Se permetti non parlarmi di bambini!: trama, trailer e recensione della commedia risposta argentina al “Fertility day” in arrivo il 29 settembre nei cinema distribuita da Microcinema.

se permetti non parlarmi di bambini recensioneSe permetti non parlarmi di bambini!, in uscita il 29 settembre per Microcinema Distribuzione, è la commedia per tutti di Ariel Winograd, che tratta un tema che proprio in questo periodo imperversa in Italia: i bambini.

Si possono odiare i bambini? A sentire Victoria (Maribel Verdù) si! è la reciproca conclusione a cui anche i bambini sembrano giungere una volta a contatto con lei, girovaga e organizzatrice di viaggi ed eventi.

Vicky, stanca del continuo viaggiare, torna improvvisamente alla ricerca del suo ex compagno del liceo, Gabriel (Diego Peretti), approdando improvvisamente nel suo negozio di strumenti musicali e soprattutto nella sua vita.

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Gabriel rimane di stucco. Quaranta o poco più, un matrimonio alle spalle con la ex-moglie già in attesa di un bambino col suo nuovo compagno, ed una figlia di 9 anni, Sofia (Guadalupe Manent), presente in ogni momento della sua esistenza, fisicamente e mentalmente, a giudicare dai giochi sparsi in casa. Amore di papà ed un papà, il suo, disprezzato e allontanato dalla piccola che non sa neanche di avere un nonno.

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L’incontro cambierà la vita di entrambi: finalmente Gabriel si innamora ma è costretto a fare i conti con la dichiarata avversione di Vicky e mente nascondendo di avere una figlia, non solo per una sera, ma per tutto il tempo della relazione, rivoluzionando la casa a seconda dell’ospite, nascondendosi ad ogni telefonata.

La piccola Sofia però capisce e dopo esserci rimasta male, decide di aiutarlo stando al gioco, spacciandosi per la sorella minore. Inutile dire che una serie di eventi e combinazioni permetteranno alle due donne di approfondire il loro rapporto, a Vicky di interrogarsi sulla sua allergia, a Gabriel di smetterla di subire e di prendere di petto la sua vita, ed anche suo padre.

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I bambini spesso sembrano dover affrontare la verità che noi ci nascondiamo.

La figura della donna in carriera che sceglie il ristorante perché sa che non ci saranno bambini, che li vede piangere ad ogni suo approccio e che piano si lascia contaminare da una piccola donna di nove anni sembra all’inizio l’estremo giusto per evidenziare l’altro eccesso, Gabriel, il papà che vive solo della sua piccola, rinunciando totalmente ad una vita di relazione. Una bambina avrà il potere di riportarli alla realtà, di fargli affrontare le proprie paure e debolezze.

Commedia che scorre via piacevole, con piccoli momenti di poesia, ma che evita, volontariamente, di calarsi in profondità soprattutto nell’analisi dei personaggi e delle loro fobie, ed emoziona il giusto, mantenendo il tono del disincantato intrattenimento e del divertente avvicendarsi di eventi. Un film veramente per tutti: grandi, piccoli, genitori e non, single e divorziati, nonni e nipoti.

Ma alla fine si possono odiare i bambini?

Non è forse la domanda giusta.

Si può scegliere di non averci nulla a che fare? Forse no, proprio no!