Scatole Nere: il thriller psicologico d'esordio di Matteo RomitiScatole nere” è il romanzo d’esordio di Matteo Romiti, un racconto distopico e fantascientifico che dipinge un mondo apocalittico, dove l’umanità resiste forse senza un motivo o una speranza. Il territorio è contaminato, malato e diviso in settori sotto embargo, controllati dalla polizia governativa.

Quattro libri raccontano storie personali e drammatiche grazie alle quali si intuisce qualcosa del passato ma molto di più del presente: una malattia incurabile segna la popolazione già decimata. I malati sono rinchiusi in ospedali-carceri, una condanna a morte. Una donna risorge in qualche oscuro modo dalla condizione di contagiata – forse grazie ad una sorta di cura sperimentale che però lacera la personalità – ma anche questo non è chiaro. Un padre vive il dramma di non avere il coraggio di riprendere con sé i propri figli, affidati alle autorità come la legge consiglia. Per amore dei figli o esseri indifesi accolti come propri, madri cercano di attraversare i settori nella speranza di dare loro un futuro che però si scontra con i demoni personali di altre mamme pronte a tutto per lo stesso fine, e con la cattiveria dei soldati. Ci si arrampica uno sull’altro come per riuscire a respirare da una voragine, senza traccia di umanità o solidarietà. L’acqua è nera, malsana. I cimiteri sono scatole di metallo immerse dentro a fiumi sotterranei.

L’aria irrespirabile e il cielo spesso oscurato da una coltre di nebbia polverosa.

Difficile trovare un vero motivo, una volontà sobria nelle azioni dei protagonisti, spesso disturbati nella psiche e senza morale. Un dottore scopre di essere malato e nasconde la propria condizione, lì al Correzionale, dove assiste i condannati. Un giorno proprio una delle protagoniste gli affida Goran, suo figlio e sparisce per tornare ad affrontare i fantasmi della propria drammatica infanzia.

Uno scenario possibile per un’umanità che non può nulla di fronte alla malattia, che non trova lucidità o coraggio di fronte alla propria condizione ineluttabile.

Come nei più riusciti romanzi di Philip Dick, sono i racconti personali, particolari, le descrizioni oggettive del presente a dirci qualcosa su ciò che è avvenuto, ma la mente dei protagonisti è già al di là di qualsiasi cura.

Interlocutori inquietanti, fantasmi di persone care scomparse, guidano e lacerano i loro pensieri e la loro possibilità di ragionare.

Si può entrare, come suggerisce l’autore, da uno dei quattro libri indifferentemente.
Questo perché, poi, non se ne può più uscire…

TITOLO: Scatole Nere
AUTORE: Matteo Romiti
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 360
PREZZO DI COPERTINA: 19,00 € (18,05€ su Amazon)