Carlo-Conti-e-Conchita-Wurst

Si era capito che la formula da pit-stop di Carlo Conti avrebbe funzionato: poco approfondimento e tanta carne al fuoco presentata semplicemente e offerta al consumatore, come un distributore self-service. Una preghiera: evitate le gag!

Tanti ascolti grazie agli ospiti: Biagio Antonacci merita attenzione per l’omaggio a Pino Daniele con il quale si fa perdonare per le scarpe senza calzini; Charlize Theron è al contrario semplice, bella senza doversi pettinare più di tanto ed elegante, e più di tutto pensante. Angelo Pintus, comico di Colorado, fa meno danni di Siani ma subisce la freddezza del pubblico da Inps, almeno all’inizio. Bravo. Amendola e Argentero presentano il film riuscendo a parlare di mafia su Rai Uno e a Sanremo.

 La gara. Cominciano le nuove proposte.

Bene i Kutso e la loro voglia di divertirsi e Kaligola, diciassette anni ed una bella canzone scritta da lui, che perde la sfida. Chanty brava ma difficile la canzone, passa il toscano Nigiotti.

I campioni:

Nina Zilli canta “Sola”, una sua canzone, ballata blues non indimenticabile ma impreziosita dalla sua inconfondibile voce. Poi arriva Masini che può tranquillamente sedersi ed aspettare il cadavere del suo nemico: la canzone é bella e lui la interpreta veramente bene. Anna Tatangelo canta una canzone scontata quanto quella di Raf , “Come una favola”. Il Volo: “Grande amore” non l’ho capita, perdonatemi, probabilmente é un mio problema. Per Irene Grandi un’altra ballata sostenuta da una buona interpretazione. Lorenzo Fragola: “Siamo uguali” ha un ritornello che può portarlo lontano, purtroppo al contrario di Biggio e Mandelli, da cui mi aspettavo di peggio. Bianca Atzei esibisce un abito…va beh, lasciamo a chi di dovere queste considerazioni, per un’interpretazione sicuramente sentita. Chiude la gara Moreno.

Dopo i Boiler arriva Conchita Wurst che segna il picco di ascolto della serata, ma in mano a Carlo Conti tutto sfugge come sapone.

Finalmente è l’ora di Rocco Tanica che appella con irriverenza Conchita “barbetta” Wurst e spara subito una battuta sull’immigrazione, prima della solita memorabile rassegna stampa. Un mito, come dice Carlo Conti che come direttore artistico non ne sta sbagliando una.

Il finale:

lo stile “eredità” tanto amato dal presentatore con i concorrenti a rischio e quelli salvi. Stasera le cover delle canzoni italiane: forse la puntata più attesa per molti. Vedremo.