sanremo 2020 prima serataServiva proprio una “benedizione” per l’esordio di questo Sanremo 2020 alla luce delle infuocate polemiche che lo hanno preceduto. E la benedizione è arrivata da Don Rosario Fiorello, che indossando l’abito di Don Matteo, ha rispettato la promessa fatta 35 anni fa al suo caro amico Amadeus: essere insieme sul palco dell’Ariston. Un Amadeus che viene subito messo in mezzo da Fiorello che gli fa imitare Adriano Celentano e Sandy Marton. Un preludio fatto di emozioni e show a preannunciare quello che sarà il leitmotiv della serata.

Infatti si parte con un toccante omaggio di Tiziano Ferro all’indimenticabile Mia Martini, talmente forte e emozionante da far scoppiare lo stesso cantante in un pianto dirotto. E a proposito di note forti non si può non menzionare il composto, ma allo stesso tempo straordinariamente potente, monologo di Rula Jebreal contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Uno tsunami di emozioni che investe tutto l’Ariston che si alza in piedi per lei!

Altro momento trascinante, ma in musica, quello dei due veterani Albano e Romina che con Nostalgia Canaglia e un medley delle loro canzoni più amate coinvolgono la sala in un corale karaoke, prima di esibirsi con l’inedito Raccogli l’attimo scritto da Cristiano Malgioglio.

Ma veniamo alla gara vera e propria che ha visto alternarsi sul palco di questo Sanremo 2020 i primi dodici Big tra provocazioni, nostalgici ritorni e piacevoli sorprese.

LA GARA

Così si è andati dalla provocatoria esibizione di Achille Lauro salito sul palco con un mantello di velluto nero che celava una tuta aderente nude look con cui ha cantato il brano Me ne frego, un riferimento secondo il cantante alla rinuncia ai beni materiali di San Francesco. Alla grande energia di Irene Grandi con Finalmente io, canzone, che le calza a pennello, scritta per lei da Vasco Rossi e di Rita Pavone che sorprende con una straordinaria grinta sulle note di Niente (Resilienza 74).

Marco Masini con il pianoforte e Il confronto sembra essere tornato ai tempi di Malinconoia. Ottima interpretazione per Diodato che convince con Fai rumore, forte e delicata come la sua interpretazione. Ritroviamo Le Vibrazioni che accompagnati dal maestro Beppe Vessicchio cantano, anche con il linguaggio dei segni, Dov’è. È stato quindi il turno di Anastasio che “esplode” con Rosso di rabbia. Elodie con Andromeda , Bugo e Morgan con le sonorità più elettroniche di Sincero, Alberto Urso con Il sole ad est, Riki con Lo sappiamo entrambi, Raphael Gualazzi sulle note latine di Carioca.

CLASSIFICA PROVVISORIA

E dopo le esibizioni ovviamente sono arrivati i primi risultati del voto della giuria demoscopica che al momento vede in testa Le Vibrazioni. Questa la classifica provvisoria dopo la prima serata:

  1. Le vibrazioni (Dov’è)
  2. Elodie (Andromeda)
  3. Diodato (Fai rumore)
  4. Irene Grandi (Finalmente io)
  5. Marco Masini (Il confronto)
  6. Alberto Urso (Il sole ad est)
  7. Raphael Gualazzi (Carioca)
  8. Anastasio (Rosso di rabbia)
  9. Achille Lauro (Me ne frego)
  10. Rita Pavone (Niente – Resilienza 74)
  11. Riki (Lo sappiamo entrambi)
  12. Bugo e Morgan (Sincero)

Tempo di verdetti anche per i Giovani, che dopo le prime due sfide vedono andare in semifinale Tecla Insolia con 8 marzo e Leo Gassmann con Va bene così.

Insomma un festival che per il momento, con il suo bagaglio di forti emozioni, un pizzico di nostalgia, canzoni che sono un po’ il termometro dello stato dell’arte odierno della musica italiana, intrattenimento e momenti di riflessione, non sta deludendo le aspettative. Vedremo nel proseguo delle serate di questo Sanremo 2020 se Amadeus e company riusciranno a mantenere accesa la fiamma fino all’ultima nota!