Powidoki - Il Ritratto Negato recensioneOggi 11 Luglio è uscito nelle sale Italiane il sessantacinquesimo lungometraggio del regista polacco Andrzej Wajda, PowidokiIl Ritratto Negato, un capolavoro di emozioni che ha reso difficile trovare il respiro e la concentrazione per iniziare a scrivere questa recensione.

Il film racchiude in sé tutta la potenza dell’arte che per sopravvivere si serve della forza di un uomo integro e determinato come Władysław Strzemiński. L’impeto di ogni forma artistica travolge le epoche imprimendo, su tutto ciò che sfiora, espressione e ricordo. L’arte ha il dovere di divulgare il pensiero di ogni artista che è il più alto rappresentante dell’animo umano, il portavoce di una ricchezza infinita, un donatore di consapevolezza. L’opera d’arte, la cui osservazione spesso è ben delineata da precisi periodi storici, lascia sempre agli occhi di chi la osserva la scelta di un tempo e di un luogo astratti. Ha senza dubbio, da sempre, un potere divulgativo potentissimo e per questo ritenuta letale come un’arma, ma in realtà questo potere è già dentro di noi perché l’arte riflette il mondo e il mondo siamo noi, quindi riflette in realtà esattamente la nostra visione di esso. L’arte è il nostro più intimo pensiero, multiforme e colorato dal nostro passato e intriso di un futuro immaginario.

Powidoki – Il Ritratto Negato è un lavoro illuminante, ricco di particolari pittorici degno di un documentario, concepito come un film gradevolissimo e romanzato con equilibrio, non lascia spazio a distrazioni o momenti di noia, è un film di sentimenti che riesce a esprimere la durezza e la difficoltà della vita polacca del tempo con una sensibilità che mette al primo posto l’uomo, con le sue fragilità, la sua tenacia e la sua dignità, potenti armi di sopravvivenza.

Sicuramente mi sono lasciata prendere un po’ la mano avete ragione, ma è un tema così ampio ed affascinante che non dovrebbe conoscere freni. Ma torniamo alla trama.

Nella Polonia del Dopoguerra, il noto pittore Władysław Strzemiński insegna all’Accademia delle Belle Arti di Łódź. Grande artista e coautore della teoria dell’Unismo, Strzemiński aveva acquisito fama già prima del secondo conflitto mondiale. I suoi studenti vedono in lui il “messia della pittura moderna”, a differenza della Direzione universitaria e del Ministero della Cultura che ne hanno un’opinione diversa. Contrariamente agli artisti leali alle dottrine del realismo socialista, i quali adempiono ai compiti del Partito, Strzemiński non accetta compromessi per la sua arte. Si rifiuta di osservare i regolamenti del Partito e infine viene espulso dall’Accademia e dall’Unione degli Artisti. Gli studenti di Strzemiński continuano tuttavia a sostenerlo, gli fanno visita e si raccolgono alle sue lezioni in privato. Prendono appunti sulla sua Teoria della Visione e ascoltano le critiche che lui rivolge ai loro lavori. Ormai disoccupato e infermo, Strzemiński, privo di un braccio e di una gamba, presto cade in povertà e in malattia, mentre le disposizioni delle autorità comuniste persistono a volere la sua rovina…

Powidoki – Il Ritratto Negato è basato dunque sulla storia vera di Władysław Strzemiński, Il film si interroga sulla responsabilità dell’arte moderna, ma soprattutto è la storia di un artista unico distrutto da un sistema politico. Benché PowidokiIl Ritratto Negato si svolga a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta, tutt’oggi vi sono ancora artisti in carcere o maltrattati, castrati dalla censura e puniti dell’unica colpa di essere illuminati e liberi.

Władysław Strzemiński fu amico e studente di Malevič, Chagall e Rodčenko. Fondò il Museo d’arte Moderna di Łódź che ospita una delle più vaste collezioni al mondo. Le sue opere furono messe in mostra da Mosca a Parigi e pensate che imparò a dipingere solo dopo l’amputazione di un braccio e di una gamba, ciò nonostante, molto amato dalle donne per il suo carisma e adorato dai suoi studenti.

Strzemiński capì il sentiero dell’arte moderna e lo spiegò nel suo libro intitolato “Teoria della visione”. La convinzione che non vi fosse altra strada se non quella dell’arte astratta, gli diedero la forza di opporsi alle autorità. Cari lettori, vi ho raccontato la storia di un uomo straordinario, di un visionario vittima delle persecuzioni comuniste e spero con tutto il cuore di avervi spinto alla visione di questo film. Mi congedo lasciandovi alle parole di Władysław Strzemiński: “L’arte ha il diritto di prendere parte alla vita, e la vita ha il diritto di entrare in gioco nell’arte. L’arte dovrebbe scoprire elementi importanti della vita, e di questi dovrebbe creare dei corrispettivi astratti. L’arte non è una formazione distaccata dalla vita, funziona in essa e ne è parte integrante”.