiche.”

E per finire torniamo su argomenti gastronomici. Visto che sei ospite della nostra rubrica “Un caffè con”: come prende Silvia Casini il caffè?

“Nero. Bollente. E rigorosamente senza zucchero.”