Bilancio estremamente positivo per l’edizione 2018 del Salone del Mobile di Milano con oltre 300.000 visitatori da più di 165 Paesi e oltre 2000 espositori (Milano 17-22 aprile 2018). Ecco il meglio secondo noi!

salone del mobile di milanoVetrina per eccellenza di creatività, innovazione e qualità, il Salone del Mobile di Milano non è solo una semplice fiera, ma un’esperienza globale e un’emozione che richiama aziende, creativi, comunicatori e professionisti da ogni parte del mondo. Intento ad innescare un fruttuoso dialogo tra produttività e creatività che darà vita a grandi progetti. È qui che si fanno incontri straordinari, capaci di cambiare il corso delle cose e dare vita a collaborazioni che lasceranno il segno.

L’edizione di quest’anno vuole rimettere a fuoco la centralità di quel particolarissimo rapporto tra impresa diffusa, città, territorio, rete di comunicazione e cultura.

Un’edizione, questa 2018, in cui risuona, più forte che mai, l’invito a tutti gli attori coinvolti a impegnarsi per preservarlo, farlo crescere, proiettarlo in un futuro globale.

“Il legame” con il territorio è uno dei temi cardine che ha reso possibile la nascita del made in Italy come oggi lo conosciamo e come ci viene universalmente riconosciuto.

Cinque le manifestazioni che si sono svolte in sinergia fino a domenica 22 aprile con la presenza di 1.841 espositori:

  • Salone Internazionale del Mobile,
  • Salone Internazionale del Complemento d’Arredo,
  • Euro Cucina con l’evento FTK (Technology For the Kitchen),
  • Salone Internazionale del Bagno,
  • Salone Satellite (650 designer).

In concomitanza con il Salone del mobile, altro evento importantissimo è il Fuorisalone, che rappresenta l’anima mondana del Salone, un appuntamento imperdibile per addetti ai lavori, studenti e appassionati, ma anche per chi semplicemente ha voglia di respirare l’atmosfera della Milano Design Week. Mostre, allestimenti, aperture straordinarie, presentazioni di nuovi prodotti e party esclusivi ridisegnano i quartieri di Milano che si trasformano in veri e propri Design District con eventi diffusi.

Proprio  queste vie irrorate di arte ad ogni angolo hanno attirato la mia curiosità facendomi imbattere in esperti del settore con i quali ho dibattuto su interessanti punti di vista.

Se di design week si parla allora addentriamoci meglio e cerchiamo di capire di più sul processo creativo e su cos’è il mero oggetto di design.

Il design è una forma di arte cosiddetta “funzionale”, ovvero è una forma di progettazione che deve possedere una componente artistica, ma che per sua natura deve assolvere a una funzione. Progettare un oggetto non significa disegnare una forma, ma immaginarne un uso.

L’oggetto di design, che pur contiene un forte quoziente estetico grazie alla creatività del designer deve rispondere sempre ad una necessità, solo il connubio tra questi due fattori potrà renderlo durevole nel tempo e lasciare che adempi al ruolo per cui è stato ideato.

Altro tema onnipresente al Salone del mobile 2018 e a me molto caro è quello di una possibile riconciliazione tra uomo e natura. Si vuole, infatti, testare come uno spazio, sia esso domestico o urbano, possa diventare più a misura d’uomo utilizzando le risorse naturali in modo sostenibile.

Il progetto offre un nuovo punto di partenza e una diversa prospettiva su come affrontare i temi della salvaguardia delle risorse ambientali e del cambiamento climatico per poter migliorare le nostre condizioni di vita in casa e in città.

Uno sguardo interessante di un’urbanistica a confronto che dialoga tra passato e presente e si osserva dal di dentro per poi arrivare a un di fuori che sia armonicamente accettato da chi lo osserva e da chi lo abita.

Ma una riflessione che tutti gli appassionati del settore fanno, compresa me, è che è tutto bellissimo, le idee sono fantastiche ed innovative, ma dove posso vedere o acquistare qualcosa che vada bene per casa mia? Oggi voglio portar via con me un pezzo di innovazione e lo voglio a casa stasera. Ovviamente è possibile, perchè il Salone non è soltanto guardo ma non tocco, è anche posso comprarlo e subito. Infatti sono numerosissimi gli showroom nei quali sia marchi giovani che più conosciuti presentano prodotti assolutamente acquistabili e godibili.

A tal proposito vorrei parlare di un architetto che ha attirato moltissimo la mia curiosità , per la creatività e per la diversità delle sue realizzazioni: Giovanni Di Vito, fondatore del “Vitruvio Design“. Brand nato a Venezia con il quale realizza i suoi prodotti insieme al suo fedelissimo team di esperti.

Le sue creazioni mi hanno particolarmente colpita perché sono fortemente legate al concetto di “Made in Italy”, dietro il quale ci sono: la capacità creativa e quella manifatturiera. Un connubio tra designer e artigiani, tra progettazione e manualità, che è la vera forza dei prodotti italiani.

I suoi sono oggetti di design di utilizzo decisamente quotidiano, pratici ed eleganti ci raccontano una storia che fonde il passato con il contemporaneo, rendendo accoglienti e pratici oggetti moderni e inusuali, le cui linee hanno portato alla realizzazione anche di gioielli che sono veri e propri oggetti di design. Come ad esempio la collana Wire-G, che nasce come reinterpretazione dei monili antichi, e dal desiderio di mescolare tecniche di lavorazione del passato e design contemporaneo.

Parlando di novità non posso in ultimo non raccontarvi del progetto di shared storytelling sempre di Vitruvio Design, che si chiama “il Milione” e di cui vi riporto le parole dell’architetto Di Vito in persona: “Per questo progetto, abbiamo concepito e realizzato una serie limitata di segnalibri realizzati in un materiale modernissimo che ci consente di integrarvi alcune semplici funzioni tecnologiche rendendoli, di fatto, meta-oggetti. Ciascun segnalibro è dotato di un QR-code che dà l’avvio al dialogo con il trovatore. Il dialogo continua sul web grazie al QR code, iniziando ad intessere la vera trama del racconto. L’interazione avviene mediante la pagina di un sito web con un racconto in prima persona del segnalibro, il quale induce e chiede al trovatore di raccontare una sua storia a sua volta e di fornire contestualmente la sua posizione geografica. A chi viene in contatto con il segnalibro, chiediamo di adoperarlo liberamente per un certo periodo e poi di donarlo ad una persona che ritenga possa avere il suo stesso piacere ad interagire con esso. Ad oggi il Milione vede coinvolti 15 viaggiatori: è arrivato in tutti i continenti, toccando ben 25 Nazioni e 51 città.”

A proposito di viaggiatori, potrei raccontarvi ancora tantissimo sulle meraviglie che ho visto in questa settimana dedicata al design e sugli esperti con cui ho parlato ma il mio consiglio è di vivere questa bellissima esperienza in prima persona, quindi se non siete riusciti a farlo quest’anno, mettete in agenda l’appuntamento per l’edizione 2019 del Salone del mobile di Milano. Tuffatevi nel vostro viaggio emotivo e sensoriale e scoprite cosa vi piacerebbe avere in casa al vostro risveglio già dal giorno successivo alla vostra visita. E se siete dei giovani creativi, mi raccomando non dimenticate che la strada dell’autoproduzione può essere un modello economico da perseguire.