Isabella Ragonese in "Tutta la vita davanti"

Isabella Ragonese in “Tutta la vita davanti”

La festa dei lavoratori in ricordo delle grandi conquiste per garantire sicurezza e condizioni di lavoro umane viene festeggiata in Italia ogni primo maggio dal 1891, fatta eccezione per il ventennio fascista durante il quale, a partire dal 1924  fino al 1945, fu soppressa.

Viva i lavoratori! Quale che sia il vostro lavoro, se dipendente o titolare, in un call center o in tribunale, pubblico o privato che sia benedetto il posto conquistato!!!

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C’è poco da stare allegri, tra disoccupazione e Jobs Act, la fine dei CO.CO.CO ed i  nuovi licenziamenti, la crisi che continua ed un governo non eletto che pone la fiducia su qualsiasi cosa.
Povera Costituzione Italiana. Eppure quando venne promulgata si brindò ad una delle più moderne carte costituzionali mai viste.
Repubblica fondata sul lavoro. Meravigliosa sintesi di una comunità dove tutti sono utili e nessuno indispensabile. La via da percorrere, partendo dal presupposto che illegalità e corruzione ce lo consentano, sarebbe quella di lavorare per vivere, secondo le proprie inclinazioni e le esigenze della comunità.

Per permettere anche ai cattolici di festeggiare la ricorrenza, senza per questo ritrovarsi affiancati a comunisti e socialisti, Papa Pio XII nel 1953 istituì la festa di San Giuseppe Lavoratore. E per non lasciare a piede libero i giovani, le sigle sindacale istituirono nel 1990 il Concerto del Primo Maggio che si svolge ogni anno da allora a piazza San Giovanni in Roma. Così ai piedi della Basilica, quasi un milione di ragazzi, di rosso agghindati, canta e urla al ritmo di rock, aizzati dai loro idoli. La storia musicale e politica degli ultimi anni ha trovato spazio su quel palco, che ha perso a volte l’identità di festa dei sindacati per diventare espressione del malessere dei giovani e luogo di ribellione. La qualità e varietà degli artisti anche internazionali presenti negli anni dimostrano come la manifestazione sia diventata un punto di riferimento per la scena musicale italiana. Mi piace ricordare Robert Plant, i Litfiba con le invettive contro la chiesa ed Andreotti da parte di Piero Pelù, ma anche i bagni di folla per Vasco o Pino Daniele e una giovanissima Elisa. E poi la musica folkloristica o quella balcanica, espressioni varie così ben sintetizzata da Elio e le storie tese con il brano “Il complesso del primo maggio”, geniale parodia presentata proprio su quel palco.

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Concerto 1 Maggio, a piazza San Giovanni in Roma

Il mondo del lavoro è nel vortice di troppi ricatti: vivere per lavorare, il mutuo o l’affitto a fine mese, la scelta di non avere figli se il contratto non ti aiuta, lavorare purché si lavori e quindi accettare anche ruoli che prevedono mansioni umilianti o continue richieste petulanti. Sarebbe bello poter dire, come da bambini, voglio fare l’astronauta, il cantante, il costruttore di ponti. Ma ricordiamoci di vivere. Lavorare non per vivere ma per sostenersi, per il necessario e per assecondare i propri interessi.

Un film di qualche anno fa, “Cresceranno i carciofi a Mimongo“, racconta della ricerca di lavoro senza filtri, delle umiliazioni e dei sotterfugi per superare il colloquio seguendo le indicazioni della “Guida pratica per trovare lavoro” del fantomatico Ermanno Lopez interpretato dalla voce fuori campo di Piero Chiambretti, in attesa della lettera insperata di assunzione per far crescere i carciofi in Africa, coronando la tesi di laurea del protagonista, Daniele Liotti. Forse l’idea di non mollare, di credere nel proprio progetto in un paese che vive di piccole e medie imprese fa parte del nostro DNA. Questo mi sento di augurare a tutti coloro che cercano lavoro o che vorrebbero cambiarlo: non vi arrendete. Il nostro lavoro è prezioso e va retribuito, non dimentichiamolo.

E quando sarete lì, di fronte al vostro esaminatore, prendete spunto da questo intrepido aspirante assicuratore. Se il lavoratore è la risorsa sarà pieno di risorse! Dimostratelo.

Buon lavoro a tutti!

http://https://www.youtube.com/watch?v=kSaWsTYghZQ