serenity recensione trama trailerUscirà nelle sale cinematografiche italiane giovedì 18 luglio 2019 il film Serenity. L’isola dell’inganno. La pellicola scritta e diretta dal regista candidato all’Oscar Steven Knight vanta un cast eccezionale, i premi Oscar Matthew McConaughey e Anne Hathaway, nuovamente insieme dopo il successo di Interstellar, Diane Lane e Djimon Hounsou, con la distribuzione di Lucky Red in associazione con 3 MARYS.

Il capitano Baker Dill (Mattehw Mcconaughey) è un uomo tormentato che si è lasciato il proprio passato alle spalle trasferendosi in una splendida isola tropicale, nella cittadina di Plymouth, per iniziare una nuova vita. La sua tranquillità viene nuovamente sconvolta quando la sua ex-moglie KAREN (Anne Hathaway), della quale è ancora innamorato, ricompare con una tremenda richiesta di aiuto: uccidere Frank, il suo sadico e violento marito. A questo punto il capitano Dill dovrà misurarsi con attrazioni e segreti e una verità tutta da disvelare.

Serenity può sembrare, ad un primo sguardo, la narrazione della storia di un pescatore ossessionato dalla cattura di un pesce, ma a un’analisi più profonda si scoprono altre letture nascoste.

Il film non è un thriller convenzionale, pur conservando gli archetipi del genere, ma pone l’attenzione sul concetto di scelta e di libero arbitrio per cercare di comprendere se li possediamo realmente o se il destino ha il sopravvento sulle nostre vite.

Come detto, Serenity, pur non essendo un noir tradizionale rende omaggio ai classici del cinema e della letteratura di genere attraverso i dialoghi, gli ambienti e le atmosfere, i quali sono costellati di riferimenti voluti a Ernest Hemingway e Graham Greene e ai film anni Quaranta e Cinquanta. Anche per quanto riguarda i costumi i riferimenti sono i film con Humphrey Bogart e Lauren Bacall rivisitati però in una chiave estetica contemporanea.

Per ciò che concerne la location, essendo la pellicola ambientata in una immaginaria isola tropicale, la produzione ha visitato vari ambienti tropicali per poi decidere che i paesaggi di Mauritius fossero i più indicati. Essi rendono perfettamente quel senso di straniamento voluto dal regista poiché riescono a mantenere quell’alone di mistero necessario allo svolgersi della vicenda, attraverso tre piani distinti ma miscelati nella giusta misura di ciò che appare sullo schermo: il livello della realtà, quello del subconscio e quello più profondo dell’animo umano.

Serenity è un thriller mozzafiato  ma è anche la storia di un uomo e delle sue scelte, sono certa che dopo averlo visto non potrete  rimanere indifferenti.