Senza Coda, il romanzo d’esordio di Marco Missiroli premiato con il Campiello Opera Prima, torna in libreria per Feltrinelli a più di dieci anni dall’uscita. Ecco la nostra recensione e il racconto dell’incontro con lo scrittore.

senza coda Marco Massiroli incontro con l'autore Feltrinelli 2

Foto by Giuseppe Sirni

Il nostro consiglio letterario di oggi è un po’ particolare, perché è molto più di una recensione grazie alla testimonianza dell’autore, raccolta durante l’incontro alla Fondazione Feltrinelli, che ha deciso, dopo più di dieci anni dalla prima pubblicazione, di riportare in libreria Senza coda il suo romanzo d’esordio. Di chi stiamo parlando? Del bravissimo scrittore Marco Missiroli, autore tra l’altro di Atti osceni in luogo privato e Il senso dell’elefante.

Grazie alle iniziative che sta promuovendo Feltrinelli, abbiamo avuto modo di partecipare ad un incontro informale con Missiroli e alcuni influencer del magico mondo della lettura. Un piacevole ed interessante momento di confronto in cui lo scrittore si è messo a nudo, raccontando molto di sé, parlando in generale dei suoi libri, di come siano nati, di come sia arrivato alla sua opera prima Senza coda e di come sia stato rifiutato da diverse case editrici. Del fatto che non fosse un assiduo lettore e di come la passione sia arrivata quasi contemporaneamente alla scrittura del suo primo romanzo.

Senza coda Marco Massiroli incontro con l'autore Feltrinelli

Foto by Giuseppe Sirni

Ha parlato dei metodi di scrittura, di come si costruisce un romanzo, dei “trucchi” utilizzati da alcuni maestri e quelli che utilizzati da lui stesso. Ci ha svelato di non amare i finali definiti e gli “happy end”, tranne, naturalmente, quando necessario, come nel suo Atti osceni in luogo privato.

Ha tenuto a sottolineare di non voler scrivere libri con cadenze regolari, ma di uscire solo nel momento in cui ha veramente qualcosa da dire, scrivendo in maniera sincera e non perché condizionato da una scadenza contrattuale che incombe. Secondo lui, un libro ha bisogno di maturare e non si deve avere fretta di scrivere e di farsi pubblicare. Errore che lui stesso fece con Il buio addosso, romanzo che ritiene il peggiore della sua produzione, perché “buttato” di fretta in libreria, galvanizzato dal Campiello per Senza coda, e che si dimostrò non all’altezza della sua opera prima. Ha raccontato, invece, di come sia soddisfatto sia di Bianco che di Atti osceni in luogo privato, meno de Il senso dell’elefante, che ritiene claustrofobico.

Parlando di Senza coda, ha spiegato come sia stato ispirato da Io non ho paura, il romanzo di Niccolò Ammaniti e di come l’editor di quel libro lo abbia aiutato a perfezionare la stesura finale della sua opera prima. Infatti, entrambi i libri svelano storie tristemente italiane, dietro cui si intuisce la presenza della Mafia, con le sue regole troppo grandi e dure per un bambino, che avrebbe solo voglia di vivere la spensieratezza della sua età e che suo malgrado si trova catapultato in un mondo di cui non capisce la logica, perché infinitamente più grande di lui e distante da quel luogo incantato e apparentemente sicuro che è il suo giardino.

Questo è Pietro, il giovanissimo protagonista di Senza coda. Un bambino chiamato a crescere troppo in fretta per amore di suo padre, che vive sotto sorveglianza, perché “collaboratore” di giustizia. Un padre che gli chiede un grosso sacrificio, che lo strappa con forza e violenza dal suo mondo d’innocenza fatto di avventure ingenue e a volte un po’ crudeli come le cacce alle lucertole (da qui il titolo del romanzo) con il suo amico Luigi e il giardiniere Nino. Ma mai crudeli come il “gioco” a cui lo costringe proprio suo padre: consegnare di nascosto misteriose lettere sigillate a Carmine, un uomo che vive solo e che lo spaventa perché a volte è duro, iroso, altre invece ha un atteggiamento quasi complice con il bambino.

Incontri che in qualche modo lo costringono a crescere, ma che lasciano comunque uno spiraglio all’ingenuità e all’inconsapevolezza tipiche dell’infanzia, come quando Pietro si fa convincere dall’amico Luigi ad aprire una di quelle lettere. Al suo interno, soldi e biglietti con nomi di persone da uccidere. Scoperta che fa sentire a Pietro una cosa “nella pancia, cattiva, che graffia e morde… “: rabbia e impotenza. Sentimenti che l’infanzia non dovrebbe conoscere. Sensazioni forti e logoranti che, attraverso le profonde pagine di Missiroli, si insinuano anche nella pancia del lettore, perché Pietro, oltre che protagonista, è il narratore di un racconto crudo, disincantato, in cui violenza e angoscia si svelano e crescono pagina dopo pagina, scontrandosi con momenti di commovente tenerezza e la speranza che in fondo a tanta ferocia possa esserci comunque un lieto fine.

Titolo: “Senza coda”

Autore: Marco Missiroli

Pagine: 156

Editore: Feltrinelli (Collana Universale economica)

Prezzo di copertina: € 8,50 (€ 7,23 su Amazon)