Presentata mercoledì 19 febbraio, giorno in cui si commemora il terzo anniversario della scomparsa di Pasquale, la prima edizione del premio Pasquale Squitieri, “Il piacere della libertà”, che si terrà il 27 novembre, giorno in cui si celebra la nascita del maestro

Premio Pasquale Squitieri presentata a Roma la prima edizioneLa prima edizione del Premio Pasquale Squitieri, “Il piacere della libertà”, ideato da Ottavia Fusco Squitieri e promosso da Salvo d’Ortona, è stata presentata lo scorso mercoledì a Roma. Il premio si svolgerà il 27 novembre 2020 a Roma e premierà i migliori lungometraggi e cortometraggi del cinema italiano.

Dieci opere per ogni categoria saranno proposte e votate da una giuria di grandi nomi del mondo dello spettacolo come Simona Izzo, Barbara Alberti, Vittorio Cecchi Gori e Pippo Baudo. Queste le categorie:

  • Miglior Film edito
  • Miglior regista film edito
  • Miglior Opera Prima edita
  • Miglior Docu-Fiction
  • Miglior corto Inedito
  • Miglior regista corto inedito

Entro la metà di marzo verranno pubblicati sul sito www.premiopasqualesquitieri.it e relative pagine social i regolamenti dettagliati.

CHI ERA PASQUALE SQUITIERI

Compito molto arduo definire un uomo dallo spirito libero e impetuoso come il grande regista, Pasquale Squitieri, nato a Napoli il 27 novembre del 1938 nel popolare Rione Sanità. La sua vita e per osmosi il suo cinema sono un manifesto di anticonformismo e di libertà di pensiero.

Un uomo insofferente ad ogni etichetta, che non ha mai avuto paura di cambiare e affermare la propria identità con forza e passione,  trovando una contiguità, rara nell’arte, tra la vita vissuta e le sue opere. Così il suo cinema è difficile da definire. Sempre volto a cogliere le incongruenze della società, trattando argomenti controversi e scomodi, portando sullo schermo una cifra stilistica lirica e appassionata, figlia della scuola del suo amato e citato padrino cinematografico Sergio Leone, quanto lo sguardo antropologico di un documentarista nell’osservare il mondo senza filtri o bandiere prestabilite.

Per tutti questi motivi gli calza a pennello la definizione “Un uomo diversamente vivo” come nelle parole della sua amata moglie e promotrice di questo premio, Ottavia Fusco: “Il piacere della libertà”… Così, in un famoso articolo, Alberto Moravia definiva una delle più invidiabili caratteristiche umane di Pasquale Squitieri: un grande spirito libero, un uomo coraggioso a scapito persino di se stesso, un intellettuale imprevedibile e capace di opinioni sempre originali e fuori da qualsiasi schema. Un uomo senza etichette e per questo etichettato dai nemici (tanti) e amato dagli amici. Tantissimo. Ho pensato di creare questo Premio per ricordarlo, o meglio, perché non venga dimenticato. Un caro amico mi ha suggerito una definizione per Pasquale, adesso che non c’è più : il “diversamente vivo” . Definizione che condivido e che faccio mia con tutta l’anima.

Oggi quel cinema storico e di denuncia è sempre meno presente sui grandi schermi, e anche quando tratta temi scottanti è inglobato da un sistema mainstream e finisce per diventare patinato, edulcorando la narrazione e emarginando chi si pone al di fuori dagli schemi. Cosa capitata, del resto, anche al maestro. D’altra parte però, grazie ai nuovi mezzi di ripresa e di comunicazione digitali che rendono possibili produzioni a basso costo con ottimi risultati, ci sono nuove generazioni di cineasti, e qualche maestro, che riescono a portare le loro istanze di stile e contenuti senza farsi ingabbiare da logiche di mercato.

Pasquale era anche uno sperimentatore e amava tutti i nuovi mezzi di ripresa come di narrazione. Per questo è sembrata la figura più giusta per sostenere un modo diverso pensare, a tre anni dalla sua morte, cercando quel fil rouge tra le sue opere e quelle contemporanee che oggi possa mantenere vivo quello spirito libero.

IL PREMIO

Un CTS di esperti selezionerà tra le opere italiane uscite in sala tra il 26 novembre dell’anno precedente al 27 dell’anno corrente (data di nascita del maestro), quelle che abbiano colto le tematiche di stili e contenuti cari a Pasquale Squitieri come controverse vicende storiche, tematiche di disagio sociale, criminalità organizzata ecc. Lo stesso avverrà sia per quelle docu-fiction che siano state distribuite sui network quanto per quelle inedite. Sono state scelte le docu-fiction perché tra le nuove forme di espressione è una di quelle che ha saputo rimanere nello stesso tempo indipendente e capace di raggiungere un grande pubblico.

Per i corti, che il maestro definiva “Il miglior biglietto da visita di un giovane regista”, il discorso è diverso. Dovranno essere inediti e realizzati in verticale come sono oggi buona parte dei contenuti visualizzati dal pubblico, proprio per nel solco di quella sperimentazione, su un tema prescelto e legato alla poetica “squiteriana”, a cui verrà assegnato anche un premio in denaro e forniture per la realizzazione di un corto professionale.

“Il Premio – spiega Ottavia Fusco – verrà attribuito ad un’opera già realizzata e che meglio rappresenti originalità, libertà di pensiero, coraggio delle opinioni e che si distingua in mezzo alla facile corrente del compiacere o del piacere a tutti, a tutti i costi. Così come Squitieri è sempre stato. Un Premio da celebrare in nome dell’ Arte, dell’Arte della Vita, della Libertà!”.

La statuetta, simbolo del Premio, verrà realizzata dallo scultore Aldo Gallina (in arte Jona), un’Ala d’Oro, a rappresentare i concetti che il Premio intende celebrare.